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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La presidente della Federazione delle Colonia Libere Italiane in Svizzera (Fclis) Anna-Maria Cimini per la Festa della Repubblica

ASSOCIAZIONI

“Gli effetti dell’impatto del coronavirus simili a quelli di una guerra. Affrontiamo il dopo con determinazione, con soluzioni ottimali e innovative”

ZURIGO – “Per l’Italia il 2 giugno 1946 segna una data storica di rilievo, una svolta. Viene indetto il referendum istituzionale e nasce la Repubblica Italiana, viene eletta l’Assemblea costituente, l’organo preposto alla stesura della Costituzione italiana. Per la prima volta le donne partecipano a una consultazione nazionale. Quaranta giorni prima l’Italia viene liberata dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Inizia un periodo decisivo che determinerà il destino dell’Italia”. Così la presidente della Federazione delle Colonia Libere Italiane in Svizzera (Fclis) Anna-Maria Cimini nell’ultimo notiziario della Federazione diffuso nei giorni nella Festa della Repubblica.

“Un consistente numero di persone anziane morte di Covid-19 appartiene alla generazione che si è trovata più direttamente in mezzo a questo processo di transizione, ha combattuto la guerra e ha vissuto di persona l’atmosfera che si respirava in quei mesi di fine del conflitto e di inizio della Repubblica. Ci aiuta a percepirla – segnala Cimini – una citazione di Arturo Carlo Jemolo che anni dopo, in La Stampa del 2 giugno 1974, scrisse: «L’aria pareva più pura, persino la natura più bella; quanta fiducia negli uomini, quanta speranza che fosse sorta l’era degli uomini di buona volontà, disinteressati, senza ambizioni, per cui gli alti uffici fossero soltanto un dovere e una missione».”

“La pandemia dovuta al coronavirus ha prodotto effetti positivi e negativi: da una parte – rileva la presidente Fclis – l’accresciuto spirito di solidarietà e la riscoperta dei valori familiari, il riconoscere la necessità di migliorare le condizioni di lavoro di medici e infermieri, il leggero calo dell’inquinamento atmosferico dovuto alle restrizioni alla mobilità, l’introduzione dello smartworking e, dall’altra, l’isolamento sociale e le malattie che ne derivano, l’aumento della disoccupazione, i danni arrecati all’economia, le limitazioni alle libertà personali e altri”.

“La pandemia non è paragonabile a una guerra, ma lo sono gli effetti dell’impatto del coronavirus. Non solo in Italia, in tutto il mondo e anche nel nostro piccolo il dopo pandemia affrontiamolo con determinazione, con soluzioni ottimali e innovative. Ma soprattutto – conclude Cimini – affrontiamo il periodo che abbiamo davanti con quello stesso spirito che descrive Jemolo. Anche oggi l’aria è più pura, la natura è più bella, diamo fiducia agli esseri umani, comportiamoci da donne e uomini di buona volontà, disinteressati, senza ambizioni se non quelle di migliorare le cose per il bene comune”. (Inform)

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