CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – La sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi ha risposto in Commissione Esteri all’interrogazione di Federica Onori (M5S, ripartizione Europa) sul ricorso alla contrattualizzazione interinale nelle sedi diplomatico-consolari.
Tripodi sottolinea in primo luogo che la Farnesina “è fortemente impegnata per la valorizzazione del personale a contratto” e ricorda come il contingente complessivo di questo tipo di personale presso la rete diplomatico-consolare sia in costante aumento. “Dalle 2.720 unità del 2017 si è passati alle 3.150 del 2023. Anche il rapporto tra personale di ruolo e personale a contratto nelle sedi estere è sensibilmente mutato a vantaggio di quest’ultimo – prosegue la Sottosegretaria, richiamando il pacchetto di adeguamenti retributivi adottato nel 2023 grazie al quale “mille impiegati a contratto in quarantacinque Paesi beneficeranno di una rivalutazione del livello salariale”. Richiamato anche il nuovo assegno per situazioni di famiglia, un sostegno finanziario adottato quest’anno e che permetterà agli aventi diritto di percepire un contributo compreso tra i 960 e 2.100 euro per ogni familiare a carico. Per Tripodi si tratta dunque “di un significativo potenziamento delle misure di sostegno al nucleo familiare” di questo tipo di impiegati, “del valore di circa 2 milioni di euro all’anno”.
La Sottosegretaria segnala poi come il ricorso al personale interinale risponde invece “ad esigenze diverse e a una logica di flessibilità” e che si tratta di “personale impiegato dalle sedi in piena autonomia di bilancio, in presenza di particolari necessità e in periodi specifici e definiti”. “Ciascuna Ambasciata o Consolato – spiega – procede infatti al reclutamento con fondi propri e attraverso le diverse agenzie di lavoro interinale disponibili in loco. Il dato è dunque per sua natura dinamico: aumenta o diminuisce a seconda delle esigenze delle sedi”. “Le mansioni di supporto svolte dal personale interinale sono limitate e temporanee – aggiunge Tripodi, citando ad esempio “le bonifiche degli schedari consolari o l’allineamento degli elenchi elettorali in occasione delle operazioni di voto all’estero”, oppure, più recentemente, lo smaltimento degli arretrati nel settore dell’anagrafe consolare accumulatisi a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. “Le Sedi che ne hanno ravvisato la necessità hanno costituito piccole task force settoriali dedicate, cui hanno conferito uno specifico progetto per un periodo limitato di tempo. In ragione delle diverse modalità di finanziamento, reclutamento e inquadramento giuridico, le due categorie – personale interinale e personale a contratto – non sono dunque tra loro fungibili – conclude la Sottosegretaria.
In sede di replica, Onori si dichiara insoddisfatta della risposta del Governo e ribadisce la sua richiesta di conoscere il numero complessivo degli impiegati interinali, la loro percentuale in rapporto al personale di ruolo e a contratto, e la lista delle mansioni svolte, dati necessari per rispondere ad eventuali disservizi segnalati dai connazionali. (Inform)