CHIESA ITALIANA
LAMPEDUSA – Ha saputo guidare la comunità nei momenti di maggiore tensione e ha spalancato le porte dell’unica parrocchia ai migranti, quando questi hanno protestato per le condizioni imposte dal sistema hotspot. Don Mimmo Zambito, parroco di Lampedusa dall’autunno del 2013, ha salutato l’isola dopo essere stato chiamato a ricoprire l’incarico di giudice del Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Agrigento. Al suo posto l’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, ha nominato don Carmelo La Magra, già impegnato in passato come direttore dell’Ufficio Migrantes di Agrigento e insediatosi alla guida della Parrocchia “San Gerlando” della più grande delle isole Pelagie. Alla comunità di Lampedusa don Mimmo Zambito ha lasciato, tra le altre cose, i frutti di una sapiente attività pastorale rivolta alle famiglie e alle coppie di fidanzati, nonché un proficuo cammino ecumenico all’insegna della carità operosa. L’ex parroco, infatti, si è fatto promotore di un costante dialogo con gli esponenti della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, presente sull’isola da circa tre anni con il progetto “Mediterranean Hope”. Da questo confronto, fondato sulla fraternità cristiana, è nato il “Forum Lampedusa Solidale”, organismo che ha riunito associazioni, movimenti ecclesiali, organizzazioni di volontariato, parrocchiani, donne e uomini di buona volontà. Uno spazio di condivisione e di progettazione, nato per promuovere condizioni più dignitose di accoglienza per i migranti, per favorire occasioni di reale conoscenza e integrazione tra residenti e stranieri, ma anche uno strumento per giungere ad una migliore definizione dell’identità isolana. Un segno, anche questo, dell’apertura dell’ex parroco alla società civile, ai “lontani”, per la realizzazione di una Chiesa “in uscita”, nel solco del pontificato di Papa Francesco.
Il congedo di don Mimmo Zambito è avvenuto in occasione della giornata della memoria per le vittime del 3 ottobre 2013, al termine di una cerimonia che ha visto pregare insieme le comunità cristiane e i sopravvissuti del tragico naufragio in cui persero la vita 368 persone. La comunità lampedusana ha voluto salutare il presbitero facendogli dono di una barca, un’opera d’arte contemporanea realizzata con il legno delle imbarcazioni utilizzate dai migranti per cercare un approdo di salvezza. (Luca Insalaco-Migrantes online, 21 ottobre/Inform)