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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La scomparsa di Iside Visentin in Donadon, storica dirigente dell’associazionismo italiano e veneto in Argentina

ITALIANI ALL’ESTERO

Il ricordo di Mariano Gazzola, presidente del Maie in Argentina e membro del Cgie

 

BUENOS AIRES – Mariano Gazzola, presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (Maie) in Argentina, segnala la scomparsa di Iside Visentin in Donadon, storica dirigente della comunità italiana di Buenos Aires e di quella veneta dell’Argentina.

Nella nota di condoglianze alla famiglia, inviata a nome suo personale e di tutto il Maie Argentina, Gazzola ricorda come Iside Visentin, “nata a Buenos Aires nel seno di una famiglia di emigrati veneti”, fosse da “sempre legata al Circolo Ricreativo La Trevisana, così come il marito Ezio Donadon, che del Circolo è stato presidente” ed avesse dedicato “gran parte della vita all’associazionismo italiano e veneto”. 

“Fu dirigente di La Trevisana, ma anche, tra altre – ricorda Gazzola, – della Federazione delle associazione italiane di Buenos Aires (Fediba), della Feditalia (Confederazione al vertice dell’associazionismo italiano in Argentina), e del Comitato dell’Associazioni Venete dell’Argentina (Cava). In tutti questi sodalizi, ha ricoperto importanti cariche sociali, che non è necessario elencare, perché non sono state le cariche, ma la sua passione e la sua disponibilità quasi infinita a intraprendere iniziative e collaborare con tutti, a far di Iside Donadon un sinonimo dell’associazionismo di volontariato della nostra comunità”.

“Iside Donadon è stata inoltre tra i primi dirigenti in aderire al progetto politico del Maie fondato da Ricardo Merlo, diventando un’autentica militante della causa degli italiani nel mondo, sempre in prima fila, sempre spingendoci a non mollare. Ho conosciuto Iside 25 anni fa, e nonostante l’appartenenza a due generazioni diverse – scrive Gazzola, – mi ha onorato con la sua sincera amicizia e del suo leale consiglio specialmente durante il periodo della mia presidenza nel Cava”.

“Non ci sono parole – conclude – per ringraziare quanto ha fatto per la nostra comunità. Conosciuta e apprezzata da tutti, viene a mancare un’autentica colonna portante dell’italianità in Argentina, che lascia sì un grande vuoto, ma un ancor più grande esempio che continuerà a sostenerci e incoraggiarci sempre”. (Inform)

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