ITALIANI ALL’ESTERO
Riunita a Johannesburg la Commissione Continentale dei Paesi Anglofoni Extraeuropei
JOHANNESBURG – Nel sua relazione alla Commissione Continentale dei Paesi Anglofoni Extraeuropei, riunita nei giorni scorsi a Johannesburg, il vice segretario generale del Cgie per i Paesi Anglofoni Extraeuropei Silvana Mangione, dopo aver salutato gli intervenuti, ha ricordato come all’ultima riunione della Commissione, svoltasi anni fa sempre in Sud Africa, fossero presenti l’ambasciatrice Carla Zuppetti, allora direttore generale della Dgit, e il senatore Cesarino Monti, oggi entrambi scomparsi. La Mangione ha anche chiesto un minuto di silenzio in ricordo dell’ex Consigliere Mimmo Azzia e del papà del Consigliere Arcobelli, scomparso circa due settimane fa.
La Mangione ha poi sottolineato come sei anni di distanza della passata riunione della Commissione “ le situazioni in parecchi ambiti di nostro riferimento non siano migliorate di molto, per non dire affatto. La nostra ammirazione – ha proseguito il vice segretario generale – va alla comunità italiana e di origine italiana in Sud Africa, che regge con la sua generosità le due fasce più fragili delle nostre collettività: i bambini ai quali si continua a insegnare italiano negli Asili Mondo Magico malgrado i contributi del Maeci non arrivino più per ragioni che ovviamente chiariremo e gli anziani, sulla cui assistenza e protezione sentiremo autorevoli interventi nelle giornate di oggi e di domani”. “Questa bellissima comunità – ha aggiunto la Magione – è altrettanto attivamente coinvolta in tutti i temi di ampio respiro che riguardano tutti gli italiani all’estero e di essi parleremo approfonditamente. Prima di tutto della riforma di Comites e Cgie, su cui intendiamo dire la nostra, visto che quando questi organismi non riescono a funzionare appieno, invece di rimuovere gli ostacoli esterni che ne impediscono il cammino, si comincia ad inseguire il miraggio delle riforme, che essendo una novità, dovrebbero da sole sanare i problemi che non sempre nascono dalle leggi in vigore, ma più sovente dalla mancata applicazione delle leggi in vigore, tranne una, quella che ha falcidiato la Commissione Continentale Anglofona, tagliando quasi tre quarti dei suoi componenti, che sono passati da 16 a 5 in rappresentanza di 4 Paesi e 3 Continenti. Oggi sono presenti tutti e 4 i Paesi e desidero ringraziare di cuore i colleghi dell’Australia e del Canada che, malgrado il brevissimo preavviso, sono riusciti a venire. Per gli Stati Uniti ci sono soltanto io, perché il Consigliere Arcobelli ha avuto, come già detto, un grave lutto in famiglia. Dobbiamo quindi riaffrontare – ha continuato la Mangione- la riforma del Comites e quella del Cgie. Vi sottoporremo una bozza di proposta che rappresenta la sintesi della maggior parte degli oltre sessanta suggerimenti costruttivi che ci sono pervenuti da Comites, Associazioni e singoli Consiglieri. La bozza è stata discussa ed integrata nel corso dell’ultima riunione del Comitato di Presidenza del Cgie. In questa sintesi non ho inserito le pochissime proposte che ricalcavano, modificandolo soltanto leggermente un disegno di legge presentato nel 2007, che il Cgie già allora aveva rigettato convintamente. A questo vorrei unire, con il vostro premesso, la disamina di una proposta di legge, presentata nel 2014 dall’On. Speranza cui si sono aggiunte le firme di altri sei deputati eletti all’estero sulla modifica della legge n. 459 che regola l’esercizio del diritto di voto per gli italiani all’estro, tornata alla ribalta in questi giorni, a seguito delle interrogazioni sulla messa in sicurezza del voto e le dichiarazioni dei promotori del NO al referendum, che hanno dimostrato di non conoscerci affatto quando hanno minacciato ricorsi affermando che se il SÍ dovesse vincere per merito dei voti esteri tale vittoria dovrebbe essere considerata invalida. Vorrei ricordare a tutti che i quattro requisiti fissati dalla Costituzione Italiana per il corretto esercizio del diritto di voto sono che il voto deve essere personale, uguale, libero e segreto. Di questi quattro, uno è garantito dalla stessa Costituzione: il voto espresso da un cittadino italiano residente in Italia ha lo stesso valore di quello espresso da un cittadino italiano residenti dovunque altro nel mondo. Il rispetto degli altri tre requisiti fa parte dei doveri di ogni singolo cittadino che quindi deve votare personalmente, senza dichiarare previamente a nessuno come voterà e senza farsi imporre da altri come votare. Se qualcuno, con qualunque mezzo, cercasse di costringere l’elettore a votare in un modo diverso da quello che desidera oppure dovesse chiedergli di consegnare la scheda da votare, quell’elettore ha l’obbligo di denunciare alle autorità competenti il tentativo di impedirgli di esercitare liberamente il proprio diritto. Punto. Tutto qui. Non c’è bisogna di alcuna nuova legge per proteggere i nostri diritti come singoli elettori. C’è bisogno soltanto di una piena assunzione di responsabilità. Ciò posto, rinviamo successivi dibattiti le altre proposte contenute nel Pdl dell’On. Speranza e la stigmatizzazione delle dichiarazioni dei coordinatori dei Comitati per il No”.
“Un altro tema eternamente fondamentale, non soltanto per noi all’estero, ma anche per il rafforzamento della proiezione del Sistema Italia nel Mondo, – ha proseguito il vice segretario generale – è quello della promozione e diffusione dell’insegnamento della lingua e cultura italiane all’estero. Alla seconda riunione degli Stati Generali della Lingua Italiana, tenuto a Firenze il 17 e 18 ottobre scorso, il Vice Ministro Mario Giro ci ha assicurato che per il 2017 ci saranno €10 milioni per il Capitolo 3153 del MAECI dedicato all’insegnamento K – 12 e il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato la dotazione di €50 milioni da spalmare fra i tre Ministeri degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dell’Università, Innovazione e Ricerca e dei Beni Artistici e Culturali per la promozione della lingua e cultura italiane all’estero. Sono convinta che dobbiamo chiedere fermamente che si realizzi il famoso tavolo di concertazione fra MAECI, MIUR e MIBAC, integrato da rappresentanti del CGIE e guidato dal MAECI, che ne sa davvero molto in proposito, per la definizione delle priorità e delle finalità di spesa.
Sulla riapertura dei termini per il riacquisto della cittadinanza un nostro autorevole Senatore, eletto in una delle due ripartizioni di nostra competenza, ci aveva annunciato che una nuova legge sarebbe stata approvata entro la fine di quest’anno. Lo auspichiamo veramente e ne parleremo, come al solito, senza peli sulla lingua, non appena ne riceveremo il testo in discussione.
L’elefante nelle nostre cristallerie è il bellissimo, ma in molti casi preoccupante, fenomeno della nuova emigrazione, la cosiddetta fuga di cervelli, definizione insultante sia ai plurilaureati che non fuggono da impegni più gravosi in Italia per andare a fare vacanze intellettuali all’estero sia agli emigrati per ragioni di sopravvivenza, snobbati dall’espressione cervelli che sembra esclusivamente cucita addosso ai grandi esperti. Infatti, fanno parte della nuova emigrazione non soltanto i ricercatori al lavoro in importanti centri di studio; ma anche gli imprenditori che aprono nuove prospettive all’Italia; i giovani che aspirano a un progetto di futuro che non trovano in patria; i pensionati costretti a insediarsi dove il loro misero mensile consente una vita dignitosa; altri esponenti di tutte le classi sociali. In realtà non sappiamo come definire questo flusso incontenibile di persone che accomuna il mondo intero e colpisce massicciamente l’Italia, destinazione storica di popoli invasori, che ne sono stati assorbiti, e recente di chi vi cerca salvezza, ma anche reiterazione della Amara terra mia, amara e bella, che cantava Modugno nell’addio di un emigrante. C’è molto di più dunque. C’è molto di diverso. C’è molto da fare, da proteggere, da dire, anche su questo”.
“Sull’esame della legge di stabilità e del cosiddetto DEF, il documento di programmazione economico finanziaria, – continua la Mangione – ci soffermeremo nello specifico alla luce delle ultime notizie, pervenute ieri, che ci garantiscono che la Commissione Bilancio della Camera ha approvato la redistribuzione proporzionale ai consolati coinvolti di €4 milioni derivati dalle percezioni consolari per le domande di cittadinanza; e ulteriori €4 milioni per il capitolo 3153, ancora gestito dalla DGIT, che dà contributi agli enti gestori dei corsi di lingua italiana. Il comunicato stampa dei deputati del PD, giunto ieri notte, afferma che il Presidente del Consiglio e il Governo hanno rilanciato con la proposta di creazione di un fondo quadriennale di 150 milioni da destinare all’insegnamento della lingua e cultura italiane, considerato intervento strategico. Le sollecitazioni ad avere immediate garanzie in merito alla reintegrazione dei fondi per il 2017 avevano portato prima il Sottosegretario Amendola ad assumere un impegno a valere sui 20 milioni del fondo previsti per il primo anno, e poi il Sottosegretario Della Vedova a confermare in Commissione Esteri l’orientamento del Governo. Il parere della Commissione Esteri sulla legge di Bilancio fa piena fede di questa richiesta e di questo impegno. Se non ci giungessero altre informazioni, potremmo comunque stilare una sorta di schema delle priorità di spesa che ci riguardano e chiedere un quadro esaustivo dei dati di spesa per quelle stesse voci da parte di Regioni, Province Autonome, Città metropolitane, Comuni, enti pubblici e così via, per capire fino in fondo quanto si eroga, e quanto si spreca, a fronte dei tagli che mettono in pericolo le esigenze minime e basilari della nostra esistenza e della promozione dell’Italia all’estero. In parole povere, – conclude il vice segretario generale – non abbiamo più voglia di essere buoni e neppure buonisti.
Ancora, parleremo dei Servizi RAI, anche in streaming, e del rilascio della carta d’identità da parte dei Consolati nei Paesi Anglofoni extraeuropei. Altri punti potranno essere toccati nel corso dei lavori, man mano che ne emergerà la necessità. Siamo qui per costruire, non per essere schiacciati al nostro interno da qualsiasi camicia di forza procedurale”. (Inform)