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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La migrazione zurighese a difesa della libera circolazione

SVIZZERA

A Zurigo un collettivo contro l’iniziativa dell’UDC volta ad abolire la libera circolazione. Il collettivo, che nasce a partire da alcune associazioni migranti, intende essere un luogo aperto a tutte le organizzazioni e alle singole cittadine e cittadini, che intendono impegnarsi per una Svizzera aperta e solidale

ZURIGO (Svizzera) – Il 30 giugno scorso, presso il “Punto de encuentro” di Zurigo, è nato il “Kollektiv für die Personenfreizügigkeit Zürich” (collettivo zurighese per la libera circolazione delle persone) in vista della campagna contro l’iniziativa “per un’immigrazione moderata (iniziativa per la limitazione)”.

Tra le associazioni promotrici: ACLI, ANPI, Associazione pensionati italiani di Zurigo, Associazione solidarietà e diritti, Comitato XXV aprile, ECAP, Fabbrica di Zurigo, Federazione delle colonie libere italiane in Svizzera, Italia viva, Laboratorio per la Sinistra, Missioni Cattoliche Italiane in Svizzera, PD, SPI-Svizzera, VOLT.

Il Collettivo è nato per rispondere all’esigenza diffusa di molti cittadini zurighesi e di molte realtà associative di organizzarsi contro l’ennesimo attacco ai diritti degli stranieri e delle straniere ad opera dell’Unione democratica di centro (UDC). Il Collettivo si rivolge a tutti gli “zurighesi” quale che sia il loro passaporto e la loro origine, per sollecitare una maggiore partecipazione alla vita pubblica.

In caso di vittoria dell’iniziativa l’Accordo sulla libera circolazione delle persone Svizzera UE/AELS (ALC), che regola la vita di più di 1.700.000 persone in Svizzera, verrebbe abolito con conseguenze gravi in termini di perdita dei diritti (soggiorno, ricongiungimento famigliare, prestazioni sociali …). Senza ALC, si tornerebbe indietro di anni e moltissime persone si ritroverebbero in una situazione di precarietà economica e sociale drammatica. L’iniziativa andrebbe a colpire lavoratori e lavoratrici, famiglie, studenti e persino i minori. Nessun straniero sarà più protetto dall’ALC e questo avrà conseguenze gravi per tutti e tutte, nessuno escluso.

La vittoria dell’iniziativa, inoltre, segnerebbe anche una rottura degli Accordi bilaterali e quindi porterebbe la Svizzera in una dimensione d’isolamento rispetto all’Europa. Le conseguenze economiche di un tale passo, come illustrano numerosi studi sul tema, sarebbero gravi e porterebbero il paese in una situazione di instabilità politica e sociale senza precedenti. La formazione universitaria e la ricerca, fiori all’occhiello del paese, verrebbero messi in ginocchio a causa del venire meno degli Accordi bilaterali.

Il Collettivo pensa sia necessario non ripetere l’errore del 2014, quando la campagna contro l’iniziativa Udc “contro un’immigrazione di massa” è stata condotta soprattutto dai settori economici e padronali.

In questo senso è opportuno aprire un tavolo di confronto ampio, con il fronte progressista e democratico della città di Zurigo. Il Comitato, nei limiti delle sue poche risorse, è pensato per operare su tutto il territorio di Zurigo e nei cantoni limitrofi. (Inform)

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