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Il 25 settembre, nella Notte dei Ricercatori
L’AQUILA – Questa mostra, “La Scienza del fare”, che si inaugurerà all’Aquila il 25 settembre alle ore 18 al Palazzetto dei Nobili, è dedicata a Leonardo da Vinci, colui che seppe unire Arte e Scienza. Leonardo fu il perfetto esempio di come l’Arte e la Scienza possano formare un sodalizio umano tutt’altro che contrastante: e non si tratta solamente di congiunzione degli opposti, si tratta di un qualcosa di più, che potremmo definire vera e propria armonia. Nonostante, nella modernità, tante contrarietà nei confronti di una fusione tra Scienza e Arte, troviamo molti intellettuali che si sono battuti per unire queste due discipline della conoscenza.
In tal senso molto influente è stato Primo Levi che affermava: “Le due culture sono, in realtà, una sola” e questo in contrapposizione alle affermazioni dell’inglese Charles Percy Snow che invece asseriva l’avvenuta e per lui giusta separazione tra le due discipline, quella appunto scientifica da quella umanistica. Il nostro scrittore/chimico Levi dava per innaturale la divisione tra le due culture perché sosteneva che l’Arte e la Scienza sono manifestazioni diverse, sono linguaggi diversi, ma profondamente interpretati da un unico sapere, appunto quello umano. Snow, al contrario, ribadiva che bisognava mantenere una scissione netta fra le due visioni dell’esprimersi, per questioni di ordine etico.
In questa manifestazione espositiva, coincidente con la “Notte dei Ricercatori” a L’Aquila, possiamo vantare la presenza di tre maestri, quali Enrico Manera, Alberto Parres e Maurizio Gabbana, e ventidue eccellenti artisti partecipanti, che si dividono in tre gruppi. Abbiamo, nel primo, riunitosi in un percorso che va da un costruttivismo più radicale all’esperienza iconica, seppure contaminata già da studi informali, personalità come: Fabrizio Campanella, Alfredo Celli, Antonio Cimino, Giuliano Cotellessa, Marco Fattori, Marilù Giannantonio e Fausto Marganelli; poi un secondo in cui la ricerca di immagini tratte dal reale unita a una cultura millenaria come quella figurativa trovano visione nei lavori di: Lino Alviani, Giancarlo Costanzo, Alfredo Di Bacco, Cesare Giuliani e Alessandro Piccinini; invece nel terzo e ultimo gruppo, in cui dominano installazione, assemblaggio di più componenti e rimandi spaziali alle tre dimensioni, troviamo: Bruna Bontempo, Rossano Di Cicco Morra, Luciano Di Gregorio, Bruno Di Pietro, Volha Fiodarava, Cleonice Gioia, Pierpaolo Mancinelli, Vladimiro Marrama, Shuhei Matsuyama e Giampiero Piccinino Verna. (P.A.E.-Inform)