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Istituto Italiano di Cultura di Mosca: le foto di Alberta Tiburzi alla Biennale internazionale “Moda e stile nella fotografia – 2021”

MOSTRE

MOSCA – Grazie all’Istituto Italiano di Cultura di Mosca, nell’ambito della XII Biennale internazionale “Moda e stile nella fotografia – 2021”, è in corso la mostra personale di Alberta Tiburzi, modella iconica italiana e fotografa di moda. La mostra resterà aperta fino al 28 luglio.

Negli anni Sessanta Tiburzi è stata una presenza fissa sulle copertine di Vogue e Harper’s Bazaar e le sue fotografie di moda hanno ottenuto il riconoscimento dei classici della fotografia mondiale. Nata a Roma, scoperta per caso da un talent scout mentre cammina tra le vie della città eterna, giovanissima, diventa modella. Dopo una sfolgorante carriera per i più grandi nomi della fotografia di moda e non solo, da Avedon a Newton, a Barbieri, a Penn, a Leier, fino a Wakabayashi, Alberta si appropria della macchina fotografica, una reflex Minolta donatale da Hiro Wakabayashi. Lo fa per caso, per gioco, per sfida, convinta inizialmente di avere tre grandi handicap: essere bella, essere donna, essere nata a Roma. Le prime immagini scattate senza troppa convinzione e con nonchalance incontrano però l’approvazione dei grandi maestri, in primis Wakabayashi, che la incoraggiano a proseguire scorgendo nei suoi tagli prospettici una verve grintosa, un uso audace della luce. Questa padronanza le varrà la definizione di “Signora della luce”.

Padrona del processo creativo dall’inizio alla fine, Alberta Tiburzi, sceglie le modelle e il più delle volte è una vera e propria talent scout. Tra i volti iconici, da lei lanciati nell’empireo della moda, Simonetta Gianfelici, dalle cromie e fattezze botticelliane, e la canadese Dayle Haddon, il cui volto di porcellana incorniciato da riccioli ribelli ha campeggiato sulle più prestigiose copertine dell’epoca. Il corpo femminile catturato dall’obiettivo di Alberta Tiburzi è un corpo libero e moderno, un corpo in movimento, che fluttua in unione con gli elementi naturali che lo accolgono, che si tratti di acqua, sabbia, rocce, erba. Un eterno, moderno femminino che ha anticipato la liberazione della donna da stereotipi attaccati ad essa come stracci ormai desueti. (Inform)

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