CAMERA DEI DEPUTATI
ROMA – La sottosegretaria agli Esteri Maria Tripodi ha risposto alla Camera dei deputati all’interrogazione a risposta scritta di Federica Onori (M5S, ripartizione Europa) sul perché gli studenti che decidano di intraprendere un percorso di studi all’estero non possano partecipare ai tirocini organizzati dalla Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) nel Ministero degli Esteri. Nella risposta Tripodi ha ricordato che i partner della convenzione quadro per la realizzazione del programma di tirocini curriculari presso la rete diplomatico-consolare e gli Istituti italiani di cultura sono il Ministero degli Esteri (MAECI), il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e la Conferenza CRUI.
“Dal 2017, la convenzione gestisce in modo centralizzato lo svolgimento di questi tirocini, affidando la selezione e l’assegnazione degli studenti ai lavori di una commissione congiunta composta da rappresentanti del MAECI, del MUR e della fondazione CRUI. La convenzione – precisa Tripodi – riguarda esclusivamente gli atenei aderenti alla CRUI, che – per definizione – non possono essere che italiani. Un’eventuale apertura gli atenei stranieri non potrebbe essere fatta attraverso una mera estensione della convenzione”.
“Il MAECI attribuisce grande valore alla gestione unificata delle candidature, in quanto la convenzione MAECI – MUR – CRUI garantisce un’offerta di tirocini curriculari stabile, sistematica e ampia, che coinvolge tutte le Sedi all’estero, compresi gli Istituti italiani di cultura. La centralizzazione mira, inoltre, ad ottenere la più estesa partecipazione delle università italiane ai tirocini offerti dal MAECI, garantendo al contempo la parità di accesso a tutti gli studenti meritevoli. In base alla convenzione – prosegue la Sottosegretaria, – agli studenti viene garantito un rimborso spese a carico delle università, a valere su fondo per il sostegno dei giovani e la mobilità degli studenti, introdotto dalla legge n. 170 del 2003 e riservato solamente agli atenei italiani. L’eventuale allargamento di partecipazione non consentirebbe quindi agli studenti di atenei stranieri di usufruire di tale rimborso, creando una disuguaglianza di trattamento tra i candidati selezionati”.
Rispondendo a un quesito presente nell’interrogazione Tripodi precisa anche che il concorso per l’accesso alla carriera diplomatica “non contempla lo svolgimento di un tirocinio MAECI-MUR-CRUI tra i requisiti d’accesso alla procedura, né tale tirocinio è considerato come esperienza valutabile ai fini del conferimento di punteggio aggiuntivo”. “Al concorso diplomatico possono partecipare candidati in possesso di titolo straniero riconosciuto in Italia. Viene inoltre assegnato punteggio ai titoli universitari stranieri post-laurea – conclude Tripodi. (Inform)