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La Caritas diocesana di Roma inaugura il Centro di Accoglienza “Santa Bakhita”, un luogo di accoglienza e dignità per le mamme con bambini protetti internazionali

SOCIETA’

Interverranno monsignor Andrea Carlevale, vescovo ausiliare per il settore Sud della diocesi; Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali di Roma Capitale; Giustino Trincia, direttore della Caritas di Roma

 

ROMA – Venerdì 26 giugno, alle ore 11, la Caritas diocesana di Roma inaugura il Centro di Accoglienza “Santa Bakhita” ad Acilia (via delle Case Basse, 48). Dopo un importante intervento di ristrutturazione, tornerà disponibile il servizio che offre accoglienza, supporto e percorsi di inclusione a mamme con bambini, richiedenti e titolari di Protezione Internazionale. Il centro nasce per accompagnare persone e famiglie che vivono situazioni di fragilità, custodendo la dignità di ciascuno e creando le condizioni per un cammino di maggiore autonomia. Non solo uno spazio abitativo, ma una casa in cui sentirsi accolti, ascoltati e sostenuti. Il complesso, di proprietà della diocesi di Roma, è stato interessato da un importante intervento di riqualificazione strutturale, realizzato grazie al contributo della Fondazione Caritas Roma. Ambienti rinnovati, più belli e curati, diventano così un segno concreto di speranza, serenità e attenzione verso le persone che li abitano e verso quanti, operatori e volontari, ne accompagnano ogni giorno il percorso. L’inaugurazione sarà un momento di festa e condivisione per la comunità delle famiglie residenti, dei volontari e per le parrocchie del territorio. Dopo il saluto e il ringraziamento di Giustino Trincia  direttore della Caritas di Roma, interverrà monsignor Andrea Carlevale , vescovo ausiliare per il settore Sud della diocesi di Roma. Seguirà la testimonianza di una mamma accolta nel Centro Santa Bakhita, che racconterà il significato di vivere in un luogo pensato per proteggere, accompagnare e riaprire possibilità. Concluderà il programma l’intervento istituzionale di Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali e alla salute di Roma Capitale. Già dal 1995 la Caritas di Roma, vista la difficoltà delle donne rifugiate, sole e con bambini, aveva aperto un Centro di accoglienza prima presso un appartamento a Colli Aniene, poi trasferito a Monteverde nel 2010 e dal 2017 ad Acilia. Il centro prende il nome da santa Giuseppina Bakhita (1869-1947), religiosa canossiana sudanese che conobbe la schiavitù prima di trovare nella fede un percorso di libertà e riscatto. La sua storia continua a rappresentare un segno di speranza per molte delle donne accolte, che spesso portano con sé esperienze di sofferenza, persecuzione o migrazione forzata. Il Centro è in convenzione con il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), la rete dedicata all’accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati e titolari di altre forme di protezione internazionale. Coordinato dal Ministero dell’Interno e realizzato dagli enti locali in collaborazione con il Terzo Settore, il SAI rappresenta il secondo livello del sistema nazionale di accoglienza e ha l’obiettivo di accompagnare le persone accolte verso una progressiva autonomia.  Oltre all’ospitalità materiale, il centro garantisce servizi di orientamento legale, supporto sanitario, insegnamento della lingua italiana, formazione professionale, inserimento lavorativo e accompagnamento all’autonomia abitativa. L’obiettivo non è soltanto offrire protezione, ma favorire l’inclusione sociale e la piena partecipazione alla vita della comunità. La struttura dispone oggi di 41 posti di accoglienza, destinati prevalentemente a nuclei monoparentali composti da madre e figli. L’accoglienza si sviluppa attraverso un percorso personalizzato che accompagna ciascuna beneficiaria verso l’autonomia personale, sociale, lavorativa e abitativa. (Inform)

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