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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La Commissione Esteri della Camera ha esaminato il provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra Italia e Camerun

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La Commissione Esteri della Camera dei deputati ha cominciato l’esame del provvedimento di ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnica tra Italia e Camerun, fatto a Yaoundé il 17 marzo 2016. Ad illustrare il testo il relatore Paolo Formentini (Lega) che ha ricordato come un disegno di legge analogo fosse stato presentato al Senato nel corso della XVIII legislatura senza poter completare il suo iter di esame a causa della conclusione anticipata della stessa. Sottolinea poi la crescente intensità delle relazioni fra i due Paesi in materia di insegnamento universitario, formazione tecnica e insegnamento della lingua italiana, testimoniato anche dalle nuove intese sottoscritte fra università in occasione della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Camerun, svoltasi nel marzo 2016.

Secondo l’anagrafe del Ministero dell’Università e della ricerca, nell’anno accademico 2016/2017 – ultimo dato disponibile – risultavano iscritti presso gli atenei italiani 2.408 studenti camerunensi, che costituiscono il più folto gruppo di studenti africani – evidenzia il relatore, segnalando anche l’inserimento dell’insegnamento della lingua italiana introdotto nel 2011 nel sistema educativo camerunese e offerto presso 66 istituti scolastici. Per l’anno 2014/2015 gli studenti nelle scuole locali erano 3.335 e quelli universitari 1.341, per un totale di 4.676.

Il Camerun, ricco di risorse naturali e di un riconosciuto capitale umano, è alla ricerca del trasferimento di conoscenze necessario per passare da un’economia ancora prevalentemente basata sull’esportazione di materie prime e derrate agricole ad un’economia di trasformazione industriale – osserva Formentini, rilevando come ciò lo renda un partner ideale dell’Italia, anche grazie ai vantaggi previsti dal quadro normativo camerunese introdotto a partire dal 2013.

Il provvedimento definisce i settori di intervento dell’intesa, concernenti lo sviluppo dei sistemi di istruzione superiore in campo scientifico, tecnologico, letterario, culturale, artistico e sportivo e dell’informazione, in modo da contribuire ad una migliore conoscenza reciproca tra i popoli dei due Stati e tra le loro culture. È previsto che ciascuna Parte valuti la possibilità di introdurre nei propri programmi d’insegnamento nozioni che permettano una migliore conoscenza dell’altra Parte e che le medesime Parti avviino discussioni finalizzate alla definizione delle equipollenze tra i diplomi e i titoli universitari rilasciati dai due Paesi. Si offrono inoltre, nel limite delle risorse a disposizione, borse di studio e di perfezionamento nei settori concordati tra le Parti, e si garantisce agli specialisti, agli universitari, ai ricercatori e agli insegnanti di ciascuna Parte l’accesso a biblioteche, archivi, musei, laboratori di ricerca e organismi culturali dell’altra Parte. Si favorisce anche la collaborazione tra le rispettive istituzioni archivistiche. Si favorisce poi la collaborazione nei settori museale e nella conservazione del patrimonio culturale e artistico, gli scambi di libri, riviste e oggetti diversi da quelli presenti nei musei. Ulteriori impegni riguardano la collaborazione tecnica e lo scambio di programmi culturali tra le stazioni radio e la televisione, lo scambio e la diffusione di materiale d’interesse educativo o documentario, la cooperazione nel campo delle arti dello spettacolo, lo scambio di esperti e artisti per spettacoli, la collaborazione sportiva, gli scambi nel settore giovanile e in ambito giornalistico. Ad una Commissione mista, destinata a riunirsi alternativamente in Italia e in Camerun, viene demandato il compito di esaminare il progresso della cooperazione culturale, scientifica e tecnologica bilaterale e di stipulare protocolli esecutivi pluriennali. È prevista una spesa autorizzata per complessivi 230 mila euro annui a decorrere dall’anno 2023 e valutati in 10.560 euro ogni tre anni a decorrere dall’anno 2025, cui si provvede mediante riduzione del fondo speciale di parte corrente, utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero degli Esteri. Il provvedimento viene trasmesso alle Commissioni competenti per l’espressione dei pareri e il seguito dell’esame viene rinviato ad altra seduta. (Inform)

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