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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Italiani in Germania: deceduto Gaetano Poggioli, motore d’integrazione a Fellbach/Stoccarda

ITALIANI ALL’ESTERO

Il ricordo del consigliere Cgie Tony Màzzaro

 

STOCCARDA  – Domenica 22 marzo, all’età di 85 anni, è deceduto Gaetano Poggioli, paladino degli oltre due mila connazionali residenti a Fellbach, ridente cittadina agricolo-industriale di 40.000 abitanti,  confinante con Stoccarda.

Qui in sindacalista romagnolo si stabilì alla fine degli anni 50.  A margine del suo lavoro di operaio metalmeccanico iniziò ad interessarsi dei problemi della comunità costituita allora principalmente da giovani calabresi.

Le sue battaglie erano incentrate sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sulla lotta contro le discriminazioni sociali.

Grazie alla sua perspicacia capì subito che per poter lottare era necessario apprendere la lingua tedesca. Fece dei corsi in azienda e alla Volkshochschule.

Si iscrisse alla Ig Metal, il sindacato dei metalmeccanici, e ben presto divenne fiduciario. Capì anche che per poter avviare un dialogo con l’istituzione comunale avrebbe dovuto avere una legittimazione di rappresentanza.

Su suggerimento di Giuseppe Palumbo, fondatore dell’Europa Club e primo segretario e responsabile del Patronato Inas e dell’Istituto Ial-Cisl, convinse una cinquantina di connazionali a dar vita ad una associazione che avesse obiettivi sociali e culturali e non sportivi, dato  che nel frattempo erano nate due società calcistiche antagoniste l’Etna (costituita da siciliani) e gli Azzurri con prevalenza calabrese. Gaetano Poggioli, che di calcio diceva di non capirne nulla, puntò a risolvere il problema della casa, della scolarizzazione, del mantenimento della lingua e cultura italiana e di un luogo dignitoso di ritrovo.

La legittimazione arrivò attraverso la costituzione di “Cosa nostra”, una provocazione per le autorità comunali locali. Dopo serrate discussioni al proprio interno si trovò il consenso su Club International. Iniziò così la sua lotta per la difesa dei diritti sociali e civili del lavoratore con una permanenza settimanale di Giuseppe Palumbo del Patronato Inas. Organizzò corsi di tedesco con lo Ial, serate informative con gli operatori del Consolato e l’istituzione di un doposcuola per bambini in difficoltà d’integrazione scolastica. Ciò che anni dopo l’Amministrazione diplomatico-consolare,  i Coasscit  e gli enti gestori istituzionalizzarono e diffusero in tutta la Germania. Ma tutto questo non bastò al combattivo Poggioli. Il suo obiettivo era quello di trovare più ascolto presso le autorità comunali. Avvertiva che gli italiani erano cittadini di Serie B. Non avevano diritti, ma avevano gli stessi doveri dei cittadini tedeschi. Pur di mettere insieme tedeschi, italiani, spagnoli, greci e jugoslavi con Winfried Bauer (insegnante di Grund- und Hauptschule) ebbe l’idea di dar vita ad una festa cittadina. Nacque la “fiesta internationale” che ancora oggi si celebra l’ultimo fine settimana di giugno. Durante la campagna elettorale Poggioli chiese al candidato Friedrich Wilhelm Kiel se, nel caso di elezione, lui sarebbe stato sindaco anche dei 2.500 italiani. L’allora giovane candidato della Fdp (Liberali) rispose affermativamente. Poggioli ed altri italiani lo sostennero  nella campagna elettorale e Kiel vinse al primo turno. Tre anni dopo Fellbach fu il primo Comune tedesco ad istituire l’Ausländerbeirat (la consulta dell’immigrazione) non per cooptazione, bensì per elezione diretta ovvero a suffragio universale e diretto.

Con questo atto di coraggio il neoeletto sindaco Kiel, confermato poi per altri 23 anni, si contrappose alla politica maggioritaria della Cdu Baden-Württemberg che col Ministropresidente Hans Filbinger aveva iniziato ad attuare la politica del modello di rotazione.

Governo e aziende (Mercedes Benz e Audi comprese) offrivano fino a 14 milia marchi a coloro che volontariamente avrebbero fatto ritorno per sempre o almeno per 5 anni nei paesi d’origine (Rückkehrprämie). L’incentivo non era altro che la restituzione degli oneri sociali ai fini pensionistici e la cassa pensionistica aziendale. Con le dimissioni di Filbinger il suo successore Lothar Späth (Cdu) voltò radicalmente pagina. Puntò sull’integrazione degli immigrati, denominati per la prima volta ausländische Mitbürger .

Il sindaco di Fellbach, il Consiglio comunale e l’intera cittadinanza si trovarono a recitare il ruolo di “Primo Piano” in materia di integrazione sociale e politica dei “concittadini stranieri”.

Gaetano Poggioli fece da battistrada o da apripista per altre associazioni italiane e straniere. Tutte ottennero gratuitamente dei locali per incontrarsi.  Alle squadre di calcio fu concesso l’uso gratuito dei campi sportivi sia per gli allenamenti che per le seguitissime gare di un agguerritissimo campionato italiano regionale con 80 squadre, ripartite in 2 gironi di A   e  6 di B, nonché le gare di Coppa Italia. Entrambe le competizioni furono volute dal Consolato di Stoccarda, date in gestione alla Federcalcio locale tedesca (Württembergischer Fussballverband).

Poggioli, che in questo panorama non trovò mai una propria collocazione sociale, rimase ancorato all’attività sociale e culturale. Per attirare i giovani offrì ospitalità alla squadra Etna, antagonista per eccellenza degli Azzurri che furono accolti a braccia aperte del Centro Italiano, associazione meno politicizzata, fondata e guidata da un calabrese doc:  Amadeo Vulcano.

Gaetano Poggioli se n’è andato ad altra vita, ma la sua opera rimane. (Tony Màzzaro*/Inform)

*Consigliere Cgie Germania

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