CAMERA DEI DEPUTATI
La relatrice Patrizia Marrocco riferirà favorevolmente all’Assemblea
ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha concluso l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione del Trattato di assistenza giudiziaria in materia penale tra Italia e Senegal, fatto a Dakar il 4 gennaio 2018. Pervenuti i pareri favorevoli delle Commissioni Affari costituzionali, Giustizia, Bilancio e Finanze, la Commissione ha conferito alla relatrice Patrizia Marrocco (Fi-Ppe) il mandato di riferire favorevolmente all’Assemblea. Il provvedimento, già approvato in prima lettura dal Senato, è finalizzato a migliorare la cooperazione bilaterale nel campo dell’assistenza giudiziaria in materia penale, assicurando che essa si realizzi in modo rapido, efficace e in conformità con i princìpi del diritto internazionale, per rendere più efficace il contrasto della criminalità transnazionale. Vi sono precisati gli ambiti dell’assistenza giudiziaria in materia penale, fra cui la ricerca e identificazione di persone, la notificazione degli atti giudiziari, l’assunzione di testimonianze o dichiarazioni, la confisca di proventi illeciti, e circoscritto l’ambito di operatività del «principio della doppia incriminazione» ai soli casi in cui la richiesta di assistenza giudiziaria abbia ad oggetto l’esecuzione di perquisizioni, sequestri o altri atti che, per loro natura, incidano su diritti fondamentali delle persone. Al di fuori di tali ipotesi,è sancito che l’assistenza potrà essere prestata anche quando il fatto per cui procede lo Stato richiedente non sia previsto come reato nello Stato richiesto. Vi sono anche disciplinati i casi in cui possa essere previsto un rifiuto o un differimento dell’assistenza giudiziaria, includendovi, oltre a quelli previsti dalle norme pattizie internazionali, i casi in cui: la richiesta sia contraria alla legislazione dello Stato richiesto; si proceda per un reato politico o per uno di natura esclusivamente militare; si proceda per un reato punibile con una pena vietata dalla normativa nazionale e si abbiano fondati motivi che la richiesta possa essere strumentale a perseguire una persona per motivi di razza, sesso, religione, nazionalità od opinioni politiche. Il Trattato individua quindi nei rispettivi Ministeri della Giustizia le Autorità centrali designate dalle Parti, disciplina le forme e il contenuto della richiesta, le modalità per l’esecuzione della domanda di assistenza e per la notifica dei documenti, le misure per la localizzazione e identificazione di persone, le assunzioni probatorie, le modalità di trasferimento temporaneo di persone detenute e le misure di protezione per vittime e testimoni. Sono inoltre indicate le modalità di comparizione delle persone, la produzione di documenti, le perquisizioni, i sequestri e la confisca di proventi del reato, gli accertamenti bancari e finanziari, la possibilità di costituire squadre investigative comuni e le procedure per lo scambio di informazioni sui procedimenti penali e sulla legislazione. Disciplinate, infine, le modalità per garantire la riservatezza delle informazioni o delle prove fornite, la suddivisione delle spese tra le Parti e la composizione di eventuali controversie interpretative o applicative dell’accordo. Gli oneri derivanti dall’attuazione del provvedimento sono quantificati in 73.079 euro annui a decorrere dal 2023 (per trasferimenti, trasporto di cose, traduzioni, videoconferenze, ecc.), e vi si provvede mediante la corrispondente riduzione del Fondo speciale di parte corrente relativo al Ministero degli Esteri. (Inform)