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La Dieta Mediterranea festeggia i 10 anni di riconoscimento quale patrimonio culturale da parte dell’Unesco

CIBO E SOSTENIBILITÀ

Una serie di attività celebrano l’anniversario. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: “Un esempio concreto di sviluppo sostenibile e tutela della biodiversità, contro lo spreco alimentare”

ROMA – Oggi, 16 novembre 2020, la Dieta Mediterranea festeggia i 10 anni di riconoscimento quale patrimonio culturale da parte dell’Unesco. Per celebrare il decennale, il Ministero dell’Ambiente ha promosso, insieme al Ministero degli Esteri e ai Ministeri delle Politiche Agricole, dell’Istruzione, della Salute e dei Beni Culturali, con la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, un calendario di attività che vengono aperte oggi formalmente da un confronto trasmesso online sulla pagina Facebook del Ministero tra Ministri ed esponenti dell’accademia, coordinato dalla giornalista Donatella Bianchi.

“La Dieta Mediterranea rappresenta l’esempio più concreto di sviluppo sostenibile e tutela della biodiversità – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa nel presentare le iniziative per la celebrazione del decennale, sottolineando come “la dieta mediterranea costituisce una tradizione che unisce insieme più generazioni in una saggezza millenaria, rispettando i cicli stagionali e l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali”. “Per l’Unesco – aggiunge Costa – ad essere l’emblema di questa tradizione è il Cilento, il luogo simbolo dello stile di vita patrimonio dell’umanità, e il comune di Pollica, in particolare, dove lo studioso americano Ancel Keys, negli anni ’50, teorizzò i suoi studi sul mangiar sano all’italiana salvaguardando l’ecosistema”.

Nel riconoscere la Dieta Mediterranea patrimonio dell’umanità, l’Unesco riconobbe anche l’importanza di sostenere uno stile di vita basato sul mangiare i prodotti del territorio, in compagnia, assecondando i ritmi delle stagioni, valorizzando la ricchezza e la diversità delle colture tradizionali cosi da tutelare la biodiversità e assicurare la qualità dei servizi eco-sistemici.  Per la prima volta, nel 2010, l’Unesco riconobbe valore culturale ad una pratica alimentare sostenibile, invitando il mondo a seguire una pratica sociale fondata sul rispetto dell’ambiente, del paesaggio, dei territori.

“Secondo i rapporti più recenti dell’Ispra – spiega ancora Costa, – la Dieta Mediterranea, rispetto agli altri modelli nutrizionali, è la più sostenibile, la più rispettosa dell’ambiente, la meno inquinante, quella che richiede il minor sfruttamento di risorse naturali primarie come l’acqua. Ed è l’arma migliore per contrastare lo spreco alimentare. Secondo il Rapporto ‘Waste Watcher 2020’ della Campagna Spreco zero, sostenuta dallo stesso Ministero dell’Ambiente, ogni anno più di 2.200.000 tonnellate di cibo vanno sprecate nelle case degli italiani, per una stima di 36,54 chilogrammi a testa e un valore di quasi 12 miliardi di euro che sommati ai 3 miliardi 293 milioni di spreco della filiera ci portano ad un totale di oltre 15 miliardi di euro. La buona notizia è che la tendenza 2020 è che lo spreco alimentare nelle case degli italiani è sceso di quasi il 25%”.

Il Ministero stesso quest’anno è intervenuto per la riduzione dello spreco alimentare e il miglioramento della filiera agendo sulla ristorazione collettiva. Nei mesi scorsi, infatti, sono stati varati, con decreto, i CAM (Criteri ambientali minimi) per gli acquisti pubblici per la ristorazione collettiva che riguardano scuole, caserme, ospedali e uffici, agendo, fra le altre cose, su filiera corta, tutela della biodiversità, biologico e, ovviamente, made in Italy.

“Sviluppando questo ragionamento – continua Costa, – gli studiosi hanno affiancato alla classica piramide alimentare della Dieta una piramide ambientale che ha certificato come questo stile di vita sia il modello da seguire se si ama l’ambiente e si vuole scommettere sul futuro del pianeta”.

“Il mio pensiero, in questo decennale, non può non andare ad Angelo Vassallo che dieci anni fa, da sindaco di Pollica, insieme ai negoziatori dell’epoca guidati dal mio attuale capo di Gabinetto Pier Luigi Petrillo, portarono a casa il risultato, ottenendo il riconoscimento dell’Unesco. Angelo non riuscì a vedere questo risultato storico, essendo stato barbaramente ucciso il mese precedente; e tuttavia il suo insegnamento di amore per la natura, di cui il riconoscimento Unesco ne è una manifestazione, resta vivo e continua ad essere una bussola per gli amministratori di oggi”. (Inform)

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