RETE DIPLOMATICO-CONSOLARE
L’ambasciatore d’Italia Armando Varricchio e Kelvin Droegmeier, direttore della National Science Foundation, hanno introdotto una tavola rotonda incentrata sulla cooperazione scientifica per la lotta al virus
WASHINGTON – Si è svolta nei giorni scorsi una tavola rotonda sulla cooperazione scientifica tra Italia e Usa, introdotta dall’ambasciatore d’Italia Armando Varricchio e da Kelvin Droegmeier, direttore della National Science Foundation.
L’iniziativa ha messo in luce come la pandemia causata dal Covid-19 abbia posto l’accento sulla necessità di una maggiore cooperazione internazionale tra ricercatori e scienziati per trovare una cura e sviluppare un vaccino. Scienziati e ricercatori americani e italiani lavorano insieme per superare questa crisi con uno scambio e confronto continuo di informazioni e dati per trovare una soluzione alla pandemia che ha mietuto molte vittime sia negli Stati Uniti che in Italia, e che ha causato un rallentamento delle economie del mondo occidentale. I risultati sono incoraggianti.
Alla tavola rotonda, moderata da Stefania Spatti, Class CNBC US Correspondent, hanno partecipato tre scienziati italiani, la prof.ssa Cristina Cassetti, il prof. Pier Paolo Pandolfi e il prof. Guido Silvestri, i quali hanno parlato delle proprie esperienze personali e delle rispettive attività di ricerca nella lotta contro il Covid-19. Inoltre hanno sottolineato la massima importanza della trasparenza e della condivisione delle informazioni.
L’ambasciatore Varricchio ha evidenziato gli incoraggianti risultati della ricerca sul Covid-19 condotta da italiani in America, rilevando come “la cooperazione italiana e americana in campo scientifico è eccezionale”. “Pochi Paesi al mondo hanno raggiunto risultati simili. Dalle scoperte di Fermi, alle onde gravitazionali fino all’ampia cooperazione sul Covid-19, insieme Usa e Italia possono cambiare il mondo – ha aggiunto.
“L’Italia e gli Stati Uniti condividono l’impegno per la scoperta e l’innovazione, nonché i valori comuni di integrità e apertura. La nostra collaborazione è un esempio di quanto l’intersezione tra scienza, ingegneria e cooperazione internazionale può essere cruciale nell’affrontare e sconfiggere il Covid-19 – ha concluso Droegmeier. (Inform)