UNESCO
Il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli: “Un riconoscimento alla concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti”
ROMA – “Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti, nata e sviluppata dal movimento Comunità e qui pienamente portata a compimento, in cui il benessere economico, sociale e culturale dei collaboratori è considerato parte integrante del processo produttivo”: così il ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Alberto Bonisoli, ha commentato l’iscrizione di “Ivrea Città Industriale del XX Secolo” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
La decisione è avvenuta durante i lavori del 42° Comitato del Patrimonio Mondiale in corso a Manama in Bahrein.
Ivrea – si legge nella nota diffusa dal Mibac in proposito – rappresenta un esempio distintivo della sperimentazione di idee sociali e architettoniche sui processi industriali, e un’esperienza innovativa di produzione industriale di livello mondiale che guarda in special modo al benessere delle comunità locali. Fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, la città industriale di Ivrea è un progetto industriale e socio-culturale del XX secolo. La maggior parte del suo sviluppo avvenne nel periodo degli anni ’30 e ’60 sotto la direzione di Adriano Olivetti, periodo in cui l’azienda Olivetti produceva macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche e computer. La forma della città e dei suoi edifici urbani sono stati progettati da alcuni dei più noti architetti e urbanisti italiani di quel periodo. La città è composta da edifici per produzione, amministrazione, servizi sociali e usi residenziali, che riflettono le idee del Movimento Comunità. Ivrea rappresenta quindi un significativo esempio delle teorie dello sviluppo urbano e dell’architettura del XX secolo in risposta alle trasformazioni industriali e sociali, inclusa la transizione dalle industrie meccaniche a quelle digitali.
La perimetrazione comprende il perimetro dell’area destinata al progetto industriale olivettiano, includendo gli edifici della produzione, gli uffici, i servizi (asilo nido, mensa, servizi sociali), le residenze.
La candidatura, presentata all’Unesco a gennaio 2017, è stata sottoposta al processo di valutazione che è durato un anno e mezzo. La candidatura, promossa dal Comune di Ivrea e dalla Fondazione Adriano Olivetti insieme alla Fondazione Guelpa, la Regione Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Banchette e coordinata dal Segretariato generale dell’Ufficio Unesco del Mibac, si è avvalsa della collaborazione del contributo di diverse istituzioni ed esperti del mondo scientifico e culturale. (Inform)