direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La parola e la naturale infedeltà secondo Shakespeare

TEATRO

Articolo di Carlo Di Stanislao

 

ROMA – Dal 22 agosto e fino al 7 settembre al Globe Theatre di Villa Borghese, è di scena “Molto rumore per nulla”, commedia romantica intrisa di temi amorosi (ma non solo), scritta da Shakespeare tra l’estate del 1598 e la primavera del 1599, ambientata a Messina, rappresentata centinaia di volte e una dozzina di volte sullo schermo, stavolta adattata da Loredana Scaramella (che ne ha curato anche la regia), con Mauro Sanpietro, con Laura Balbo come Margherita, Fausta Cabra, Claudio, Cristiano Caccamo per Sorbramesso, Mimosa Campironi, Ero e Federico Ceci per Don Pedro.

L’adattamento è di puro godimento, allietato dalla musica popolare di Michele Di Paolo, Antonio Pappadà e Lorenzo Salvatori, che coinvolge il pubblico in una tarantella collettiva una gran festa  allegra e briosa. Protagonista Carlo Ragone, nel doppio ruolo di Corniolo e di Baldassarre.

L’adattamento e la regia, entrambe felici, recuperano per intero il “much ado about nothing”, lo sviluppo per vicende parallele che è al centro delle commedie shakesperiane, con quella principale che vede protagonisti Hero e Claudio e che passa in secondo piano rispetto a quella di Beatrice e Benedick. L’intreccio, comunque, non è che un pretesto per una serie di dialoghi brillanti e arguti, con le due vicende costruite sull’uso della parola e dei bisticci verbali, che si estendono fino al titolo, che già di per sé suggerisce che si tratta di un puro e semplice divertimento, senza significati riposti e senza conseguenze.

Il tema che Shakespeare vi sviluppa riguarda la volubilità del cuore umano, un cuore debole come debole è l’uomo, influenzabile da ogni piccola cosa.

Ma, soprattutto, lo ripetiamo, la commedia è un saggio sull’uso della parola, che è una delle più grandi arti concesse all’essere umano, ma molto difficile da gestire nel modo adeguato, da capire e da capirne  i molteplici significati. La parola, il suono e il rumore in fondo sono elementi affini e chi non riesce a comunicare in modo consono con gli altri è come una persona che non capisce la musica perché è come se fosse privo di quella sensibilità necessaria nei rapporti umani.

Le diversità dei linguaggi dei vari personaggi hanno creato molteplici equivoci ma l’importante alla fine è rendersi conto che non si tratta altro che nulla, vuoti e ingannevoli artifici.

Particolarmente bella la canzone del musico Balthasar, intitolata ‘Sigh no more,ladies sigh no more’ sul tema della naturale infedeltà, un tema, che in modo invece tragico, il grande Bardo affronterà in Otello e in Antonio e Cleopatra.

Oggi, la ricerca scientifica ci dice che l’infedeltà è condizione genetica, legata alla produzione di dopamina, ma, come sosteneva Shakespeare e dice il neuroscienziato Justin Garcia, gli studi scientifici non giustificano le trasgressioni perché esse derivano da reazioni associative, il che significa che non tutti quelli che hanno un certo genotipo commettono infedeltà.

Tornando all’adattamento romano al “Globe” di Villa Borghese – struttura costruita nel 2003 all’interno dei giardini di Villa Borghese, fedele in tutto al teatro omonimo di Londra, realizzata dal comune di Roma grazie ai finanziamenti della Fondazione Silvano Toti, sulla base di un’idea iniziale di Gigi Proietti – diciamo che esso è fedele al testo, brioso, frizzante, divertente, da vedere assolutamente, arrossendo appena se ci si riconosce nelle debolezze dei vari personaggi. (Carlo Di Stanislao -Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform