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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

L’articolo sul processo Condor del responsabile del Pd per gli italiani nel mondo Eugenio Marino

DESAPARECIDOS

“I diritti umani sono universali e il loro valore non può essere soggetto al tempo, né allo spazio. Il Pd deve stare laddove ci sono diritti umani da difendere”

 

ROMA – “Raul Sendic non è solo il vicepresidente dell’Uruguay, è anche figlio di quel Raul Sendic Antonaccio conosciuto come el Bebe, leader dei tupamaros, per 14 anni prigioniero politico. L’attuale vicepresidente del Paese sudamericano, da bambino poteva vedere suo padre solo in carcere a una distanza di tre metri dalle sbarre, senza poterlo mai abbracciare o toccare. Dal 1971 al 1985. E lui era uno di quelli ‘fortunati’ perché il padre, almeno, non glielo avevano ammazzato”. Inizia così l’articolo sul processo Condor che il responsabile del Pd per gli italiani nel mondo Eugenio Marino ha scritto per l’Unità.

“Ieri, – prosegue Marino – quel bambino diventato vicepresidente della Repubblica democratica dell’Uruguay, era nell’Aula bunker di Rebibbia per ascoltare la lettura della sentenza del processo sul Plan Condor, il piano frutto di un accordo internazionale tra le dittature sudamericane per reprimere, uccidere e far sparire gli oppositori politici, i sindacalisti e gli studenti e intellettuali di sinistra, con la complicità degli Usa di quegli anni”. Nell’articolo Marino ricorda come nel processo Condor si siano costituiti parte civile sia il Governo italiano che il Partito democratico. “Ed è giusto che sia così, – spiega Marino – perché i diritti umani sono universali e il loro valore non può essere soggetto al tempo, né allo spazio. Il Pd deve stare laddove ci sono diritti umani da difendere. Anche per questo, l’avvocato del Pd e del Frente amplio Antonello Madeo ha deciso di rappresentare le parti senza alcuna parcella. Anche per questo, ieri ero in Aula a Rebibbia a rappresentare il Pd nel mondo, così come c’era il sottosegretario Boschi in rappresentanza del Governo, come c’erano Fabio Porta e Luciano Vecchi in rappresentanza degli italiani in Sud America e del Dipartimento esteri del Pd, per testimoniare l’impegno a ogni livello del nostro Partito, la vicinanza alle famiglie delle vittime, la domanda di giustizia della nostra comunità democratica”.

Marino sottolinea inoltre come questo processo con le sue condanne, sancisca ancora una volta “l’importanza della legislazione internazionale (con tutte le sue pecche, le sue maglie larghe) e di quella cosa che Berlinguer chiamava, proprio negli anni delle dittature sudamericane, ‘il valore universale della democrazia’ nel quale noi continuiamo più che mai a credere e che sempre più va attualizzato, saldato alla sfera ampia dei diritti in un contesto di inclusione nazionale e globale. A maggior ragione nel nostro tempo, quello delle grandi migrazioni di massa, che siano esse scatenate dai mutamenti climatici, dalle guerre o dalla fame”.

Dopo aver ricordato la delusione dei familiari delle vittime per l’assoluzione per insufficienza di prove di vari imputati Marino evidenzia però la necessità di rispettare le sentenze e di rimanere in attesa dei successivi ed eventuali gradi di giudizio. “Quella di ieri – aggiunge Marino – resta una giornata storica, una tappa importante nella ricerca della verità su quanto è successo nella lunga notte del Sud America… Per quanto è nelle nostre possibilità continueremo sulla strada intrapresa. È un impegno – conclude Marino – che dobbiamo al vicepresidente Sendic, al suo sguardo inclemente a lungo puntato sulle sbarre dell’Aula bunker, a tutti i familiari delle vittime, a un’intera generazione perduta per sempre e a un Continente vicino, fratello per tanti versi, che ha dovuto cercare con fatica la strada del suo riscatto”. (Inform)

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