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La Federazione delle Colonie Libere italiane in Svizzera (Fclis) sostiene la petizione “La povertà non è un reato”

ASSOCIAZIONI

Si può sottoscrivere online la lettera aperta al Consiglio nazionale svizzero che chiede un intervento per consentire a coloro che si trovano in difficoltà economica di accedere all’assistenza predisposta dallo Stato, senza il rischio di venire espulsi

ZURIGO – La Federazione delle Colonie Libere italiane in Svizzera (Fclis) sostiene l’iniziativa di Samira Marti, consigliera nazionale di Basilea Campagna, che attraverso una lettera aperta indirizzata ai membri del Consiglio nazionale, chiede un intervento a sostegno delle persone in difficoltà economica, per consentire loro di accedere all’assistenza predisposta dallo Stato.

“La povertà può colpire tutte e tutti noi – si legge nella petizione “La povertà non è un reato!”, che può essere sottoscritta online all’indirizzo: https://poverty-is-not-a-crime.ch/it/. “Si può perdere il lavoro, avere un incidente, una malattia oppure diventare poveri a causa di un divorzio. La crisi dovuta al coronavirus ha messo in evidenza come si può diventare precari in breve tempo. Tutti noi abbiamo visto le immagini impressionanti di persone in fila alle mense sociali per ricevere del cibo. Il diritto all’assistenza nei momenti di bisogno è un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione e deve essere garantito a tutte le persone! In Svizzera – prosegue la petizione – vivono e lavorano oltre due milioni di persone senza passaporto svizzero, in parte sono nate qui o vi sono arrivate in tenera età. Pagano le imposte e se, senza alcuna colpa, attingono all’assistenza sociale, rischiano di essere espulse dal Paese, anche dopo aver risieduto in Svizzera per molti anni”. “Dal primo gennaio 2019, l’espulsione è prevista anche per le persone che vivono nel nostro Paese da oltre 15 anni – sottolinea la petizione, segnalando come “la paura di essere espulse spinge sempre più persone a rinunciare alla richiesta di aiuti finanziari”.

La petizione è appoggiata dalla Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera e da numerose organizzazioni della società civile e politica. (Inform)

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