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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Commissione Esteri – Difesa del Senato al lavoro sul documento relativo sullo stato di attuazione del Piano Mattei

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

ROMA – Presso la Commissione Esteri-Difesa del Senato si svolgono le audizioni sullo stato di attuazione del Piano Mattei, con relazione aggiornata al 30 giugno 2025. Neo giorni scorsi il Presidente della III Commissione Stefania Craxi (FI), in qualità di relatore, aveva illustrato il documento rilevando che questa Commissione è chiamata all’esame della seconda Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, ai sensi di quanto previsto dal decreto-legge n. 161 del 2023 recante disposizioni urgenti per lo sviluppo del Piano in Stati del Continente africano. La relatrice ha rilevato come nell’introduzione al documento venga innanzitutto ricordato come l’azione italiana verso l’Africa, di cui il Piano Mattei rappresenta una strategia di medio e lungo periodo, si sia situata nel suo primo anno di attuazione in un contesto geopolitico in grande mutamento, segnato da un crescente numero di crisi che hanno interessato l’area del Mediterraneo, dall’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente all’instabilità dello Yemen e del Mar Rosso, fino alla caduta del regime di Assad in Siria. Si tratta di un contesto di instabilità che interessa un’area contigua e strettamente connessa a quella africana e che ha un impatto diretto su molteplici ambiti cruciali per lo sviluppo del Continente africano, ma anche sulla realtà europea. La sfida nell’attuazione del Piano Mattei per l’Italia poggia sulla capacità di lavorare su progetti concreti sulla base di un partenariato paritario e di una logica di crescita condivisa, moltiplicando gli sforzi per mantenere l’Africa al centro della politica estera del nostro Paese, nella consapevolezza che le sfide del Continente africano assumono un valore strategico fondamentale anche per l’area mediterranea ed europea. Craxi ha poi segnalato come le linee di azione del Piano illustrate nella relazione si siano mosse con l’obiettivo di estendere l’ambito d’azione del Piano Mattei, in controtendenza rispetto alla tendenziale e universale attitudine di questo periodo alla riduzione degli aiuti pubblici allo sviluppo, nonché di sviluppare i partenariati e le sinergie a livello internazionale e di intervenire sulla questione del debito in Africa, sia sul piano bilaterale che multilaterale. Con riferimento agli strumenti finanziari e alla cooperazione con le Istituzioni finanziarie internazionali, la Relazione ricorda la sottoscrizione di un accordo quadro di co-finanziamento con la Banca Mondiale per l’individuazione di iniziative e programmi da sostenere in settori e Nazioni africane di interesse comune, l’aumento dei contributi italiani per il rifinanziamento triennale dell’International Development Association (IDA), uno dei principali strumenti di finanziamento per lo sviluppo dei Paesi più poveri, nonché l’approfondimento della collaborazione con la Banca Africana di Sviluppo. Rilevanti in questo ambito sono stati anche la costituzione della piattaforma di co-investimento denominata Growth and Resilience Platform for Africa (GRAF) quale strumento di sostegno della crescita del settore privato africano negli ambiti della sicurezza alimentare, delle piccole e medie imprese locali e delle infrastrutture sostenibili, e l’avvio del programma di sostegno finanziario denominato Transforming and Empowering Resilient and Responsible Agribusiness (TERRA) per lo sviluppo e la transizione sostenibile in molte delle realtà africane coinvolte nel Piano. Fra gli ulteriori strumenti finanziari sviluppati in tale ambito, la Relazione ricorda altresì la “Misura Africa” di SIMEST, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene la crescita delle imprese italiane attraverso l’internazionalizzazione della loro attività, per il sostegno di 90 progetti di PMI italiane in Africa, oltre agli importanti investimenti nei Paesi del Piano Mattei di SACE, il Gruppo assicurativo-finanziario italiano, direttamente controllato dal Ministero dell’economia e delle finanze, specializzato nel sostegno alle imprese e al tessuto economico nazionale, con il coinvolgimento di circa 200 imprese italiane in numerosi settori produttivi.  Rilevante è stato altresì l’impegno per integrare gli obiettivi del Piano Mattei nella strategia italiana di partecipazione ad altre Banche e ai Fondi multilaterali di sviluppo e per sostenere gli interventi nel Continente africano da parte della Banca Europea per gli Investimenti. In relazione alla Governance del Piano, la relazione informa come nel secondo semestre del 2024 sia stato completato il percorso di adattamento della struttura per la gestione delle risorse del Fondo Italiano per il Clima destinate all’attuazione dei progetti del Piano Mattei. Avviata inoltre una riflessione comune sul tema della formazione professionale con Confindustria, mentre è stata rafforzata l’interlocuzione con il Coordinamento italiano delle Diaspore (CIDCI) che ha fra l’altro portato alla presentazione di due nuove iniziative progettuali in Ghana e Mozambico. La relatrice ha inoltre segnalato come nel corso del 2025 siano, inoltre, proseguite le iniziative per l’internazionalizzazione del Piano Mattei per l’Africa, nella convinzione che il successo dell’iniziativa dipenda anche dalla capacità di costruire collaborazioni concrete ed efficaci con i partner internazionali, in una logica di condivisione degli sforzi e dei progetti. In tal senso il documento richiama il consolidamento della cooperazione con il Global Gateway dell’Unione europea, in particolare per lo sviluppo progettuale del Corridoio di Lobito, la via di comunicazione privilegiata per collegare l’Africa da occidente a oriente al fine di stimolare la crescita economica, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile del Continente. Ulteriore menzione viene data al contributo italiano all’iniziativa del G7 denominata Adaptation Accelerator Hub per il sostegno delle Nazioni in via di sviluppo più vulnerabili nell’attuazione di misure di adattamento climatico. Craxi ha inoltre rilevato come la relazione dia conto delle missioni della Struttura del Piano Mattei nelle Nazioni coinvolte (Algeria, Repubblica del Congo, Tunisia, Kenya, Costa d’Avorio e Marocco), con l’obiettivo di accelerare l’attuazione di alcuni di progetti già identificati come prioritari, nonché di individuare nuove iniziative progettuali di concerto con le autorità locali. Al contempo, il Coordinatore della Struttura di Missione del Piano ha promosso l’avvio o la continuazione del dialogo con alcuni responsabili istituzionali di Nazioni interessate dal Piano (Mauritania, Senegal, Tanzania e Mozambico) al fine di pianificare le attività per la valutazione di aree prioritarie di intervento nelle rispettive realtà territoriali. Da ultimo, la Relazione offre un quadro di sintesi dell’avanzamento delle iniziative progettuali del Piano nell’ambito del settore agroalimentare (in particolare in Algeria, Costa d’Avorio, Ghana, Mozambico, Repubblica del Congo, Senegal, Tunisia e Tanzania), sanitario (in particolare in Costa d’Avorio ed Etiopia), energetico (principalmente in Africa del Nord, in Kenya, nella Repubblica del Congo, in Mozambico, in Egitto e in Tunisia), dell’istruzione (con riferimento ai progetti in Costa d’Avorio, Algeria, Tunisia, Etiopia, Egitto e Marocco), infrastrutturale e dell’acqua (richiamando iniziative in Etiopia, Repubblica del Congo, Tunisia, Zambia, Angola, Kenya e Tanzania). Craxi ha infine rilevato come il merito politico del  Piano Mattei sia quello di aver nuovamente posto l’Africa al centro dell’agenda italiana ed europea e di averlo fatto attraverso un modello operativo condiviso, supportato da una visione d’insieme, nella consapevolezza che molte delle opportunità e dei rischi per l’Italia, per l’Unione europea e per l’intera area del Mediterraneo abbiano origine in Africa, in quel composito e straordinario mosaico di contraddizioni e ricchezza che quell’universo di umanità racchiude. Per la relatrice il Piano Mattei intende porsi quale modello di condivisione e valutazione delle priorità di intervento multisettoriali, in una ottica di rispetto reciproco con i Paesi beneficiari, di condivisione di responsabilità, di visione prospettica e di costruzione dei necessari strumenti operativi, sinergicamente aperto ai contributi, anche finanziari, che potranno provenire anche dall’Unione europea, dalle Organizzazioni internazionali, dalle Banche internazionali di investimento e sviluppo e dai partner privati, forti della consapevolezza che rafforzare l’Africa significa rafforzare anche l’Europa e costruire condizioni per una stabilità comune. (Inform)

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