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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La newsletter della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera: referendum per il taglio del numero dei parlamentari

ASSOCIAZIONI

Il Direttivo condivide la posizione del Cgie, contraria alla riduzione che interesserebbe anche i parlamentari eletti all’estero

ZURIGO – Il Direttivo nazionale della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (Fclis) diffonde una nota sulla sua newletter relativa aulla consultazione referendaria relativa alla riduzione del numero dei parlamentari sulla quale l’elettorato residente sia in Italia che all’estero avrebbe dovuto esprimersi il 29 marzo prossimo e che è stata rimandata a data da definire. Il Direttivo segnala di condividere in proposito la posizione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) contraria a tale riduzione e che rivendica di non tagliare il numero degli eletti all’estero.

“Il referendum costituzionale prevede di diminuire del 36,5% i seggi dei palazzi Montecitorio e Madama. Alla Camera i deputati passerebbero da 630 a 400, al Senato da 315 a 200. Il parlamento – prosegue la nota della Fclis – è l’organo principale di una democrazia rappresentativa. I parlamentari sono eletti dai cittadini italiani e il loro compito è quello di rappresentare l’intera popolazione. L’equilibrio tra i poteri è garantito dalla Costituzione italiana fin dal 1948 che ne disciplina pesi e contrappesi”.

Per la Federazione “tagliare in modo così incisivo il numero dei parlamentari per risparmiare una cifra irrilevante rispetto alle dimensioni del bilancio dello Stato significa disconoscere la rilevanza dei cittadini italiani e il valore della democrazia” e precisa che l’Osservatorio Economico dei Conti Pubblici di Carlo Cottarelli ha stimato che “il risparmio per lo Stato, derivante dalla riduzione del numero dei parlamentari, sarà di circa 80 milioni di euro all’anno, lo 0,007% della spesa pubblica che, a sua volta, ammonta all’incirca a 850 miliardi”. “Se si pensa che qualsiasi provvedimento economico adottato in passato da qualsivoglia governo è costato diversi miliardi di euro all’anno, la cifra è davvero irrisoria – rileva la nota.

“La riduzione dei parlamentari toccherebbe anche gli eletti all’estero che scenderebbero da 12 deputati a 8 e da 6 senatori a 4. Stando ai numeri dell’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, nel 2008 la popolazione italiana che viveva all’estero si attestava a 3.734.428 a fronte di 5.114.469 nel 2018. Alla luce di questo netto incremento del numero di italiani residenti all’estero, il numero dei rappresentanti degli italiani nel mondo andrebbe piuttosto potenziato – segnala la Fclis che raccomanda ai propri iscritti di “votare e far votare NO al referendum sul taglio dei parlamentari”. Gli italiani all’estero possono esprimere il loro voto per corrispondenza. (Inform)

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