CGIE
Durante il dibattito si è parlato della possibilità di ripetere l’evento entro il 2018. La seduta è stata aperta dall’intervento dell’europarlamentare Silvia Costa
ROMA – Il dibattito al Cgie sulla celebrazione del XX anniversario della Conferenza delle donne in emigrazione si è aperto con l’intervento di Silvia Costa, coordinatrice del Gruppo Socialisti & Democratici (S&D) alla Commissione Cultura del Parlamento Europeo, che ha in primo luogo sottolineato come in Europa gli italiani, le persone di origini italiana e le nuove mobilità giovanili rappresentino una realtà in aumento. La Costa , dopo essersi complimentata con il Cgie per l’ottimo lavoro compiuto sulla riforma degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero anche in vista delle esigenze delle nuove mobilità, ha evidenziato come la nuova legge elettorale non appaia in linea con la norma sulla circoscrizione Estero che si prefiggeva l’elezione dei connazionali dei nel mondo.
Silvia Costa ha poi ricordato la Conferenza sulle Donne del 1997 e l’importante apporto all’evento delle donne all’estero che nel mondo svolgono un ruolo di mediazione culturale. Un incontro, quello di 20 anni fa, da cui scaturì un documento finale in cui si chiedeva l’impegno al Governo e al Cgie per ampliare la rappresentanza di genere e per promuovere ricerche sulle donne in emigrazione. La Costa a poi rilevato come in Europa si stia lavorando sia ad un’agenda che metta al primo posto l’integrazione delle donne nel mercato del lavoro, garantendo pari retribuzioni fra uomo e donna, sia ad una direttiva comune sull’asilo. L’europarlamentare si è anche soffermata sull’importanza della Convenzione di Istanbul contro tutte le forme di violenza, sfruttamento e tratta delle donne. Un documento che il nostro Paese ha ratificato.
“Penso che oggi – ha affermato la Costa – noi dobbiamo imparare dai documenti finali della vostra plenaria dove troviamo quelle che sono le nuove frontiere dell’essere, una rappresentanza di uomini e donne che vivono l’esperienza della identità, della cultura e della storia italiana ma in un contesto che rende cittadini nel mondo”
L’europarlamentare ha anche parlato sia l’anno Europeo del patrimonio culturale, materiale immateriale digitale e paesaggistico, un’occasione che si terrà nel 2018 e consentirà di rilanciare in tutti i continenti la nostra grande eccellenza, sia del Forum Europeo della Cultura, che avrà luogo il 7 e l’8 dicembre a Milano. “Questo evento – ha spiegato Silvia Costa – ci darà la grande opportunità di mettere in rete gli istituti di cultura europei, nella logica di avere la consapevolezza che esiste una identità culturale europea che può ritrovarsi, rafforzarsi e essere anche più vicina alla valorizzazione delle nostre tradizioni e interpretazioni della cultura. A Milano – ha aggiunto – sarà presentata, proprio de Federica Mogherini, la nuova strategia per la cultura in tutte le relazioni internazionali europee. Penso che questa sia una grande occasione che può coinvolgere il Cgie, i Comites, le nostre associazioni, le università e le reti fra i ricercatori. Ci sarà un nuovo programma di mobilità internazionale europeo. Noi potremo pensare, insieme al Parlamento e al Consiglio Generale, come fare di tutto questo una forza per gli italiani nel mondo e per tutto ciò che esprime di meglio del made in Italy”.
Ha poi preso la parola il vice segretario Generale per i Paesi Anglofoni Extraeuropei Silvana Mangione. “La conferenza di 20 anni fa un momento meraviglioso. Oggi – ha aggiunto – siamo arrivate all’innovazione totale e ad una realtà di italiane all’estero che sono esponenti fra le migliori della nostra mobilità. Lo vediamo nel paese in cui vivo dove c’è questo arrivo di donne eccezionali che si inseriscono in maniera meravigliosa nel tessuto della ricerca e della sperimentazione e in qualunque ambito importante della società. L’idea potrebbe essere di realizzare la Conferenza nel 2018, all’intermo di quanto ci ha annunciato l’onorevole Costa, perché la donna è produttrice di cultura, trasmette cultura ed è creatrice di bellezza”.
“Quindi potremo studiare l’evento – ha proseguito Silvana Mangione – come momento dell’anno prossimo, all’interno delle iniziative europee, preparandolo capillarmente con incontri volti ad identificare i temi di interesse… Credo che potrebbe diventare un momento magico di ridefinizione della presenza delle donne all’intermo delle strutture democratiche non soltanto dei paesi maturi dal punto di vista della democrazia, ma anche di quelli che stanno crescendo”. Il vice segretario generale ha anche annunciato la ricostituzione del Gruppo Donne del Cgie che avrà come coordinatrice la professoressa Edith Pichller.
Dopo l’intervento del consigliere Guillermo Ignacio Rucci (Argentina), che ha ricordato la necessità di risolvere il problema della mancata trasmissione della nostra cittadinanza ai figli di donne italiane nati prima del 1948, la dirigente Rai e segretaria generale della Comunità radiotelevisiva italofona Loredana Cornero ha proposto la collaborazione, della componente femminile presente nelle radio e nelle televisioni in lingua italiana nel mondo, per la preparazione dell’evento sulle donne da tenersi nel 2018. “Il tema della rappresentazione femminile, della presenza delle donne in emigrazione e immigrazione – ha spiegato la Cornero – non è un problema di presenza , ma di mancanza. Quello che manca in tutti i nostri ambiti è il punto di vista delle donne, che deve essere valutato ed ascoltato allo stesso modo di quello degli uomini”.
Dal canto suo Gaetano Calà (Anfe) ha proposto la realizzazione, nell’ambito dell’evento del 2018, di un progetto volto al recupero della memoria domestica dell’emigrazione italiana nel mondo. Un’iniziativa che potrebbe essere portata avanti dal Forum delle Associazioni Italiane nel Mondo. Ha poi preso la parola la consigliera Simonetta Del Favero (Germania) che ha ricordato il caso delle “vedove bianche”, cioè delle tante donne che rimanevano in Italia ad aspettare i loro mariti emigrati. Per la consigliera quando si parla di nuova mobilità si rischia di nascondere dietro questo termine quello che ancora caratterizza ai giorni nostri il fenomeno dell’emigrazione, ovvero che si va all’estero anche per cercare lavori umili. Una situazione in cui le donne sicuramente sono presenti. “Mi piacerebbe – ha aggiunto Simonetta Del Favero dopo aver sottolineato la necessità di rivalutare il ruolo delle donne in emigrazione – che il Gruppo Donna venisse visto come un riconoscimento alla figura di donna madre, moglie, lavoratrice e professionista, perché è un mondo che va valutato per tutto quello che dà alla società”.
Dopo l’intervento di Gianluca Lodetti (Cisl) che ha sottolineato l’esigenza di approfondire ed unire nei prossimi eventi le due esperienze delle donne emigrate e di quelle immigrate, Maria Chiara Prodi (Francia) ha parlato dell’importanza di incrementare la partecipazione delle donne nella prossima conferenza mondiale dei giovani italiani all’estero. La Prodi ha anche rilevato come in questi ultimi 20 anni vi siano stati grandi cambiamenti culturali che hanno portato gli uomini delle nuove generazioni ad essere più aperti alla condivisione dei compiti ed alla collaborazione con le donne.
E’ poi intervenuto il direttore generale del Maeci per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie Luigi Maria Vignali che ha sottolineato come il ruolo delle donne in Italia e all’estero e nelle nostre correnti di emigrazione non sia ancora stato raccontato e sviluppato per le potenzialità che offre . Un tema , quello delle donne, che secondo Vignali, si presenta in tutta la sua attualità, anche in considerazione del fatto che domani si celebra la Giornata internazionale per la sensibilizzazione della violenza contro le donne. “Si tratta di un tema – ha spiegato il direttore generale – di forte impronta che dobbiamo assolutamente recuperare. Quindi mi compiaccio per la ricostituzione del Gruppo Donne, annunciata in questa riunione del Cgie, e mi auguro che questo possa portare ad un recupero di iniziativa, anche concreto, di tipo operativo e organizzativo, non solo per celebrare il ventennale di una splendida iniziativa, ma per perpetuare questo evento già dall’anno prossimo. In questo senso, – ha continuato Vignali – raccogliendo l’invito del segretario generale del Cgie, provo a dare qualche indicazione di percorso per l’individuazione delle basi di partenza di questa iniziativa.. Il primo tema è quello dei racconti, delle testimonianze, del filo di quelle storie non scritte che, come ci ha raccontato nel dibattito l’onorevole Costa, rappresentano il patrimonio più prezioso delle donne in emigrazione… Oltre alla testimonianza – ha proseguito il direttore generale – un secondo tema è quello delle reti delle donne che esistono in Italia e all’estero e che andranno coinvolte nel progetto. Se queste sono le basi di partenza, i racconti e le reti, vedo poi quattro aree per sviluppare la tematica . Innanzi tutto la trasmissione dei valori, della cultura e il sistema Paese in cui le donne hanno un ruolo fondamentale rappresentando davvero un valore aggiunto. … Un secondo tema è quello della nuova mobilità. Ci piacerebbe vedere la nuova mobilità in una prospettiva di genere per capire qual è il contributo delle donne a tutto questo e come si inseriscono nelle correnti di viaggio e emigrazione … c’è poi il terzo filone delle donne giovani”. Un aspetto che, per Vignali, potrebbe trovare spazio e connessioni nella nuova Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Il quarto tema individuato dal direttore generale è quello di una maggiore presenza e ruolo delle donne nell’ambito della stagione di rilancio dell’associazionismo italiano nel mondo. “Proprio per le reti che abbiamo ricordato, per la loro capacità di essere veicolo di integrazione e di trasmissione alle nuove generazioni, le donne – ha spiegato Vignali – possono giocare in questo ambito un ruolo sempre più importante”.
Da segnalare infine il saluto del presidente del consiglio dei rumeni nel mondo Marius Livanu che ha rilevato l’importanza della collaborazione con il Cgie. Livanu ha inoltre ricordato come oggi tanti rumeni che hanno preso i Italia la cittadinanza tornino in Romania diventano italiani all’estero. Auspicata infine la creazione di Consiglio Generale europeo che unisca i consigli generali dei vari paesi. (G.M. – Inform)