ITALIA-SVIZZERA
L’inserimento nell’elenco pubblicato in Gazzetta ufficiale il 9 agosto scorso è segnalato da Alessio Tacconi (Pd, ripartizione Europa) quale frutto dell’Accordo sulle doppie imposizioni siglato il 23 febbraio 2015 e ratificato dal Parlamento
ROMA – Alessio Tacconi, deputato del Pd eletto nella ripartizione Europa, segnala la pubblicazione in Gazzetta ufficiale – il 9 agosto 2016 – del decreto del Ministro dell’Economia con l’elenco dei Paesi inclusi nella “White List”, in cui, grazie alla ratifica da parte del Parlamento del relativo Accordo sulle doppie imposizioni fiscali, è inserita anche la Svizzera.
Il “sigillo formale” giunge a seguito dell’Accordo tra i due Paesi siglato il 23 febbraio 2015 e la successiva ratifica da parte di Camera e Senato, “dopo anni di estenuanti negoziati che si erano spesso insabbiati nelle secche di reciproche incomprensioni e irrigidimenti – ricorda Tacconi, evidenziando il “tenace e costante impegno dell’attuale governo nella lotta all’evasione fiscale e verso la normalizzazione dei rapporti economici e fiscali a livello globale”.
La ratifica dell’Accordo – ribadisce l’esponente democratico – ha permesso di includere la Svizzera nella “white list”, nell’elenco cioè dei Paesi con i quali “risulta attuabile lo scambio di informazioni per evitare la doppia imposizione sul reddito”.
“La sempre maggiore armonizzazione delle relazioni fra Italia e Svizzera viene considerata con crescente soddisfazione dagli ambienti economici dei due Paesi che, dal rinnovato clima di fiducia reciproca e di collaborazione in materia fiscale, potranno ricevere importanti stimoli per una più proficua collaborazione in ogni ambito economico. L’Accordo con la Svizzera – rileva Tacconi – ha già dispiegato effetti positivi con la procedura della voluntary disclosure o collaborazione volontaria introdotta dalla legge 186 del 2014 che incoraggiando l’emersione di capitali detenuti illegalmente all’estero ha prodotto un cospicuo tesoretto per le casse dello Stato”.
Si tratta di un dispositivo “vantaggioso per la Svizzera”, perchè “consentirà alle sue imprese di operare con più facilità in Italia”, “ma soprattutto per l’Italia – evidenzia ancora l’esponente democratico, precisando come “con questo strumento di lotta all’elusione e all’ evasione fiscale” si potranno “recuperare importanti risorse”.
“Rimangono ancora da finalizzare alcuni importanti risvolti fiscali che interessano soprattutto i nostri connazionali residenti in Svizzera possessori di immobili in Italia o che, rimpatriati, detengono nella Confederazione i proventi del proprio lavoro: nei futuri negoziati previsti dalla Road Map siglata insieme all’Accordo del 23 febbraio 2015 bisognerà affrontare tali problematiche in modo da evitare doppie imposizioni sotto qualsiasi forma – conclude Tacconi, ribadendo il suo impegno insieme a quello dei deputati del Pd eletti all’estero in proposito. (Inform)