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La Commissione Esteri ha dato parere favorevole alla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2020

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Nel provvedimento illustrato dal relatore Gianni Marilotti (M5S) vengono richiamati anche gli sforzi messi in atto per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, inclusa la rete diplomatico-consolare del Maeci

 

ROMA – La Commissione Esteri del Senato ha dato parere favorevole alla Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2020, con allegati e relativo annesso.

Nel parere si prende atto “del quadro congiunturale economico, europeo ed internazionale relativo al 2020, pesantemente condizionato dagli effetti distorsivi imposti dalla diffusione della pandemia da Covid-19” e si valutano “gli effetti sul commercio estero del nostro Paese della contrazione dell’economia mondiale conseguente al diffondersi della pandemia e al perdurare di tensioni geopolitiche preesistenti all’epidemia o acuitesi a seguito di essa”.

La Commissione rileva inoltre “con favore il dato relativo al saldo commerciale dell’Italia che si conferma, ancora una volta, fra più elevati dell’Unione europea” e prende atto “delle Raccomandazioni per il 2020 rivolte all’Italia dal Consiglio dell’Unione europea e delle principali iniziative che l’Esecutivo italiano intende assumere in risposta”. Si considera poi il richiamo, “fra le misure di sostegno alla liquidità e capitalizzazione delle imprese italiane, al rifinanziamento del Fondo rotativo per l’internazionalizzazione degli enti fieristici e delle start up innovative”, esprimendo “l’auspicio che, fra le misure volte a migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione, possano proseguire costruttivamente gli sforzi volti alla sua digitalizzazione, continuando a coinvolgere anche la rete diplomatico-consolare del Ministero degli affari esteri e della Cooperazione internazionale”.

Illustrando il provvedimento, il relatore Gianni Marilotti (M5S) ha chiarito che la Nota definisce “il perimetro di finanza pubblica entro cui si iscriveranno le misure della prossima legge di bilancio, che avrà come obiettivo quello di sostenere la ripresa dell’economia italiana nel triennio 2021-2023, in coerenza con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) di prossima individuazione”. “Gli interventi – spiega – saranno principalmente rivolti a sostenere, nel breve termine e per tutta la durata della crisi da Covid-19, i lavoratori e i settori produttivi più colpiti, a valorizzare appieno le risorse messe a disposizione dal programma Next Generation EU per realizzare investimenti e riforme di portata e profondità inedite, a rafforzare gli interventi a sostegno della ripresa del Mezzogiorno e delle aree interne e per migliorare la coesione territoriale, ad attuare un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario, ad assicurare un miglioramento qualitativo della finanza pubblica, a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell’equità e della produttività dell’economia e, infine, a ricondurre l’indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e significativa riduzione del rapporto fra debito e Pil”.

Tra i dati richiamati da Marilotti, la riduzione del Pil che è prevista del 9% per l’anno in corso, mentre l’incremento atteso per il 2021 è del 6%, del 3,8% per il 2022 e per il 2023 del 2,5%. Aggiornate anche le stime della disoccupazione – al 9,5% per l’anno in corso e al 10,3 % per il prossimo anno, – e il tasso di indebitamento delle pubbliche amministrazioni.

Il relatore evidenzia inoltre che, come conseguenza del diffondersi del Covid nella prima metà del 2020, l’economia mondiale ha registrato la battuta di arresto più profonda dalla Seconda Guerra Mondiale, con una riduzione del Pil e del commercio mondiale del rispettivamente del 3,5 e del 2,7% nel primo trimestre dell’anno, e del 5 e del 12,5 % nel trimestre successivo. La maggior contrazione del Pil nei Paesi ad economia avanzata “si è registrata durante il secondo trimestre del 2020, quando il prodotto degli Stati Uniti e del Giappone ha fatto registrare una diminuzione di circa l’8 %, quello dell’Eurozona di circa l’11,8 %, quello del Regno Unito del 19,8 %. Solo la Cina – primo Paese colpito dall’epidemia da Covid-19 e in ragione di questo in grado di riattivare prima degli altri il proprio processo produttivo – ha fatto registrare un dato in controtendenza, segnando una crescita del 3,2 % su base tendenziale nel secondo trimestre – afferma Marilotti.

Nella Nota si segnala poi che nel complesso i rischi per lo scenario globale sono orientati ancora al ribasso, per l’evoluzione dell’epidemia nel mondo e per i rischi connessi a tensioni geopolitiche preesistenti o acuitesi più di recente, dai rapporti commerciali tesi fra gli Stati Uniti e la Cina alle difficoltà del processo di negoziazione della Brexit, fino all’emergere di nuove complicazioni nei rapporti fra la Turchia e la Russia.

“Le previsioni più aggiornate dell’Ocse prefigurano una contrazione dell’economia mondiale del 4,5 per cento nel 2020, mentre nel 2021 è attesa una ripresa con un tasso di crescita attorno al 5 per cento – sottolinea Marilotti, che si sofferma poi sul paragrafo dedicato al commercio estero del Paese e segnala come, “a fronte della tenuta delle esportazioni nei primi due mesi dell’anno, a partire dal mese di marzo si è, viceversa, registrata una forte contrazione a causa della diffusione del Covid-19, fino a segnare una riduzione nel secondo trimestre pari al 27,8 per cento”. “Nei primi sette mesi dell’anno, le esportazioni in valore e in volume sono diminuite rispettivamente del 14 e del 14,8 per cento, con un’intensità maggiore verso l’area extra-europea. A fronte, infatti, di una diminuzione delle esportazioni verso i Paesi dell’Unione europea pari al 12,9 per cento, le esportazioni in valore sono diminuite maggiormente (di circa il 15,2 per cento) verso i mercati extra-UE, con una flessione di poco inferiore al 10 per cento verso gli Stati Uniti, del 10,3 per cento verso la Svizzera, del 18,2 per cento verso il Regno Unito, del 13,6 per cento verso la Cina, dell’11,4 per cento verso la Russia e del 6,2 per cento verso il Giappone – rileva il relatore, evidenziando tuttavia come “il saldo commerciale del nostro Paese – pari a circa 32,7 miliardi, dai 29,7 miliardi dello stesso periodo del 2019 – rimanga tra i più elevati dell’Unione Europea dopo quelli della Germania, dell’Irlanda e dei Paesi Bassi”.

Segnalate anche le Raccomandazioni rivolte agli Stati membri, inclusa l’Italia, dal Consiglio dell’Unione europea, ricalibrate sulle esigenze imposte dalla pandemia. “In linea con le priorità definite per tutti gli Stati membri dell’Unione europea, le Raccomandazioni specifiche rivolte all’Italia richiedono al Paese di adottare, nel periodo compreso fra il 2020 e il 2021, provvedimenti volti ad attuare tutte le misure ritenute necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e per sostenere l’economia e la successiva ripresa, a sostenere i redditi e il sistema di protezione sociale, a garantire l’effettiva attuazione delle iniziative finalizzate a fornire liquidità all’economia reale e alle piccole e medie imprese in particolare, ed infine a migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione – evidenzia Marilotti, che richiama tra gli interventi già adottati dal Governo in questo senso “fra le misure di sostegno alla liquidità e capitalizzazione delle imprese italiane, il rifinanziamento del Fondo rotativo per l’internazionalizzazione degli enti fieristici e delle start up innovative”, e gli sforzi in atto per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Relativamente a quest’ultimo sforzo, il relatore sottolinea l’auspicio che l’operazione interessi sempre di più anche “la rete diplomatico e consolare del Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, con interventi analoghi a quelli già in atto sugli archivi degli Uffici consolari all’estero”. (Inform)

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