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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Filef Nuova Emigrazione Belgio sostiene il “no” al referendum costituzionale

ASSOCIAZIONI

Entra nel vivo anche tra gli italiani all’estero la campagna referendaria

 

BRUXELLES – La Filef Nuova Emigrazione Belgio sostiene il “no” al referendum costituzionale del 4 dicembre e segnala come anche tra gli italiani all’estero stia entrando nel vivo la campagna in vista del voto.

“Mentre i sostenitori del contano soprattutto sulle risorse dei senatori e deputati eletti all’estero, con staff al seguito, i sostenitori del no – si legge nella nota diffusa dal sodalizio in proposito – stanno facendo una campagna meno nota alle agenzie di stampa, ma più molecolare: piccoli incontri, volantinaggi nei luoghi di ritrovo degli italiani, passaparola tra amici e conoscenti. Il tutto molto informale, vecchio stile, per far sì che anche chi è contrario alla riforma possa, senza clamori, esprimere il proprio dissenso”. Insieme all’avanzare della discussione anche sui social network o in incontri organizzati dai Comites, le ragioni del no vengono ribadite anche “nell’emigrazione meno recente”, con dibattiti stimolati – rileva il sodalizio – dalla presa di posizione contraria alla riforma da parte di “singoli membri di molti patronati”.

Richiamato nel merito l’impatto negativo delle modifiche costituzionali sui connazionali all’estero: “a fronte di un aumento dell’emigrazione – scrive la Filef Belgio – si riduce la rappresentanza in parlamento (vengono eliminati i senatori) e se venisse confermato l’Italicum, gli italiani all’estero non potrebbero partecipare all’eventuale ballottaggio per la Camera dei deputati. Parliamo di una platea superiore ai quattro milioni di elettori, come la Puglia o l’Emilia – Romagna”.

Il timore espresso è anche quello relativo alla spaccatura della comunità emigrata: “Indipendentemente dal risultato del referendum, difficilmente – si legge nella nota – il clima di collaborazione molto avanzato tra le realtà associative, politiche e sociali di diversa provenienza e storia potrà tornare a un livello ottimale, almeno a breve. Con grave danno per tutta la comunità”.

Rigettate infine le ragioni mosse dai sostenitori del sì, come la “mancanza di alternative a questa riforma, come se fosse importante fare comunque una riforma, bella o brutta che sia, che ricorda molto la febbre del fare di berlusconiana memoria”; oppure l’accusa di conservatorismo rivolta a coloro che voteranno no. “Se essere conservatori vuol dire applicare in pieno i dettami della Costituzione per far progredire e sviluppare in modo armonico l’Italia, mettendo al centro i diritti sociali, vuol dire che lo saremo – conclude la Filef Belgio. (Inform)

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