ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA DI MADRID
MADRID – Apre al pubblico il 14 ottobre presso il Palacio de Abrantes, sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, la mostra “La Grande Opera Ceramica”, curata da Enzo Biffi Gentili, una esposizione site-specific di artieri contemporanei italiani con la quale l’Istituto rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio creativo italiano, promuovendo il dialogo tra arte, alto artigianato, innovazione e produzione. La mostra, realizzata con il contributo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, sarà visitabile fino al 14 novembre. Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’Italia, On. Antonio Tajani dichiara: “La scelta di Madrid per ospitare questa mostra ha un significato particolare. Italia e Spagna sono unite da una lunga storia comune e da una profonda amicizia, alimentata da solidi rapporti economici e culturali. […] La Grande Opera Ceramica restituisce così l’immagine di un Paese che sa trasformare la propria storia in innovazione e la propria creatività in crescita.” “Il progetto La Grande Opera Ceramica, promosso dall’IIC Madrid, offre una visione contemporanea dell’arte ceramica italiana, in dialogo con la tradizione artigianale celebrata in Ambasciata nell’ambito della Giornata del Made in Italy 2026 con un evento dedicato alle ceramiche della costa amalfitana”, afferma l’Ambasciatore d’Italia in Spagna Giuseppe Buccino Grimaldi. La Direttrice dell’Istituto, Elena Fontanella sottolinea: “La terracotta è, per sua stessa natura, un linguaggio universale che supera ogni confine. Sulla scorta di questa secolare contaminazione, la mostra è una necessaria dichiarazione di indipendenza disciplinare e spirituale dell’arte ceramica, un invito a riscoprire l’essenza di un’espressione artistica troppo a lungo relegata a un ruolo marginale.” Il curatore Enzo Biffi Gentili afferma: “Nel suo titolo la locuzione Grande Opera in italiano, come del resto Gran Obra in spagnolo, deriva dal latino Magnum Opus, che è anche una definizione dell’Alchimia. La connessione ceramica-alchimia appare ovvia: si tratta di due arti del fuoco, combinatorie dei quattro elementi Terra, Acqua, Fuoco, Aria.” A corollario della mostra al piano nobile, nelle stesse date e orari, l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid ospiterà nello Spazio Dante l’esposizione “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana”, progetto espositivo promosso da AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica e curato da Viola Emaldi, alle origini della ceramica italiana e alle forme più umili che hanno contribuito a costruirne l’identità: brocche e recipienti per l’acqua e per la conservazione e preparazione del cibo che raccontano una cultura materiale fatta di ingegno, trasmissione dei saperi e identità territoriali. Sotto gli auspici di: Con il contributo di:
Approfondimenti:
La curatrice dell’esposizione “Grand Tour. Archetipi della ceramica italiana” Viola Emaldi sottolinea: “Come ha intuito Harold Rosenberg, anche il Nuovo, quando nasce da una ricerca libera e da una moralità intellettuale indipendente, finisce per costruire una propria tradizione. “Grand Tour” nasce da questa stessa convinzione: gli artieri contemporanei, quelli del secolo scorso e quelli del nostro tempo presenti in mostra, non sono stati o sono soltanto custodi di forme e saperi ereditati, ma autori di una tradizione che si rinnova attraverso la ricerca. Anfore, brocche, fiasche, olle e recipienti della cultura popolare italiana diventano così archetipi aperti, forme elementari attraverso le quali il contemporaneo può ancora interrogarsi, sperimentare e inventare. È in questa tensione tra memoria e libertà, tra forma ricevuta e nuova interpretazione, che la ceramica artigianale italiana rivela tutta la sua contemporaneità.”
La Direttrice di AiCC Nadia Carboni afferma: “Portare Grand Tour nella prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid rappresenta un importante passo nel percorso di valorizzazione e internazionalizzazione della ceramica italiana, attraverso una nuova chiave curatoriale: non più soltanto una geografia delle diverse eccellenze territoriali, ma un racconto culturale unitario che mette in relazione identità, saper fare e capacità
di innovare, mostrando come la tradizione possa continuare a generare nuovi linguaggi e reinterpretazioni contemporanee. Presentare il progetto in questa veste, in dialogo con “La Grande Opera Ceramica”, è un investimento culturale e strategico per riaffermare la ceramica come espressione autentica delle radici italiane e della loro capacità di rinnovarsi.”
Il Presidente di AiCC Massimo Isola dichiara: “La mostra parte dalle forme primarie della ceramica d’uso per compiere un’operazione profondamente contemporanea: mostrare come un archetipo non appartenga soltanto al passato, ma continui a essere interrogato, trasformato e reinventato. È uno degli aspetti più affascinanti della ceramica: una materia antichissima che non ha mai smesso di produrre nuovi linguaggi. È una prospettiva in cui AiCC crede molto: le nostre città non sono soltanto custodi di una storia, ma luoghi nei quali quella storia continua a essere riscritta. Portare questo racconto in un contesto internazionale significa restituire alla ceramica italiana tutta la sua forza culturale e la sua sorprendente contemporaneità”. (Inform)