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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“La qualità che illumina: l’energia del design per le persone e per l’ambiente”, il dibattito alla Farnesina per la presentazione dell’Italian Design Day

FARNESINA

 

ROMA – “La qualità che illumina: l’energia del design per le persone e per l’ambiente”, questo il titolo dell’VII edizione dell’Italian Design Day presentata alla Farnesina. L’evento – moderato dalla giornalista Patrizia Catalano e introdotto dal Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Lorenzo Angeloni – è stato caratterizzato da vari interventi: il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Direttore Generale per la Creatività Contemporanea del MIC, Onofrio Cutaia, la designer Patricia Urquiola, il Presidente di Triennale Stefano Boeri, l’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) con Luciano Galimberti, il Salone del Mobile di Milano con Maria Porro, oltre che l’Agenzia ICE con il neopresidente Matteo Zoppas, specializzata nel sostegno all’internazionalizzazione alle imprese italiane.

Nel suo intervento Tajani ha rimarcato come il settore del design caratterizzi il modo di essere dell’Italia e sia frutto di una tradizione che affonda le radici nell’antichità. “Pensiamo a cosa è stato l’artigianato nella nostra storia, come antesignano del design: ho lavorato molto per sostenere questo settore quando ero Commissario europeo per l’industria”, ha spiegato il Ministro degli Esteri vedendo il design come un arricchimento del Made in Italy. Vogliamo promuovere, attraverso le nostre rappresentanze diplomatiche nel mondo, il design italiano. Abbiamo per esempio come fiore all’occhiello il Salone del Mobile; anche nella sede del Consolato d’Italia a New York abbiamo affrontato il tema di questa qualità italiana che deve essere anche strumento di crescita economica”, ha rilevato Tajani. “L’export è fondamentale per la crescita del nostro Paese. Sappiamo quanto sia apprezzata questa creatività italiana in tante parti del mondo”, ha aggiunto il Ministro degli Esteri associando il design a una forma d’arte. “Il design italiano racconta un’Italia che immagina e crea e la portiamo in 110 sedi della nostra rete diplomatica”, ha sottolineato Tajani invitando a promuovere in questa maniera anche l’attrattività dell’Italia. Il Ministro degli Esteri ha ricordato tra i prossimi appuntamenti il Business Forum in Serbia che si terrà nelle prossime settimane, dove si insisterà sul ruolo del design.

Il Ministro delle Imprese Urso ha invece ricordato come, dal 2001 al 2010, quale delegato al commercio con l’estero abbia  incontrato tante volte in missioni internazionali il mondo del design italiano che segna il Made in Italy. Urso ha rimarcato come il suo dicastero si chiamasse fino a poco tempo fa Ministero per lo Sviluppo Economico: quindi un cambio di nome che indica la centralità data al mondo imprenditoriale di chi realizza con le proprie mani il Made in Italy. “Il prodotto italiano non è un’etichettatura ma un marchio di eccellenza globale”, ha spiegato Urso sottolineando come si stia parlando di un segno caratteristico dell’arte e della cultura italiane. Urso ha annunciato a breve anche un cambio del logo del Ministero. “L’export italiano è trainato anche dalle vostre attività: credo che sia importante quello che è avete fatto con questa settima edizione dedicata al design italiano, parlando di qualità che illumina”, ha rilevato Urso parlando alla platea e sottolineando che non basta una semplice macchina per riprodurre la creatività italiana altrove. “La macchina non basta perché poi occorre sempre l’ingegno creativo”, ha aggiunto Urso.

“Il design italiano non rimane mai fermo ma cambia”, ha spiegato nel suo intervento la giornalista Catalano invitando a riflettere su quei cambiamenti legati all’eco-sostenibilità e alla ricerca innovativa per arrivare a nuovi materiali. La designer Urquiola ha parlato di design come di un qualcosa legato alla dinamicità. “Il nostro lavoro si completa con l’utilizzo, oltre ad arrivare alla ricerca estetica”, ha spiegato Urquiola.  La designer spagnola ha invitato inoltre a ragionare sull’importanza che apporterà l’evoluzione tecnologica alla genialità umana. L’Ambasciatrice d’Italia a Washington Zappia, parlando in video, ha ricordato come il 2022 sia stato un anno record per le esportazioni verso gli USA che hanno superato i 4 miliardi di dollari con un aumento del 18% rispetto al 2021. “Non si tratta solo di numeri ma anche di immagine perché il design è cultura e stile di vita, dimostrazione del saper fare italiano”, ha spiegato Zappia vedendo nel Design Day un momento di punta di un’attività che tuttavia non cessa mai durante tutto l’anno. Il Direttore Generale Cutaia ha parlato di come queste attività legate al design possano essere molto vicine all’arte in senso stretto come concepita dal Ministero della Cultura. “La questione della sostenibilità per noi è ormai un obbligo, un qualcosa dal quale non possiamo sottrarci. L’attenzione alle giovani generazioni va promossa e sostenuta. Noi gestiamo una parte di PNRR che è legato alle transizioni, digitale e verde”, ha spiegato Cutaia ricordando che da poco si è chiuso un bando che prevede la partecipazione del design cui hanno aderito anche piccole imprese attente proprio alla questione della transizione. Dal canto suo Luciano Galimberti ha ricordato come la questione dell’identità del design non riguardi solo il contesto italiano ma ogni latitudine ed ha parlato di una piattaforma di condivisione di esperienze. “Quest’anno il tema proposto è quello della luce anche per una scelta di carattere di buon auspicio, ossia portare la luce e la speranza in un momento così difficile per il nostro pianeta: il design è una lingua comprensibile a tutte le latitudini”, ha spiegato Galimberti sottolineando come il design italiano non sia lussuoso ma di grande qualità. Stefano  Boeri ha ricordato che quest’anno la Triennale di Milano compie cento anni di storia e può quindi dare un contributo importante in fatto di design. “La Triennale nasce come spazio per le arti applicate e ha al centro della sua attenzione la creatività italiana”, ha spiegato Boeri parlando di un rapporto storico con il Maeci. Il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, Francesco Di Lella, ha ricordato come l’istituto sia stato realizzato dal famoso architetto e designer italiano Giovanni ‘Gio’ Ponti, con la partecipazione anche di Pier Luigi Nervi. Di Lella ha anche ricordato una recente mostra sulla figura femminile nel mondo del design e le prossime iniziative dedicate tra cui una mostra fotografica sul viaggio in Italia e un incontro sulla professione dell’architetto. Matteo Zoppas ha ricordato che l’Italia è il terzo Paese esportatore nel settore dell’illuminazione, il secondo nella moda e il quarto nella nautica: nel 2022 sono stati ampiamente raggiunti i livelli del 2019 quindi quelli pre-pandemia. “E’ un risultato portato avanti da un tessuto maggiormente composto da piccole e medie imprese, con una grande resilienza e un asset chiamato Made in Italy che in questo comparto è rappresentato da una forte creatività che si trasforma nell’eccellenza del design”, ha spiegato Zoppas. Maria Porro ha spiegato come il Salone del Mobile arrivi da un momento molto complesso come quello della pandemia che ha messo in crisi il sistema fieristico. “Quest’anno torniamo ad aprile ma non era possibile farlo senza interrogarsi sul senso profondo e sui valori di una manifestazione come il Salone del Mobile”, ha sottolineato Porro parlando di una kermesse che vedrà impegnate molte piccole e medie imprese italiane, ma ci sarà anche un 30% di espositori esteri: per quanto riguarda invece i visitatori, il 70% proviene dall’estero. Porro ha ricordato il titolo dell’edizione 2023 del Salone che sarà ‘Do You Speak Design?’. Il Direttore Generale Angeloni ha chiuso i lavori ricordando che nelle precedenti edizioni del Design Day sono stati accumulati oltre 1100 eventi nel mondo coinvolgendo migliaia di designer, architetti, giornalisti. “Credo che questo sia già un tessuto straordinario e vedo che ogni anno si evolve. Abbiamo uno strumento importante e bellissimo che rappresenta già oggi una dimostrazione di come pubblico e privato possano lavorare insieme per il Paese”, ha concluso Angeloni. (Inform)

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