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La mostra temporanea “Exodos” al Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo

MOSTRE

Dal 4 maggio a Frossasco

 

 

FROSSASCO (TO)- Al via a Frossasco la mostra temporanea “Exodos” che, come informa il sito del Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo, si terrà venerdì 4 maggio alle 18 presso lo stesso Museo. L’opera è stata realizzata dalla Regione Piemonte e dagli Allievi del Master in Giornalismo Giorgio Bocca. La mostra sarà ospite presso la struttura, in Piazza Donatori di Sangue 1 a Frossasco, dal 4 al 27 maggio. Durante l’inaugurazione interverrà l’assessore  alle Pari opportunità, Diritti civili e Immigrazione Monica Cerutti. Durante l’inaugurazione sarà proiettata la web serie dal titolo “Passaggi”, che racconta la storia di stranieri residenti in Piemonte i quali operano nell’integrazione di migranti di nuova generazione. Il lavoro intende sottolineare il ruolo educativo svolto dai protagonisti per rendere più fluido il passaggio dei nuovi migranti a uno status di nuovi cittadini.

L’esposizione intende fornire un punto di vista sulla crisi dei migranti con un reportage collettivo e raccontarne il “volto umano” partendo dalle persone, dagli sguardi e dalle storie, valorizzando quanto costruito in questi anni nei territori del Piemonte sul tema dell’accoglienza e dell’integrazione. La mostra affronta il tema dell’immigrazione da tre diversi punti di vista: quello dell’esperienza e della narrazione internazionale, quello del sistema di accoglienza e quello degli strumenti di inclusione della Regione Piemonte. La mostra sarà valorizzata dalle immagini e dai video realizzati da dieci fotoreporter (Marco Alpozzi, Mauro Donato, Max Ferrero, Mirko Isaia, Giulio Lapone, Matteo Montaldo, Giorgio Perottino, Andreja Restek, Paolo Siccardi e Stefano Stranges) e da due videomaker indipendenti torinesi (Stefano Bertolino e Cosimo Caridi) tra il 2014 e il 2016 in alcuni dei momenti e dei luoghi più drammatici dell’emergenza profughi, come le isole di Lesbo e Kos, la frontiera di Idomeni, la giungla di Calais, ma anche i Balzi Rossi vicino a Ventimiglia o il mare al largo di Lampedusa. Ad ogni passo percorso da un migrante che è fuggito dalla propria terra è corrisposto anche un passo in avanti delle istituzioni piemontesi, unito all’impegno delle numerose organizzazioni del privato sociale, nell’obiettivo comune di rendere possibile la strada di una vera inclusione.
Il Museo dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo dal 2006, anno della sua creazione, – si legge nel sito della struttura – è ospitato nella sede appositamente adibita con il concorso del Comune di Frossasco, dell’Associazione dei Piemontesi nel Mondo, della Regione Piemonte, nonché con il sostegno di diversi Enti pubblici e privati. Punto di partenza e stessa ragion d’essere di questo Museo, è la storia della migrazione delle centinaia e centinaia di migliaia di cittadini che lasciarono la terra piemontese per cercare altrove il proprio futuro. Dallo studio di questo primo elemento fondante, il campo di azione si è, nel tempo, allargato allo studio ed all’analisi dei flussi migratori verso il Piemonte oltre che all’attuale, nuovo esodo di migliaia di giovani Piemontesi che cercano fortuna all’estero. Questo complesso fenomeno migratorio ha contribuito in modo significativo a disegnare l’odierna connotazione sociale e culturale della Regione. Nel 2009, anche in considerazione di tale allargamento di orizzonti, venne varata la legge che si propone di favorire, da un lato, la promozione della conoscenza del fenomeno migratorio piemontese attraverso il reperimento e la conservazione di testimonianze e, dall’altro, di stimolare ogni iniziativa utile al coinvolgimento dei cittadini sul tema della migrazione. La struttura si pone dunque l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza della storia e dell’opera dei Piemontesi nel mondo, nonché di svolgere attività di studio, ricerca, documentazione ed esposizione relative agli itinerari e alla storia delle migrazioni piemontesi e analizzare i fenomeni migratori con il raffronto alla fattispecie piemontese.

Il Museo inoltre contribuisce alla costruzione di una rete nazionale dei vari Musei regionali dell’Emigrazione e promuove attività editoriali inerenti alle migrazioni piemontesi, con particolare riferimento all’edizione de “I Quaderni del Museo”. (Inform)

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