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La Commissione Esteri ha proseguito l’esame dei provvedimenti relativi alla disciplina dei Comites

CAMERA DEI DEPUTATI

Illustrate le proposte di legge, assegnate alla Commissione nelle ultime settimane, a prima firma di Lia Quartapelle Procopio (Pd); Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale); e di Elisa Siragusa (Misto, ripartizione Europa)

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha proseguito nei giorni scorsi l’esame dei provvedimenti relativi alla disciplina dei Comites.

In apertura di seduta, il presidente della Commissione, Piero Fassino, ha ricordato che sull’argomento sono stati presentati alcuni disegni di legge. In un primo momento, un Comitato ristretto nominato per giungere all’elaborazione di un testo unico, si era riunito per considerare le prime due proposte di legge pervenute, una delle quali di Massimo Ungaro (Italia Viva, ripartizione Europa). In seguito però sono state assegnate alla Commissione anche le proposte di legge a prima firma di Lia Quartapelle Procopio (Pd), Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) ed Elisa Siragusa (Misto, ripartizione Europa), che il relatore Alessandro Battilocchio (Fi) illustrerà nel corso della seduta. Successivamente – aggiunge Fassino, –  il Comitato ristretto potrà riprendere i propri lavori per la stesura del testo unificato.

La proposta di legge presentata dal Pd e a prima firma Quartapelle Procopio è tesa a tre obiettivi: rafforzare la tutela dei diritti di cittadinanza degli italiani all’estero; coinvolgere i Comites nelle attività di promozione del sistema Italia nel mondo; rafforzare la rappresentatività di tali organismi, non solo mediante un maggior accreditamento delle loro funzioni, ma anche attraverso un maggiore riconoscimento da parte degli elettori. Le ragioni sottese alla proposta riguardano in particolare l’esodo all’estero di giovani italiani e la necessità di coinvolgere i Comites nella promozione del sistema Italia nel mondo, visto anche l’indebolimento della rappresentanza parlamentare derivante dalla sua riduzione numerica. “Oltre all’attribuzione ai Comites del ruolo di difensore civico delle comunità di connazionali all’estero, questa proposta  si caratterizza anche per la soppressione della «opzione inversa», cioè dell’obbligo di iscrizione nell’elenco degli elettori per corrispondenza. Inoltre – aggiunge Battilocchio, – si spostano i parametri istitutivi del Comites dagli attuali 3 mila cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare a 10 mila, determinandone una riduzione numerica, ma rafforzandone il peso e l’autorevolezza sia di fronte all’autorità diplomatico-consolare italiana che alle autorità locali”. Si ridisegnano dunque compiti e funzioni dei Comites, “con particolare riferimento alla loro partecipazione alla definizione e alla realizzazione del piano Paese, alla tutela dei diritti dei connazionali, in specie dei nuovi arrivati, e all’avanzamento dei processi di integrazione nei contesti di insediamento”. “Inoltre – prosegue il relatore, – vengono ridefiniti i pareri, obbligatori ma non vincolanti, che il Comites deve esprimere su una serie di materie, quali la promozione della lingua e della cultura italiane e il sostegno ai sodalizi associativi, nonché l’internazionalizzazione delle università italiane. Si prevede, inoltre, che il Comites monitori l’attività dei mezzi di comunicazione che avanzano richiesta di contributi pubblici e dialoghi, unitamente con l’autorità consolare, con i patronati operanti nella circoscrizione”. Tra le indicazioni contenute nei diversi articoli, quella sul numero dei componenti del Comitati, che viene fissato a 11 per quelli delle circoscrizioni in cui risiedono fino a 100 mila abitanti e 17 oltre tale soglia, i criteri di eleggibilità e i casi di incandidabilità, la promozione della parità di genere e della partecipazione dei giovani. Per quanto riguarda la composizione dei Comitati viene prevista inoltre la presenza, rispettivamente, di una quota di componenti di origine italiana, ma non dotati di cittadinanza, e l’affiliazione di una quota di esponenti delle nuove emigrazioni, i cui nomi sono proposti dalle associazioni locali. Per la procedura di voto, viene sostanzialmente riconfermata la normativa in vigore.

La proposta di legge a prima firma Fitzgerald Nissoli muove invece da una proposta di riforma elaborata dal Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) e “si caratterizza – spiega il relatore – per un’attenzione specifica all’impatto sulla rappresentanza degli italiani all’estero delle riforme intervenute con la legge elettorale del 2017, il cosiddetto Rosatellum-bis, e con la legge costituzionale del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari”. L’obiettivo è “di mantenere gli attuali tre livelli della rappresentanza degli italiani all’estero (Comites, Cgie, parlamentari eletti all’estero), con particolare attenzione riguardo al Cgie”. Tra le sue caratteristiche anche la volontà di mantenere la capillarità della presenza dei Comites, “il cui numero minimo di iscritti all’Aire per la sua costituzione dovrebbe restare pari a 3 mila, con l’elezione dei consiglieri cittadini italiani a suffragio universale”.

Per quanto concerne il Cgie, la proposta di legge indica nella composizione la conservazione della componente di nomina governativa e dell’elezione di secondo grado dei consiglieri. Si insiste inoltre sull’esigenza di un costante aggiornamento dell’Aire attraverso il lavoro congiunto del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale – in possesso di dati più aggiornati attraverso gli schedari consolari – e del Ministero dell’Interno, per la trascrizione dei dati nei comuni italiani; e si evidenzia il ruolo centrale delle politiche di internazionalizzazione del sistema Paese, di cui gli italiani all’estero sono un fattore fondamentale, e della tutela dei diritti dei connazionali all’estero, connessi all’effettivo esercizio della cittadinanza.

I Comites mantengono nella proposta la natura di organismo di rappresentanza degli italiani all’estero nei rapporti con le autorità diplomatico-consolari italiane e con le autorità locali, svolgendo le funzioni di difensore civico dei connazionali; di antenna per coinvolgere le forze produttive e associative della comunità nella proiezione estera dell’Italia, anche in collaborazione con il nuovo progetto di promozione dell’Italia lanciato dal Maeci e con riguardo in particolare alle promozione di lingua e cultura italiane; di centro di informazione, di contatto e di sostegno delle migrazioni e delle nuove mobilità.

Per quanto riguarda invece la riforma del Cgie, dopo averne definito natura e funzioni, tra le indicazioni per la sua composizione, vi si prevede che per i consiglieri eletti all’estero si riveda la tabella delle assegnazioni in base non soltanto alle iscrizioni all’Aire, ma anche alla consistenza numerica accertata delle comunità di italo-discendenti e alle dimensioni territoriali, “prendendo come riferimento la tabella che applica tagli lineari di un terzo e riammettendo i Paesi cancellati dall’ultima riforma, aggiungendo Paesi di nuova emigrazione e ridimensionando le attuali quote Paese dei consiglieri per evitare che tre soli Paesi eleggano circa la metà dei consiglieri esteri, equivalente a un terzo del totale dei componenti del Consiglio, e che tre continenti (con quattro Paesi membri del G20, di cui due membri anche del G7 e uno anche del BRIC) siano rappresentati solo da cinque consiglieri”. Inoltre, “per i consiglieri di nomina governativa – prosegue il relatore, – si deve prevedere che essi siano scelti fra soggetti residenti in Italia, per rispondere alla doppia esigenza di mantenere sia il rapporto diretto del Cgie con la sede centrale delle categorie di appartenenza che il dialogo con gli interlocutori del Cgie nei periodi in cui il Consiglio non si riunisce a Roma”.

Infine, la proposta presentata a prima firma da Siragusa interviene in modo mirato su questioni concernenti la pubblicizzazione e la trasparenza dei lavori e delle attività dei Comitati, nonché sul tema dell’innovazione tecnologica. Essa dispone infatti che “ogni Consolato è tenuto a pubblicare, «nel proprio portale, in un’area dedicata all’attività del Comitato, ogni informazione di pubblico interesse riferita allo stesso, tra cui, obbligatoriamente: la lista dei suoi membri, con le statistiche riferite alla loro presenza alle sedute; i resoconti delle sedute; i bilanci; le relazioni annuali; i progetti e finanziamenti approvati»”. La pubblicazione deve includere anche la documentazione contabile e amministrativa del Comitato, insieme a tutti i progetti finanziati dallo stesso. Infine, nel sito internet istituzionale del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale deve essere annualmente pubblicata la lista di tutti i progetti finanziati dai Comitati, insieme alle statistiche concernenti i tipi di finanziamento accordati. Tra le norme proposte anche quella che stabilisce per gli elettori la facoltà di scegliere il sistema di voto per corrispondenza o elettronico del Comites, nelle more della sua definitiva attivazione. In merito alle circoscrizioni elettorali, si aumentano i limiti dimensionali necessari all’istituzione di un Comitato; si chiariscono i compiti e le funzioni dei Comitati e si precisano le condizioni di eleggibilità dei loro membri, insieme alle motivazioni della loro eventuale decadenza, modificando “la quasi totalità degli articoli della legge n. 286 del 2003 – segnala Battilocchio.

Nel seguito dell’esame, Siragusa interviene per proporre di procedere ad un breve ciclo di audizioni per approfondire taluni profili della materia e agevolare la stesura di un testo unificato delle proposte di legge, proposta su cui Ungaro avanza però delle riserve, “tenendo conto che l’obiettivo deve essere l’approvazione definitiva della nuova disciplina entro la fine della corrente legislatura”.

Quartapelle Procopio concorda sulla opportunità di un approfondimento istruttorio ma anche sulla necessità di un iter spedito e propone di concentrare le audizioni in una sola giornata, al fine di rispettare una tempistica funzionale ad una rapida approvazione del testo di legge, proposta condivisa dal presidente Fassino.

Ungaro domanda infine al relatore su tutte le proposte di legge in esame prevedono la soppressione dell’opzione inversa e Battilocchio segnala che non tutte trattano il tema.

La viceministro agli Esteri Marina Sereni si riserva di intervenire nel prosieguo del dibattito non appena sarà predisposto il testo unificato delle proposte di legge.

Il seguito dell’esame viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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