STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Un aggiornamento su quanto avvenuto negli ultimi giorni nel corso dell’iter di approvazione della legge di bilancio a Palazzo Madama
ROMA – Il presidente della Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero (Fusie), Giangi Cretti, si sofferma nella tradizionale “comunicazione di fine anno” su quanto avvenuto negli ultimi giorni nel corso dell’iter di approvazione della legge di bilancio a Palazzo Madama.
“Dopo che alla Camera l’emendamento Varrica (e altri) era stato ritirato, ecco che al Senato, dove si sarebbe votata la Legge di Bilancio concordata con l’Unione europea, pertanto destinata a diventare quella definitiva, è rispuntato un emendamento a prima firma del senatore Patuanelli, capo gruppo al Senato del M5S, con il quale, al di là del registro burocratico con il quale è scritto, si chiede che alle testate italiane edite o prevalentemente diffuse all’estero a partire dal 2019 e per il 2020 e 2021 vengano erogati un milione di euro – scrive Cretti, segnalando l’esiguità di un tale finanziamento destinato a un centinaio di testate, esiguità che decreterebbe – aggiunge – “la fine di un’esperienza il cui valore è indiscutibilmente incommensurabile”.
Dopo aver passato in rassegna diverse modalità per manifestare il proprio dissenso, “avevo concluso, che la via da percorrere potesse essere quella di chiamare direttamente in causa gli stessi Parlamentari, in virtù di quella che, malgrado la prassi talvolta insinui il dubbio, resta il loro compito principale: legiferare. È quello che, comunque anche in presenza di un voto di fiducia, sono chiamati a fare in questi giorni esprimendo il voto, che nei fatti darà il via libera alla Legge di Bilancio. Nella quale sembrava irrimediabilmente inserito – rileva Cretti – l’emendamento del Senatore Patuanelli”.
Il presidente ribadisce la complessità delle dinamiche che l’evoluzione tecnologica comporta anche per le testate italiane all’estero e per l’estero, e che non può essere risolta riconducendo la questione al solo azzeramento dei contributi pubblici alla stampa voluta dal Movimento 5 Stelle. “Oggi – scrive Cretti – le cose sono cambiate: con le nuove tecnologie, l’informazione, ma soprattutto la disinformazione, si produce e si consuma con tempi e modi completamente nuovi. È vero, difficile, però, convincere e convincersi che basti un colpo di spugna per sostituire ciò che appare sorpassato con ciò che si crede possa sorpassare”.
I cambiamenti in atto meritano “un’attenta e accurata riflessione” – prosegue il presidente della Fusie, – e che “si creino le condizioni per ragionare sull’effettiva efficacia dell’informazione italiana all’estero” attraverso “un confronto franco e trasparente”. “Rifiutare il confronto e votare una legge di bilancio che comprendesse l’emendamento Patuanelli non significa certo contribuire all’affermarsi di un’informazione che sia degna di essere considerata tale, che sia affidabile ed espressione del pluralismo. Al contrario – scrive Cretti, – significa assumersi la responsabilità di avviare verso una breve e per nulla dignitosa agonia la stragrande maggioranza delle testate italiane all’estero.
“Prima di procedere però a rendere pubblico quello che aveva i toni e la confezione di un accorato appello ai Parlamentari, ben sapendo che avrebbe avuto l’effetto di pura testimonianza, restava ancora una pista da battere: invocare i buoni uffici del sottosegretario Ricardo Merlo, egli stesso figlio di emigrati, che ha le deleghe per gli italiani all’estero, pur supponendo che verosimilmente sia spesso costretto a fare quello che può, che non è detto, vivamente lo speriamo, coincida con quello che vuole. Ed è stata questa la pista che, incontrata la massima disponibilità, dopo un’interlocuzione serrata, ha aperto lo spiraglio dal quale si poteva intravvedere una possibile soluzione: cancellare dall’emendamento ‘Patuanelli’ ogni riferimento alla stampa italiana all’estero e per l’estero. Un risultato, sicuramente parziale e di cui non si conosce la formulazione ufficiale, che lascia aperta la necessità di un approfondito e non aprioristico confronto sul tema del contributo pubblico all’editoria, ma che ci consente di aver ancora tempo e un po’ di fiato per poterlo fare”.
“In tal senso, auspicando, come detto anche in più sedi, un serio confronto, l’impegno della Federazione della Stampa Italiana all’Estero non può scemare – conclude Cretti, – mantenendo, nel frattempo, alta l’attenzione sulle modalità attraverso le quali troverà applicazione la nuova legge sull’editoria i cui effetti si misureranno sui contributi relativi al 2018”. (Inform)