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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Commissione Esteri ha avviato la discussione sulla mozione presentata da Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) a proposito di iniziative per il rafforzamento e la semplificazione dei servizi consolari

CAMERA DEI DEPUTATI

 

La mozione, co-firmata dalla deputata del Pd  Angela Schirò (ripartizione Europa), insiste in particolare sulla valorizzazione della rete consolare onoraria. Il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova assicura che il potenziamento della rete è “un obiettivo condiviso dal Governo” e apre alla riflessione per individuare soluzioni che rendano strutturali le risorse destinate a tali uffici

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha avviato la discussione sulla mozione presentata da Francesca La Marca (Pd, ripartizione America settentrionale e centrale) a proposito di iniziative per il rafforzamento e la semplificazione dei servizi consolari, riferite in particolare alla valorizzazione della rete consolare onoraria. Presentando la mozione, co-firmata dalla deputata democratica Angela Schirò (ripartizione Europa), La Marca ha sottolineato come le regole di prevenzione del contagio, adottate a causa della pandemia sia dalle autorità dei paesi di insediamento che da quelle diplomatiche, abbiano accresciuto le difficoltà del sistema dei servizi consolari, con conseguente allungamento dei tempi di attesa per appuntamenti e definizione delle pratiche, “anche quelle più semplici e necessarie – rileva, – come il rinnovo di un passaporto o di una carta di identità”. La deputata ribadisce come l’origine delle difficoltà sia in realtà dovuta alla “divaricazione sempre più ampia tra il numero degli iscritti all’Aire, quasi raddoppiati nel giro di quindici anni e oggi sulla soglia dei 6 milioni di connazionali, dispersi peraltro in circa 290 Paesi del mondo, e la contrazione della pianta organica del personale, che, a causa del blocco del turn over, nel giro di 10 anni ha perso poco meno di 1/3 dei suoi effettivi, passando per le sole aree funzionali da 3.657 unità a 2.575”. A tale riduzione si è associata inoltre quella “della rete dei consolati delle agenzie consolari, avvenuta negli anni scorsi a seguito della spending review – ricorda la deputata, ribadendo come una situazione così complessa necessiti ora di “riflessioni specifiche su una serie di piani, quali le politiche per il personale, la riforma dell’amministrazione all’estero, fatta propria dall’attuale governo nell’ambito della riforma generale della pubblica amministrazione, lo sviluppo dei progetti di digitalizzazione, l’aumento delle risorse da destinare alle strutture estere dello Stato italiano e altro ancora”. La mozione tuttavia “si concentra sulle possibilità di migliorare l’organizzazione della rete dei consolati onorari e di semplificare le attività quotidiane che sono a beneficio dei connazionali”, rete – segnala la deputata richiamando la sua esperienza in Canada – cui i connazionali possono rivolgersi evitando spostamenti di solito onerosi anche a livello di tempo. Per La Marca è necessario quindi che “in sede di Ministero degli Esteri vi sia un maggiore migliore riconoscimento della rete consolare onoraria, dando ai consoli l’indicazione di definire le modalità di un più dialogante rapporto con le figure onorarie, e stabilizzando e semplificando l’interazione con gli uffici consolari”. Gli interventi che la deputata propone, inoltre, “non comportano oneri aggiuntivi per il bilancio del Maeci”, specie se si considera che “ogni anno le obiettive esigenze di funzionamento della rete costringono gli uffici del Ministero a fare spostamenti interni” che generano una spesa ben superiore a quella attualmente destinata ai contributi ai consolati onorari – quantificata nella mozione in 200 mila euro. L’auspicio di La Marca è dunque che il Governo adotti “misure che possano dare un qualche sollievo, partendo dal basso, all’intero sistema dei servizi erogati connazionali all’estero”.

Nel corso della discussione, il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ringrazia le deputate per aver evidenziato “l’importanza della rete consolare per i servizi all’estero, il cui potenziamento costituisce un obiettivo condiviso dal Governo”, e ribadisce che “la rete consolare onoraria italiana nel mondo è una realtà di grande importanza per la nostra proiezione internazionale”. Tale rete onoraria si compone “ad oggi di 512 sedi, di cui 348 «operative», ossia con titolare nell’esercizio delle funzioni”. “Spetta alle Ambasciate e ai Consolati all’estero – ricorda, – in base alle esigenze e all’esperienza accumulata direttamente sul territorio, valutare periodicamente la necessità di adeguare la struttura della propria rete, proponendo l’eventuale nomina di funzionari onorari. La loro presenza – rileva Della Vedova – è tradizionalmente concentrata soprattutto nei Paesi a forte immigrazione italiana – sia come fenomeno storico, ad esempio l’America Latina, sia come destinazione della cosiddetta «nuova mobilità», ad esempio il Regno Unito – e in quelli interessati da consistenti flussi turistici dal nostro Paese. Vi sono, infine, diversi Uffici onorari in Paesi ove non è presente una nostra Ambasciata”.

“La Farnesina e la rete diplomatico-consolare di carriera valorizzano sempre più il ruolo degli Uffici consolari onorari, condividendo con essi informazioni, istruzioni e buone pratiche, anche con periodiche riunioni di coordinamento – sottolinea il Sottosegretario, che richiama in proposito una serie di videoconferenze già realizzate che hanno coinvolto 58 Uffici consolari onorari di Paesi europei, circa il 15% del totale, iniziativa che ci si propone di estendere a tutta la rete, prospettando “l’avvio di un processo di formazione continua a favore degli Uffici consolari onorari, ad esempio consentendo l’accesso alle video-lezioni in materia consolare, sinora disponibili solo per il personale di ruolo del Maeci”. “Inoltre, recentemente, gli Uffici onorari sono stati dotati di indirizzi di posta elettronica istituzionali e dedicati, anche al fine di conferire maggiore uniformità e autorevolezza nell’interazione con l’utenza e le Istituzioni – spiega Della Vedova, che ricorda poi il progetto del «funzionario itinerante», finalizzato “al dispiegamento presso gli uffici consolari onorari di postazioni mobili per la captazione dei dati biometrici ai fini del rilascio del passaporto”, “particolarmente efficace e apprezzato dall’utenza”. Proprio per questo è attualmente in corso – segnala – un’interlocuzione con l’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato per l’acquisizione di “ulteriori dispositivi, che saranno poi distribuiti in base alla effettiva necessità delle Sedi”.

In merito al tema delle risorse finanziarie, “i funzionari onorari non ricevono compensi ma possono richiedere un contributo per le spese di ufficio e di rappresentanza”; “negli ultimi anni – ricorda Della Vedova – le risorse messe a disposizione della Farnesina all’inizio dell’esercizio finanziario per questo fine non sono state sufficienti e si è dovuto ricorrere, in corso d’anno, a fondi provenienti da altri capitoli di spesa del Maeci”. Per questo motivo, egli prospetta la possibilità “di avviare una riflessione con le altre amministrazioni competenti per l’individuazione di soluzioni che rendano strutturali tali finanziamenti, anche a beneficio della tempestività e della regolarità dei corrispondenti flussi di pagamento verso i titolari degli uffici onorari”. “L’attuale assetto normativo prevede, inoltre, il rimborso diretto, da parte degli Uffici sovraordinati di prima categoria, di alcune specifiche spese tassativamente individuate, ovvero quelle postali, telegrafiche, telefoniche, e per sussidi ai connazionali – ricorda il Sottosegretario, sottolineando che  l’eventuale introduzione di ulteriori categorie di spesa da ammettere a rimborso diretto, oltre a richiedere una modifica di legge, rischierebbe “di incidere direttamente sull’equilibrio finanziario delle Sedi di prima categoria, comportando al contempo un ulteriore appesantimento delle procedure burocratiche in capo agli Uffici onorari, a causa delle rigide regole che normano la contabilità di Stato”. Peraltro “alcune di queste fattispecie – spese di rappresentanza, uso di sedi – sono già «rendicontabili» a valere sul contributo forfettario eventualmente concesso dal Maeci – spiega il Sottosegretario, che ricorda come tale rendicontazione possa già comportare “un aggravio delle attività dei funzionari onorari, nonché delle Sedi sovraordinate di prima categoria, adibite al loro controllo”, pur essendo comunque necessaria per “la creazione di un sistema più chiaro e trasparente, che vada al di là della mera autocertificazione delle spese sostenute da parte del funzionario onorario, come accadeva in precedenza”.

“La Farnesina è comunque disponibile, nell’ambito del dialogo continuo con i Consoli onorari, a valutare eventuali proposte volte al miglioramento delle procedure attualmente in vigore, al fine di rendere più snella ed efficace l’erogazione dei contributi alla rete onoraria – assicura Della Vedova, che si sofferma in ultimo sulla richiesta di innalzare il limite di età per lo svolgimento delle funzioni onorarie, attualmente fissato per legge a settanta anni. La valutazione in questo caso deve poter bilanciare “il vantaggio che in alcuni specifici casi eccezionali potrebbe derivare dalla possibilità di continuare ad avvalersi per un periodo limitato dell’operato di funzionari già esperti, con l’esigenza di mantenere la prospettiva di un naturale ricambio generazionale – rileva il Sottosegretario.

Di seguito interviene Elisa Siragusa (Misto, ripartizione Europa) che esprime riserve sulla proposta di elevare a 75 anni il limite di età compatibile con la nomina all’incarico di console onorario e di reintrodurre il sistema di rendicontazione forfettaria delle spese, questioni che invita ad approfondire con una serie di audizioni, eventualmente anche nella sede di un Comitato permanente.

La Marca ribadisce invece che il limite dei 70 anni, introdotto nel 1967, risulta ormai del tutto “anacronistico e inadeguato”, mentre la reintroduzione del rimborso forfettario risulterebbe opportuna per la riduzione dell’onere amministrativo che attualmente grava sui consoli onorari.

Il presidente della Commissione, Piero Fassino, ricorda infine che tra le norme approvate in sede di legge di bilancio per il 2021 è previsto anche l’incremento delle risorse destinate al personale consolare, ed evidenzia che lo svolgimento di un ciclo audizioni si inserirebbe in un calendario dei lavori già molto intenso. Per questo propone di sviluppare il tema in oggetto limitando le audizioni ai rappresentanti della competente Direzione Generale del Maeci. Il seguito dell’audizione viene quindi rinviato ad altra seduta. (Inform)

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