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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Istituzione bicamerale per gli italiani all’estero: via libera dalla Commissione Esteri al testo base unificato, astensione della Lega

CAMERA DEI DEPUTATI

ROMA – La Commissione Esteri della Camera è pervenuta ad un testo base unificato in merito all’istituzione di una bicamerale per le questioni degli italiani nel mondo. Sette erano le proposte presentate, quelle dei deputati eletti all’estero come primi firmatari (Longo, Caré, Nissoli, Ungaro, Schirò, Siragusa) più quella di Formentini. Il presidente della Commissione Esteri, Piero Fassino (Pd), ha ricordato che la Commissione ha nominato, il 27 maggio scorso, un Comitato ristretto incaricato della stesura di un testo unificato delle proposte di legge e che tale Comitato ristretto si è riunito tre volte (4 e 9 giugno e 22 luglio). Sulle proposte di legge è stato svolto, nell’arco di un mese, dal 15 giugno al 16 luglio, un ampio ciclo di audizioni informali cui hanno contribuito una pluralità di soggetti a vario titolo coinvolti dal tema dell’italianità del mondo. La relatrice Simona Suriano (M5S) ha presentato una proposta di testo unificato delle proposte di legge che propone di adottare quale testo base per il seguito dell’esame in sede referente. Al riguardo ha sottolineato che il testo recepisce i contenuti e lo spirito di tutte le proposte di legge presentate e della maggior parte delle sollecitazioni emerse nel corso dei lavori del Comitato ristretto e dell’ampio ciclo istruttorio svolto. Emanuela Del Re, viceministro degli Esteri, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione. Ha ricordato che, con cinque milioni e mezzo di italiani iscritti all’Aire – una cifra come noto sottostimata rispetto ai numeri reali – il 10% della popolazione italiana risiede ormai di fatto al di fuori dei confini nazionali. Pertanto, nel rispetto della piena autonomia parlamentare, una presenza all’estero di queste dimensioni, con le opportunità e problematiche connesse, merita di avere una Commissione ad hoc che coinvolga rappresentanti dei due rami del Parlamento. “Essa potrà costituire un valido spazio di approfondimento, utile per individuare linee d’azione politica che tengano conto delle mutate esigenze delle comunità italiane all’estero, caratterizzate negli ultimi anni da profonde trasformazioni”, ha commentato Del Re rilevando che numerosi sono i temi su cui la Commissione potrà svolgere un importante ruolo di impulso politico, a partire dalla riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero.

Del Re ha anche sottolineato che la Farnesina è da tempo impegnata ad offrire servizi adeguati all’aumentata consistenza numerica delle nostre collettività, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e strumenti digitali (portale Fast-it, applicazioni per i servizi consolari, raccolta decentrata dei dati biometrici). “Si tratta di innovazioni che richiedono risorse aggiuntive, su cui sarà importante il sostegno del Parlamento e della istituenda Commissione, con l’obiettivo di informatizzare le procedure, rispondere alle nuove esigenze della mobilità italiana e rafforzare le reti di connazionali che, insieme alle corrispondenti realtà in Italia, sono impegnate per la promozione del Sistema Paese all’estero”, ha aggiunto il viceministro. Tra gli altri temi che potrebbero essere oggetto di approfondimento e riflessione da parte della Commissione bicamerale, anche ai fini di fornire un contributo politico propositivo, si segnala la possibile riforma della legge sul voto degli italiani all’estero, con l’obiettivo di tener conto dei vantaggi offerti dalla tecnologia informatica e ridurre le criticità insite nel sistema attualmente in vigore (quello per corrispondenza); una valutazione sull’opportunità di riformare l’attuale legge sulla cittadinanza, la cui applicazione produce limitati vantaggi per il nostro Paese, mantiene profili discutibili sotto l’aspetto dell’equità e, soprattutto, rischia di essere non sostenibile data la dimensione assunta dalle Comunità italiane all’estero; la riforma del sistema dei contributi alla stampa italiana all’estero, per tenere conto della rilevanza delle testate giornalistiche online e dell’importanza di quest’ultime per la promozione del Sistema Italia. Del Re ha evidenziato, inoltre, che la Commissione potrà certamente rappresentare uno spazio di dialogo e confronto sui temi della promozione della lingua e della cultura italiane all’estero, che rappresenta una priorità della Farnesina e dove il ruolo dei connazionali residenti all’estero rappresenta, anche in termini di «soft power», un fondamentale valore aggiunto. I numeri sono importanti: oltre due milioni di studenti di italiano in 119 Paesi e 9.900 eventi realizzati dalla rete diplomatico consolare e degli istituti italiani di cultura nel 2019, nell’ambito del Piano di promozione integrata «Vivere all’italiana». Rimettendo al dibattito parlamentare le valutazioni in merito all’istituzione della Commissione e alla definizione del suo perimetro d’azione, il viceministro ha espresso apprezzamento per la proposta di testo unificato presentata dalla relatrice ribadendo la disponibilità a collaborare con l’istituenda Commissione, con spirito costruttivo, al fine di assicurare un ancor più efficace coordinamento delle politiche e delle iniziative intraprese dal Maeci, dalle altre amministrazioni centrali e dagli enti locali per la promozione del Sistema Italia all’estero e per l’erogazione dei servizi ai cittadini. A titolo personale, ma anche a nome del Governo, ha infine espresso particolare apprezzamento per l’inserimento, tra le attività della Commissione, delle iniziative per favorire la partecipazione degli italiani residenti all’estero alle politiche italiane di cooperazione allo sviluppo che “rimane il braccio operativo più importante della politica estera dell’Italia”.

Laura Boldrini (PD) ha espresso apprezzamento per il risultato rilevando, tuttavia, l’opportunità che la istituenda Commissione si occupi anche delle “problematiche connesse alla concessione della cittadinanza italiana”. Boldrini ha sottolineato che, se da un lato la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati nati e cresciuti in Italia è subordinata a vincoli particolarmente stringenti, “analogo rigore dovrebbe essere applicato anche agli oriundi italiani, che non sono nati in Italia, non parlano la nostra lingua e non contribuiscono, col pagamento delle imposte, ai costi del nostro welfare”. Elisa Siragusa (M5S) si è associata alle considerazioni della deputata Boldrini sul tema della cittadinanza, ricordando di essere prima firmataria di una proposta di legge per la modifica del regime di concessione della medesima cittadinanza agli italiani all’estero. A suo parere, “concedere questo beneficio solo in base allo ius sanguinis, dunque a prescindere da una valutazione sulla conoscenza e sulla cultura del nostro Paese, può produrre, inoltre, effetti negativi sulla elezione dei parlamentari della Circoscrizione Estero, dato che il diritto di voto viene esercitato da soggetti che non hanno alcuna conoscenza della realtà del nostro Paese”. A ciò si aggiunge anche l’onere di dover garantire a questi cittadini una serie di servizi che hanno un impatto sulla finanza pubblica, oltre che sull’efficienza della rete-diplomatico-consolare. Francesca La Marca (PD) ha sottolineato il problema delle persone “anche di terza e quarta generazione che si vedono attribuita, grazie allo ius sanguinis, la cittadinanza italiana pur non avendo ormai alcun legame con il nostro Paese”. La Marca ha quindi auspicato che la istituenda Commissione possa occuparsi, piuttosto, delle modalità “per consentire ai cittadini che l’hanno persa – per i motivi più diversi – di riacquistare la cittadinanza italiana”, ricordando di aver presentato una proposta di legge a tale scopo, tanto nella scorsa quanto nella presente legislatura. Simone Billi (Lega) ha annunciato l’astensione del Gruppo Lega sulla proposta di adottare, come testo base per il prosieguo dell’esame, il testo unificato presentato dalla relatrice così come l’intenzione del suo gruppo di presentare emendamenti.

Cosa prevede dunque questo testo base unificato, frutto evidentemente di un compromesso politico tra le diverse forze in campo? Il testo si compone di sette articoli che determinano per l’istituenda bicamerale: le finalità, le attività, la composizione, l’ufficio di presidenza, il funzionamento, le relazioni, le dotazioni. La Commissione parlamentare bicamerale per gli italiani nel mondo avrà compiti di indirizzo e controllo sulle politiche e sugli interventi riguardanti i cittadini italiani residenti all’estero, tenendo conto dell’evoluzione sociale, culturale, civile e generazionale avvenuta nei diversi contesti geopolitici, sia per rilevarne e risolverne i problemi, sia per individuare le modalità più idonee a promuoverne la partecipazione al perseguimento del progresso economico, scientifico e culturale e degli interessi nazionali della Repubblica. Prevede la promozione delle politiche di sostegno agli italiani all’estero; lo studio, il monitoraggio e l’approfondimento delle questioni riguardanti gli italiani all’estero; la ricognizione e la proposta nelle materie attinenti ai fenomeni di mobilità degli emigranti italiani, con particolare riferimento ai giovani diplomati e laureati che lasciano il territorio nazionale per ragioni di lavoro, di studio e di ricerca. A tal fine la Commissione definisce un programma di attività avvalendosi del contributo delle comunità italiane all’estero, delle Regioni, delle Amministrazioni pubbliche, del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie), dei Comites (Comitati degli italiani all’estero) e delle principali associazioni degli italiani all’estero. La Commissione valuta la coerenza della legislazione vigente con il rispetto e con il sostegno dei fondamentali diritti sociali, civili e politici dei migranti italiani, adottando iniziative per favorire il coordinamento tra la normativa nazionale e quella regionale in tema di migrazioni; elabora criteri per promuovere il coordinamento delle iniziative delle Regioni a favore dei rispettivi cittadini emigrati all’estero; verifica il percorso di integrazione compiuto dagli italiani presenti nei rispettivi Paesi di residenza e l’eventuale esistenza di situazioni di emarginazione e discriminazione nei loro confronti; studia le tematiche inerenti alle nuove generazioni di discendenti da cittadini italiani; favorisce la promozione integrata del Sistema Italia nel mondo, individuando le modalità per favorire la partecipazione delle comunità italiane all’estero alle iniziative volte all’internazionalizzazione delle imprese italiane, promuovendo una ricognizione dell’imprenditoria italiana all’estero e degli imprenditori di origine italiana. La Commissione si occuperà anche di valorizzazione e diffusione di lingua e cultura italiana: questo attraverso un quadro interculturale e multilinguistico, con il potenziamento delle scuole italiane e dei corsi di lingua e di cultura nelle scuole locali, negli Istituti Italiani di Cultura e presso gli enti gestori.

La Commissione promuove inoltre: l’adeguamento degli istituti della rappresentanza degli italiani all’estero all’evoluzione delle comunità italiane nel mondo; il monitoraggio sulla legge elettorale per la circoscrizione Estero al fine di rendere efficaci e sicure le modalità di voto dei cittadini italiani residenti all’estero e sostenerne la partecipazione alle consultazioni locali nei Paesi di insediamento; la definizione di nuove regole per il recupero e per il mantenimento della cittadinanza degli italiani residenti all’estero; l’adeguamento della rete e dei servizi consolari e diplomatici italiani nel mondo; iniziative per il rafforzamento dei media di lingua italiana all’estero, anche operanti su piattaforme satellitari o informatiche; indirizzi sull’assistenza nei riguardi degli italiani residenti all’estero sostenendo l’attività dell’Istituto nazionale della previdenza sociale in favore degli italiani residenti all’estero; l’aggiornamento della regolamentazione dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire); una riforma dei patronati italiani all’estero; accordi internazionali in materia di tutela del lavoro, sociale, previdenziale e tributaria di interesse per le comunità italiane all’estero; accordi internazionali per facilitare scambi tra università o altri istituti di alta formazione italiani e stranieri; il dialogo con i parlamentari di origine italiana eletti negli Stati esteri allo scopo di comparare le rispettive legislazioni in materia di diritti dei migranti e di misure di integrazione; le iniziative ritenute opportune per favorire la partecipazione degli italiani residenti all’estero alle politiche italiane di cooperazione allo sviluppo; le condizioni per realizzare una rete di rapporti permanenti con i nuovi migranti ed efficaci misure atte a favorire i rientri; l’approfondimento delle tematiche attinenti la situazione degli italiani residenti all’estero, di quelli rimpatriati e di coloro che intendano trasferire all’estero la propria residenza.

La Commissione sarà composta da diciotto senatori e diciotto deputati, nominati, pariteticamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati su designazione dei gruppi. Il Presidente della Camera convoca la Commissione entro novanta giorni dall’inizio della legislatura per la propria costituzione, la quale ha luogo mediante la elezione dell’ufficio di presidenza composto di un presidente, di due vicepresidenti e di due segretari. Per lo svolgimento delle proprie attività, la Commissione può: svolgere audizioni e acquisire informazioni, dati e documenti dalle amministrazioni pubbliche e da qualunque altro soggetto che si occupi delle questioni attinenti all’emigrazione; chiedere, per il tramite del Maeci, la trasmissione di informazioni e documenti relativi alla condizione delle comunità italiane all’estero da parte di Stati esteri e organizzazioni internazionali; acquisire informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte dalla Pubblica Amministrazione e da organismi, anche europei e internazionali, che si occupano di questioni concernenti gli italiani all’estero; chiedere informazioni e ricevere comunicazioni e segnalazioni da tutti gli organi di rappresentanza degli italiani all’estero istituiti dalla legge. La Commissione può svolgere missioni anche presso le istituzioni dell’Unione europea o presso organizzazioni internazionali al fine di approfondire l’esame degli aspetti relativi alla condizione degli italiani nel mondo. La Commissione presenta annualmente alle Camere una relazione sui risultati della propria attività; può trasmettere relazioni e segnalazioni alle Camere e al Governo, ogni qualvolta lo ritenga, per formulare osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente per promuovere la condizione degli italiani nel mondo e risolvere i problemi individuati, anche per garantire la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e in riferimento ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero trasmette annualmente alla Commissione una relazione sullo stato delle comunità italiane nel mondo. Per l’esercizio delle sue funzioni la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dai Presidenti delle Camere. (Inform)

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