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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La senatrice Laura Garavini (Italia Viva, ripartizione Europa) sui lavoratori migranti in agricoltura

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

“Regolarizzare gli oltre 600 mila lavoratori irregolari presenti in Italia è esigenza del nostro tessuto produttivo”

(foto fonte Camera)

ROMA – “L’attuale situazione di necessità, in cui la raccolta di tonnellate di prodotti agricoli rischia di essere compromessa dall’impossibilità degli stagionali dai paesi dell’Est di raggiungere i nostri campi per colpa delle restrizioni introdotte per il coronavirus, può essere l’occasione utile per regolarizzare gli immigrati clandestini che si trovano in Italia”: così la senatrice eletta nella ripartizione Europa Laura Garavini (Italia Viva), presidente della Commissione Difesa e vice presidente vicaria Gruppo Italia Viva – Psi.

“Secondo alcune stime almeno 300mila lavoratori stranieri, se in regola, potrebbero subito ricevere un contratto di lavoro. Metà di loro potrebbero venire impiegati nelle famiglie per assistenza e metà nelle imprese, per lo più agricole – afferma Garavini, che rileva come “regolarizzare gli oltre 600mila lavoratori irregolari presenti in Italia non sarebbe solo un atto etico”, ma “una vera e propria esigenza del nostro tessuto produttivo”. “Finché non metteremo queste persone nella condizione di legalità, le mafie avranno sempre un margine di azione – aggiunge.

Per l’esponente di Italia Viva si tratta di una categoria di lavoratori, spesso dimenticata, di cui “in queste settimane si avverte in modo particolare il valore”, “perché garantisce l’approvvigionamento alimentare” e che comprende centinaia di migliaia di immigrati e richiedenti asilo, spesso non regolarizzati e che “non possono denunciare la loro situazione, perché hanno paura di perdere anche quel poco che hanno”. “Per questo mi faccio portavoce di un’istanza che giunge, ormai, da più parti. Regolarizzare i lavoratori nei campi farebbe bene a loro, all’agricoltura italiana, ma in generale a noi tutti – conclude Garavini. (Inform)

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