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La Biennale d’Architettura di Venezia rende omaggio a Lina Bo Bardi con il Leone d’oro speciale alla memoria

ITALIANI ALL’ESTERO

Riconoscimento all’architetta, designer, scenografa, artista e critica italiana naturalizzata brasiliana

 

 

VENEZIA – A Lina Bo Bardi  – architetta, designer, scenografa, artista e critica italiana naturalizzata brasiliana –  il Leone d’Oro speciale alla memoria della XVII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, che sarà inaugurata il prossimo  22 maggio. Il riconoscimento a Lina Bo Bardi (Roma, 5 dicembre 1914 – San Paolo, 20 marzo 1992), è stato deliberato dal Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia su proposta di Hashim Sarkis, curatore della Biennale Architettura 2021.

Sarkis ha motivato così la sua proposta: “Se esiste un architetto che meglio di ogni altro rappresenta il tema della Biennale Architettura 2021 questa è Lina Bo Bardi  – La sua carriera di progettista, editor, curatrice e attivista ci ricorda il ruolo dell’architetto come coordinatore (convener) nonché, aspetto importante, come creatore di visioni collettive. Lina Bo Bardi incarna inoltre la tenacia dell’architetto in tempi difficili, siano essi caratterizzati da guerre, conflitti politici o immigrazione, e la sua capacità di conservare creatività, generosità e ottimismo in ogni circostanza. Tra le sue opere spiccano edifici imponenti che con il loro design coniugano architettura, natura, vita e comunità. Nelle sue mani l’architettura diviene effettivamente una forma di arte sociale capace di favorire l’incontro. L’esempio più alto di questa attitudine è il progetto del Museo di San Paolo, emblematico per la sua capacità di creare uno spazio pubblico per l’intera città, di realizzare spazi interni flessibili e di essere adatto a ospitare esposizioni sperimentali e inclusive, come quelle della stessa Bo Bardi. I titoli delle mostre che vi si sono svolte (“The House as Soul”, “The Dignity of Architecture”, “The Hand of the Brazilian People”) valgono da soli a illustrare molto efficacemente la capacità dell’architettura di unire le persone. Il Leone d’Oro speciale alla memoria a Lina Bo Bardi rappresenta il riconoscimento, dovuto ormai da tempo, di una prestigiosa carriera sviluppatasi tra Italia e Brasile e di un contributo volto a riconsiderare il ruolo dell’architetto come facilitatore della socialità. Rappresenta infine il tributo a una donna che rappresenta semplicemente l’architetto nella sua migliore accezione”.

L’Instituto Bardi-Casa de Vidro  di San Paolo del Brasile ringrazia La Biennale di Venezia “per la sua visione nel riconoscere oggi una donna generosa e poliedrica che ha raggiunto in vita così tante persone e continuerà a essere di ispirazione per molte generazioni a venire”. “Nella sua vita e attraverso la sua opera straordinaria – prosegue l’Instituto Bardi – Lina Bo Bardi ha affrontato costantemente la domanda centrale della Mostra Internazionale di Architettura di quest’anno: How will we live together? Purtroppo, come è stato per gli spazi pubblici in tutto il mondo, la pandemia globale ha minato la fruizione dei luoghi iconici da lei progettati in Brasile che da decenni servono comunità e cittadini. In tal senso, la ricezione di questo premio ribadisce la responsabilità dell’Instituto Bardi di trasmettere al pubblico l’importanza dei materiali d’archivio e del lavoro svolto dalla coppia Bardi per tutta la vita, animando così un discorso significativo sul ruolo sociale dello spazio edificato. Ci auguriamo che l’edizione 2021 della Biennale Architettura – piuttosto che accrescere la popolarità di Lina Bo Bardi come icona dell’architettura – contribuisca a contestualizzare e comunicare ancora meglio la profondità della sua visione critica del mondo: prendersi sempre cura di coloro culturalmente meno rappresentati, sempre consapevole dell’importanza della diversità nell’arte e nell’architettura e impegnata in un approccio multidisciplinare a un’architettura che tiene insieme persone di ogni ceto sociale. Il Leone d’Oro Speciale del 2021 risuona per l’impatto delle stesse parole dell’architetto: la vita e l’opera di Lina Bo Bardi non appartengono al passato, ma decisamente al presente. In effetti, -conclude l’Instituto Bardi – sembrano più che mai attuali, come simbolo del patrimonio architettonico e umano”. (Inform)

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