ESTERI
ROMA – La Commissione europea presenta due proposte: l’atto legislativo sugli appalti pubblici e la legge europea sull’innovazione. L’atto legislativo sugli appalti pubblici mira a modernizzare e semplificare il quadro dell’UE in materia di appalti pubblici, per sostenere investimenti efficaci nei servizi pubblici e nelle infrastrutture, in linea con gli obiettivi strategici dell’Unione. Sulla base di ampie consultazioni con acquirenti pubblici, imprese, sindacati e società civile, la Commissione propone una riforma ambiziosa per rendere gli appalti pubblici più semplici, flessibili ed efficaci. La proposta contribuirà a completare il mercato unico degli appalti pubblici, che rappresentano circa il 15% del PIL dell’UE. Gli appalti pubblici sono fondamentali sia per l’economia europea sia per la vita quotidiana dei cittadini e riguardano settori che vanno dai trasporti alle infrastrutture, dai sistemi energetici alle scuole e ai servizi sanitari. La proposta – spiega la nota della Commissione – dovrebbe consentire risparmi amministrativi annui significativi, pari a 650 milioni di euro, grazie alla riduzione degli oneri, per 80 milioni di € a carico degli acquirenti pubblici e per 570 milioni di euro a carico degli operatori economici. La legge europea sull’innovazione aiuterà le idee più innovative d’Europa a essere sviluppate, finanziate e portate su scala in Europa. In quanto iniziativa fondamentale della strategia dell’UE per le start-up e le scale-up e della bussola per la competitività dell’UE, la proposta rafforzerà la competitività, la prosperità e la sovranità tecnologica dell’UE nel lungo periodo. La proposta si concentra su due principali sfide che frenano l’innovazione in Europa. In primo luogo, aiuterà le imprese innovative ad accedere ai finanziamenti. Molte start-up e scale-up hanno idee innovative, brevetti e altri diritti di proprietà intellettuale, ma spesso è difficile attribuire un valore a tali attività, il che rende più difficile attrarre investimenti. Si prevede che queste misure consentano risparmi sui costi amministrativi per circa 35 milioni di euro e possano sbloccare 10,2 miliardi di euro all’anno di finanziamenti aggiuntivi attraverso capitale di rischio e finanziamenti mediante debito garantiti da diritti di proprietà intellettuale. In secondo luogo, sarà istituita una procedura comune per gli appalti di ricerca e sviluppo (R&S), che offrirà maggiore certezza giuridica e contribuirà a portare più rapidamente sul mercato le nuove tecnologie, comprese quelle in grado di affrontare sfide sociali comuni, nei settori della salute, dell’istruzione e della mobilità pulita, ad esempio. Sarà inoltre più facile per gli acquirenti pubblici di diversi Stati membri effettuare congiuntamente appalti di R&S. Si prevede che queste misure generino risparmi pari a 1 miliardo di euro all’anno per gli acquirenti pubblici e 25,92 miliardi di euro di profitti aggiuntivi annui per le imprese. (Inform)