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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

La celebrazione in Senato. Le conclusioni del presidente Pietro Grasso

GIORNO DEL RICORDO

 

ROMA – E’ stato il presidente del Senato, Pietro Grasso, a concludere la celebrazione del “Giorno del Ricordo”, solennità nazionale in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. La commemorazione si è tenuta nell’Aula di Palazzo Madama oggi, mercoledì 10 febbraio, alla presenza della presidente della Camera, Laura Boldrini.

Nel corso della cerimonia sono state premiate le scuole vincitrici del Concorso nazionale “10 Febbraio. Identità e memoria”, organizzato dal ministero dell’ Istruzione, Università e Ricerca.

“Contro ogni reticenza ideologica, ogni rimozione interessata o anche solo diplomatica, superando le strumentalizzazioni che in passato hanno reso ancora più difficile parlare di questo pezzo importante di Storia, negli ultimi anni -ha detto tra l’altro il presidente del Senato – si è operato per una riconciliazione con le popolazioni di Slovenia e Croazia, alle quali non si può certo ascrivere alcuna responsabilità per un passato che non hanno vissuto, e con la cui eredità storica, una volta divenuti stati indipendenti, hanno rotto optando per una democrazia di ispirazione europea”.

“Per giungere a saldare questa frattura storica – ha aggiunto Grasso – è stato necessario, prima di tutto, un impegno di verità e lo sforzo, da entrambe le parti, di mantenere una visione complessiva e imparziale di un’epoca storica caratterizzata da opposti totalitarismi; per gli stati ex-jugoslavi è stato necessario riconoscere il calvario patito dagli italiani e le brutalità delle più spietate fazioni titine nei loro confronti; per quanto riguarda noi, elaborare una severa riflessione sulle colpe del fascismo, sui crimini e sulle sofferenze inflitte alla minoranza slovena e croata negli anni bui della dittatura. Grazie a questo riavvicinamento, adesso possiamo finalmente guardare in avanti riconoscendoci compagni di viaggio nel comune destino europeo”. (Inform)

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