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La “specificità della carriera diplomatica” ribadita nel parere della Commissione Esteri al ddl sulle deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La Commissione Affari esteri e comunitari (III) della Camera dei Deputati ha dato parere favorevole al disegno di legge, già approvato dal Senato concernente deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Nel parere si fa esplicito riferimento, definendola “significativa” alla previsione dell’esclusione della carriera diplomatica dalle carriere speciali che potranno eventualmente confluire nel ruolo unico dei dirigenti statali presso la Presidenza del Consiglio.

Qui di seguito, il testo integrale del parere.

La III Commissione,

esaminato il disegno di legge C. 3098 recante Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, approvato dal Senato;

apprezzato il percorso di consultazione pubblica che ha determinato l’adozione del provvedimento in titolo nel contesto del complessivo processo di riforma dello Stato in atto;

valutati positivamente gli effetti virtuosi che le disposizioni del provvedimento relative a tutte le pubbliche amministrazioni – con particolare riferimento alla istituzione di una Carta della cittadinanza digitale (articolo 1), alla prevenzione della corruzione, ai principi di pubblicità e di trasparenza (articolo 6), alla riorganizzazione dell’Amministrazione dello Stato (articolo 7) – potranno produrre sull’Amministrazione degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ivi inclusa la rete diplomatico-consolare;

ritenuta significativa, con riferimento all’articolo 9 del provvedimento, in tema di dirigenza pubblica, modificato al Senato, la previsione dell’esclusione della carriera diplomatica dalle carriere speciali che potranno eventualmente confluire nel ruolo unico dei dirigenti statali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e ciò in ragione della specificità di tale carriera quanto alle modalità di nomina e di preposizione, non assimilabili alla direzione di uffici e strutture che insistono sul territorio nazionale;

valutata, infine, positivamente, in tema di formazione dei pubblici dipendenti, la riforma, di cui al medesimo articolo 9, della Scuola nazionale dell’amministrazione all’interno della quale, con il decreto-legge n. 90 del 2014, è confluita anche la formazione del personale diplomatico, prima curata dall’Istituto diplomatico «Mario Toscano» e per il cui ordinamento, viene operato un espresso riferimento alle migliori pratiche utilizzate a livello internazionale,

esprime parere favorevole. (Inform)

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