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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La deputata Elisa Siragusa (Misto – ripartizione Europa) interviene sul riconoscimento cittadinanza italiana in Venezuela, la replica del Presidente del Comites di Caracas Di Martino  

ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA – La deputata Elisa Siragusa (Gruppo Misto), eletta nella ripartizione Europa è intervenuta nei giorni scorsi con un’interrogazione al Ministro degli Esteri in merito alla questione del riconoscimento ‘iure sanguinis’ della cittadinanza italiana in Venezuela, partendo da alcuni post del Consolato di Caracas apparsi sui social a cadenza periodica negli ultimi mesi riguardanti questa tematica. Siragusa non condivide questa iniziativa che definisce “promozionale”. La deputata domanda  quindi “quali siano le ragioni di questa campagna social e quali siano le statistiche concernenti le pratiche di cittadinanza gestite dal Consolato di Caracas negli ultimi due anni”. A riguardo, Siragusa ribadisce la sua contrarietà all’attuale legge sulla cittadinanza: “famiglie che vivono da generazioni lontani dall’Italia continuano a trasmettere, senza alcun limite generazionale, la cittadinanza italiana a tutti i loro discendenti: ma se per 160 anni la tua famiglia è nata, cresciuta e vissuta all’estero, come puoi essere italiano?”, rileva la deputata evidenziando come al contrario “a ragazzi cresciuti in Italia non venga riconosciuta automaticamente la cittadinanza nemmeno al raggiungimento della maggiore età”. Dunque Siragusa ricorda che ormai da tempo sta provando a promuovere in Parlamento una modifica della normativa.

Alla deputata ha replicato Ugo Di Martino, Presidente del Comites di Caracas, contestando nel merito alla parlamentare come in realtà dietro all’operato del Consolato ci sia una strategia e lungimiranza politica viste le difficoltà riscontrate in Venezuela da parte di tanti italo-discendenti, per la crisi in cui ormai versa da tempo il Paese latinoamericano. “A differenza di Argentina e Brasile, la nostra emigrazione verso il Venezuela si è sviluppata dopo la seconda guerra mondiale, fra gli anni ’50 e gli anni ’70. Pertanto la ricostruzione degli alberi genealogici non si articola su quattro, cinque o sei generazioni bensì su una o due: parliamo quindi di figli e nipoti, la maggior parte dei quali continua ad intrattenere stretti legami con loro cugini, zii e nipoti rimasti in Italia”, ha spiegato Di Martino evidenziando che il 97% della popolazione in Venezuela è ridotto in povertà. “Molte famiglie soffrono per vere e proprie persecuzioni e temono per la propria incolumità fisica. In tale drammatico contesto, il riconoscimento della cittadinanza ‘iure sanguinis’ in favore di figli e nipoti di italiani rappresenta, oltre al coronamento del loro sogno di possedere il nostro ‘status civitatis’, anche un vero e proprio salvacondotto per nuove generazioni che necessitano di iniziare una nuova vita in Italia o in Spagna”, ha aggiunto Di Martino sottolineando che, date tali premesse e considerando altresì come gli italiani all’estero contribuiscano alla crescita dell’ economia italiana, “con il suo encomiabile impegno quotidiano il Consolato Generale a Caracas stia promuovendo l’interesse nazionale”. (Inform)

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