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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La deputata Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) sul nuovo governo Pd-M5S

PARLAMENTARI ELETTI ALL’ESTERO

 

Per l’esponente democratica si tratta di “una risposta di responsabilità, la sola strada percorribile”

 

ROMA – La deputata del Pd eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, Francesca La Marca spiega in una nota le ragioni del suo sostegno al nuovo governo Pd-M5S, visto che “nei 14 mesi della legislatura che si è svolta fino all’inaspettata crisi di agosto, il Partito Democratico – ricorda – ha esercitato una dura e coerente opposizione e io stessa, con il voto e con gli interventi in Parlamento, non ho lesinato critiche alle discutibili scelte compiute dal governo giallo-verde 5Stelle-Lega”.

La Marca sottolinea come la crisi di governo, innescata dal vice premier Matteo Salvini, abbia generato una situazione difficile : “in queste settimane, infatti, si prepara il bilancio dello Stato, si avvia l’attività dei nuovi organismi europei, con i quali l’Italia ha tutto l’interesse a dialogare, soprattutto si deve scongiurare l’aumento dell’Iva per evitare che i prezzi salgano, i consumi diminuiscano e l’economia prolunghi la sua stagnazione”. In tale frangente, la deputata ritiene che la risposta del Pd di formare un governo con i 5 Stelle sia risultata “la sola percorribile”, “una risposta della responsabilità”, che “ci ha portato a cercare di costruire un difficile rapporto di collaborazione con una forza, i 5Stelle, che non ci hanno mai lesinato attacchi”.

“L’abbiamo fatto per l’Italia, per evitare che si accentuasse pericolosamente la deriva economica e sociale nella quale si trova – ribadisce l’esponente democratica, evidenziando l’avvio di “un nuovo percorso, nella piena legittimità costituzionale, attraverso il quale abbiamo il dovere di dare stabilità al governo del Paese e soprattutto lavorare per il rafforzamento e per il rinnovamento della società italiana”.

“Ora siamo di fronte ad una nuova sfida. Il punto centrale è proprio questo: rinnovare l’Italia partendo dai bisogni più vivi e diretti dei suoi cittadini. In questa diversa prospettiva spero – scrive La Marca – che il nuovo governo intraprenda una strada di lastricata di cose da fare per risanare e rinnovare”.

 

“Sul piano del programma – prosegue la deputata, – sono contenta che il Partito democratico sia riuscito ad ottenere il taglio del cuneo fiscale, vale a dire la diminuzione delle tasse nella busta paga dei lavoratori. Allo stesso tempo, sono soddisfatta per l’attenzione che si rivolge ai giovani, vero banco di prova del futuro, tentando anche di realizzare quelle condizioni per il rientro di quanti hanno dovuto cercare all’estero occasioni di lavoro. Altre due cose mi piace salutare con convinzione: lo sblocco dei cantieri sospesi, che significa sblocco del lavoro, e un piano di finanziamenti per la ripresa del Mezzogiorno, su cui io stessa ho presentato una mozione in aula che spero possa essere ricalendarizzata al più presto. Un punto di svolta, poi, potrà diventare il Green New Deal, da noi proposto, vale a dire il piano straordinario di investimenti per rendere l’Italia il Paese più verde d’Europa e per difendere il territorio e i centri minori del nostro meraviglioso Paese dal dissesto e dall’abbandono”.

La Marca non tace comunque che vi siano “questioni di più difficile mediazione: la prima, molto importante sul piano etico prima ancora che politico, è quella della civiltà verso i migranti, i cui flussi devono essere regolati e contrattati a livello europeo, ma che non possono essere lasciati in mare” . “La seconda – prosegue la parlamentare – è quella del taglio dei parlamentari, che ci ha visti contrari finora soprattutto per il modo come è fatto, vale a dire senza prevedere il rispetto della presenza in Parlamento delle minoranze e senza modificare il funzionamento del Parlamento”. “Ora questi aspetti dovrebbero essere contestualmente affrontati. Per quanto ci riguarda – ricorda La Marca, – non abbiamo accettato che il taglio riguardasse linearmente anche gli eletti all’estero, già penalizzati rispetto al numero dei connazionali da rappresentare. Personalmente questa sarà la mia maggiore difficoltà, non per una difesa corporativa ma per una questione di principio, vale a dire perché nessuno metta in discussione il principio che gli italiani all’estero valgano come quelli in Italia. Finora ho agito su questo ascoltando la mia coscienza e rispettando le persone che rappresento e così continuerò a fare – conclude la parlamentare. (Inform)

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