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La visita dell’artista Salvatore Motta a Mar del Plata

SPETTACOLI

Da “Spazio Giovane”

La visita dell’artista Salvatore Motta a Mar del Plata

 

MAR DEL PLATA – L’artista catanese Salvatore Motta che risiede da oltre 10 anni a Bogotà (Colombia) ha visitato la città di Mar del Plata presentando il suo spettacolo “I viaggi di Salvatore”, raccontando storie familiari, aneddoti, leggende della sua terra, poesia e canzoni, intrecciando le tradizioni della sua Sicilia natale, della Colombia e degli Stati Uniti (dove ha vissuto alcuni anni) ed aggiungendo alla sua opera anche le esperienze in Argentina.

Dopo la presentazione nella sala del teatro “El Septimo Fuego” di Mar del Plata, svoltasi venerdì 18 gennaio, è stata poi la volta , il sabato successivo, di visitare la sede della Casa d’Italia, dove la comunità siciliana locale ha organizzato una cena con 300 persone a beneficio della casa di sollievo della “Gruta de Lourdes” di Mar del Plata. Occasione dove il nostro “ Turi” Motta ha conosciuto i siciliani e non della città balneare e presentato parte del suo spettacolo.

In questo modo si organizzeranno durante l’anno diverse presentazioni assieme alla Dante Alighieri locale presieduta da Marcelo Carrara auspicata dal Comites di Mar del Plata e della Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata e della zona.

“I viaggi di Salvatore” E’ uno spettacolo autobiografico di Salvatore Motta, catanese, classe 1974: il “sogno americano” di Turi (Salvatore), emigrante italiano a cavallo del terzo millennio.

Salvatore dal 1998 al 2004 ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti. Nel 2004 si è trasferito in Colombia, dove vive tuttora. Brandelli di memoria, aneddoti, leggende familiari, canti folcloristici danno corpo alla storia narrata attraverso i ricordi del nonno. Turi è un personaggio metaforico, catapultato nel “sogno americano”. Il ritmo del tamburello e le suggestioni del marranzano, la voce, i suoni, i canti si alternano ad un racconto ironico, commovente ed evocativo, in cui Motta riesce a traslare il testo in immagini. Catania, il fragore dell’eruzione dell’Etna, la statua dell’Elefante, il vocio degli ambulanti, i sapori della cucina, accompagnano Turi nella sua avventura americana.

È l’anima di Turi il cuore pulsante della storia, in bilico tra passato, presente, stupore, sogno, echi della sua infanzia e della sua vita, speranze, citazioni, poesie, canzoni, “miniminagghi”. Il tutto vivendo in paesi stranieri, nei quali prima di capire devi imparare il nome delle cose. Il miraggio di Turi non è la ricchezza. “ Mi sono perso in America ma un giorno ho ritrovato me stesso”. Una performance che usa il teatro come strumento per liberare energie ed impulsi creativi; un lavoro che si ispira principalmente al Teatro povero creato dal regista polacco Jerzy Grotowski. Un teatro essenziale, puro, libero da qualunque forma di spettacolarità adulterata da effetti speciali, in cui l’attore si trasforma, sorprendendo, servendosi “solo” del proprio corpo e della voce. Motta sta organizzando la sua tournee di spettacoli e di seminari di teatro in tutta l’ Argentina durante il 2013. (Spazio Giovane/Inform)

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