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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La relazione di Governo letta dal direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali

CGIE – ASSEMBLEA PLENARIA

 

Il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola assente perché impegnato a New York al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Tra i temi affrontati nella relazione, la riforma di Comites e Cgie, le risorse, umane ed economiche, della rete consolare, la digitalizzazione dei servizi, le iniziative sulla nuova mobilità, per la Brexit e per i connazionali residenti in Venezuela

 

ROMA – A leggere la relazione di Governo all’assemblea plenaria del Cgie, riunita questa mattina alla Farnesina per la seconda giornata di lavori, il direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, vista l’assenza del sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola, impegnato a New York al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

In premessa Vingali ha dunque ricordato come l’intervento non sia suo ma riferisca e “faccia stato degli impegni del Governo sul fronte delle politiche per gli italiani all’estero”.

Nella relazione, in primis il riconoscimento per il lavoro fatto dal Cgie per la proposta di riforma degli organismi di rappresentanza, discussa ieri dall’assemblea, che Amendola auspica “sappia prendere nella dovuta considerazione anche i profondi mutamenti sociali e tecnologici che stanno rimodellando il mondo dell’emigrazione”.

Viene poi ricordato come a fronte dell’incremento del numero degli iscritti all’Aire siano stati destinati nel corrente esercizio finanziario contributi specifici a 20 Comites per un ammontare complessivo di 132 mila euro per iniziative volte a favorire l’integrazione dei connazionali nei Paesi di destinazione e si ritenga di fondamentale importanza il tavolo di lavoro interistituzionale sulla nuova mobilità cui si intende sensibilizzare ulteriormente il Ministro del Lavoro per discutere interventi mirati a chi decide di partire – informazione e preparazione, anche linguistica – e “politiche attive del lavoro in grado di facilitare il recupero della cosiddetta mobilità circolare per non disperdere il bagaglio di competenze e le identità professionali e umane dell’esperienza all’estero”.

Si passa quindi a considerare la nuova legge elettorale, “le cui modifiche sono state volute dal Parlamento e rispetto alle quali il Governo non ha espresso parere – si precisa – e che non altera l’impianto del voto all’estero, anche se apporta modifiche con riguardo alla presentabilità di candidature nella Circoscrizione Estero e in Italia, nonché di accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena” e amplia altresì il termine per l’opzione di voto di coloro che risiedono temporaneamente all’estero. Si evidenzia come verrà dato nuovo slancio a iniziative come la campagna informativa sull’Aire o quelle dirette a sensibilizzare la rete sull’importanza di un constante aggiornamento dgli schedari consolari, oppure la possibilità di avvalersi di fondi integrativi per assumere appositi digitatori in vista della preparazione del processo elettorale. Tra le istruzioni che verranno diramate dal Maeci agli uffici consolari in proposito anche “l’invito a individuare e attuare in loco soluzioni tecniche capaci di imprimere un miglioramento all’intera organizzazione pratica delle operazioni di voto per corrispondenza”, ponendo “enfasi sulla correttezza della procedura per prevenire eventuali fenomeni di interferenza nel processo elettorale”.

Si ricorda tra le novità nell’organizzazione del Ministero la riconduzione dei corsi di lingua e cultura italiana alla competenza della Direzione generale per il Sistema Paese, con la promozione di nuove progettualità e lo stanziamento di circa 12 milioni di euro ad essi destinati, di cui sono stati assegnati ad oggi circa 9,5 milioni di euro. Si segnala come “dopo quest’anno di transizione, sia organizzativa che normativa”, l’erogazione dei fondi potrà avvenire nel 2018 con una tempistica più accelerata rispetto a quest’anno. Il Governo inoltre “sostiene con convinzione l’utilità del tavolo tecnico avviato dal Maeci con il Cgie per coordinare la prossima Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome e Cgie” di cui sottolinea “l’approccio fattuale che favorisce l’emergere di nuove idee e i contatti diretti e operativi necessari per attuarle”. L’auspicio è per la convocazione di tale Conferenza tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, mentre si ribadisce l’importanza per il suo successo del “coinvolgimento dei protagonisti dell’associazionismo italiano nel mondo e a livello nazionale”.

Si torna anche sul numero dei dipendenti negli uffici consolari, pari a 1531 al 31 dicembre del 2016, tra diplomatici/dirigenti, aree funzionali e personale a contratto assunto localmente, cui vanno aggiunti gli adetti all’erogazione dei servizi all’interno delle 127 Ambasciate. “Nell’ultimo decennio, il contingentamento del turn-over del personale di ruolo ha comportato per il Maeci una riduzione di oltre 1.100 unità tra le aree funzionali (-30%), categoria professionale incaricata di sovrintendere all’emissione degli atti consolari. Nonostante le innovazioni gestionali e informatiche introdotte, la carenza di organico sta inevitabilmente penalizzando il funzionamento dei servizi alle collettività italiane all’estero – prosegue la relazione di Governo, rilevando la necessità dell’assunzione di nuovo personale cui la Farnesina intende far fronte attingendo al Fondo per le assunzioni nelle amministrazioni centrali di personale pubblico per programmare l’assunzione di 150 unità di personale, “una parte significativa dei quali andrà a rafforzare gli organici degli uffici consolari”. “Parimenti, l’amministrazione si è fatta promotrice nella legge di Bilancio di un provvedimento per aumentare di 100 unità il contingente degli impiegati a contratto delle sedi all’estero – si rileva, puntualizzando come “l’orientamento del Maeci sia dunque quello di ottenere più assunzioni e stabilizzare le percezioni consolari”, una parte delle quali viene ora riassegnata alla rete – il Maeci è in attesa di 3 milioni ed 800 euro circa derivanti dal contributo per le pratiche relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana. Viene poi ricordato come si prosegua “la strada dello snellimento delle procedure e dell’innovazione tecnologica nell’erogazione dei servizi”, con l’obiettivo di “fornire online il maggior numero di servizi, a cominciare dall’iscrizione all’Aire, senza dimenticare la necessità di chi ha ancora bisogno del contatto personale allo sportello”.

La relazione cita poi il successo della campagna di sensibilizzazione all’iscrizione all’Aire – con oltre 150 mila visualizzazioni registrate su Facebook e oltre 44 mila su Twitter – e rileva come sia in corso “una riflessione per individuare servizi da rendere prioritariamente a favore dei connazionali iscritti all’Aire”, nell’ambito dello sforzo di razionalizzazione di tale erogazione. Avviato in proposito un progetto pilota per i servizi notarili. Tra gli impegni messi in campo sul fronte della semplificazione viene richiamata la bestpractice del funzionario itinerante, che prevede la raccolta dei dati biometrici per il rilascio del passaporto per mezzo di una postazione mobile. “Per l’anno 2017 sono stati programmati 350 viaggi del funzionario itinerante – rileva la relazione di Governo – grazie ai quali sono stati raccolte circa 12 mila pratiche”. Sulla scia di questi risultati il Maeci ha esteso tale possibilità anche ai consoli onorari che, con apposite postazioni mobili possono procedere alla raccolta dei dati, estensione che si gioverà anche del progetto, in fase di avvio, di trasmissione telematica dei dati.

Sul fronte delle risorse per l’anno 2017 si richiamano lo stanziamento di 1,2 milioni di euro per i Comites e 200 mila euro circa destinati alla realizzazione di progetti specifici promossi da 30 Comites; le risorse destinate al Cgie pari a circa 600 mila euro; quelle per l’assistenza diretta di 6,7 milioni di euro; 420mila euro per l’assistenza indiretta. Per il 2018 “è ancora presto fornire i dati dal momento che il Parlamento sta esaminando la legge di bilancio” ma nella relazione si conferma “la volontà di assicurare che siano resi disponibili fondi adeguati per il finanziamento delle politiche per gli italiani all’estero”. Una breve illustrazione viene fatta anche sui dati relativi al sostegno all’editoria, alla luce del processo di riforma che ha interessato il settore. Si segnala infine l’importante servizio svolto dai patronati italiani all’estero con cui è in atto una riflessione per “un percorso che deve muovere da una nuova cornice di regole, di controlli, di trasparenza, di controlli, per giungere a forme innovative e strutturate di collaborazione con la rete consolare”. Un aggiornamento viene fornito anche su quanto fatto per la tutela dei diritti acquisiti dai connazionali residenti in UK in vista della Brexit, con un rafforzamento dell’organico dell’ufficio consolare di Londra e la disponibilità di aprire un ufficio a Manchester; sul piano straordinario di assistenza messo in campo a favore dei connazionali residenti in Venezuela; sull’attenzione rivolta alla crisi istituzionale in corso in Zimbabwe e al Sudafrica, dove peggiora il quadro sociale e di sicurezza generale. (Viviana Pansa – Inform)

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