direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Israele, “Dall’altra parte della montagna – Mario Rigoni Stern e la scoperta della guerra”:  Paolo Cognetti racconta

APPUNTAMENTI

Il 7 novembre la première del video della serie “Voci della cultura italiana”, promossa dagli  Istituti Italiani di Cultura di Tel Aviv e Haifa

 

TEL AVIV – Con la nuova serie di video e podcast “Voci della cultura italiana”, gli Istituti Italiani di Cultura di Tel Aviv e Haifa invitano il pubblico a riflettere assieme a diversi esponenti della cultura italiana sui temi scottanti che riguardano tutti noi.

Nel nuovo video “Dall’altra parte della montagna – Mario Rigoni Stern e la scoperta della guerra”,  commissionato a Paolo Cognetti grazie ad una collaborazione tra i due Istituti Italiani di Cultura, l’autore  spiega in che modo i libri possano contribuire a mantenere la pace ed evitare le guerre. In italiano con sottotitoli in ebraico (première il 7 novembre ore 17.30: LINK)

Da tempo, Paolo Cognetti ha scelto di aderire al filone della letteratura di montagna ambientando in alta quota i suoi romanzi più recenti, lontano dalle logiche turistiche e dai ritmi della città: la sua montagna è un luogo universale, dove la vita si fa più lenta e calma, in un rapporto di ritrovata armonia tra uomo e natura.

Le sue storie si ispirano alla vita reale, a paesaggi e persone che fanno parte della sua quotidianità, come accade nel suo ultimo romanzo, “La felicità del lupo” (Einaudi, 2022). Ambientato a Fontane Fredde, che tanto ricorda Estoul, in Valle d’Aosta, dove l’autore si è trasferito a vivere e ha fondato un piccolo rifugio che accoglie studiosi e appassionati di montagna, “La felicità del lupo” è un libro intimo e delicato che parla di amore, di montagna e della ricerca della felicità.

Secondo Cognetti, i libri possono aiutarci a superare le sfide che minacciano di rendere il mondo un luogo sempre più fragile, tra crisi climatica e guerre, se decidiamo di affidarci alle parole e agli insegnamenti dei grandi maestri della letteratura legati alla natura e alla montagna, come Mario Rigoni Stern.

Considerato da Primo Levi “uno dei più grandi scrittori italiani”, Mario Rigoni Stern ha vissuto quasi tutta la sua vita sull’altopiano di Asiago, dove era nato e a cui era rimasto sempre profondamente legato, anche nei periodi più tragici della storia dell’umanità, come durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1938 Mario Rigoni Stern si era arruolato volontario alla scuola centrale militare di alpinismo di Aosta. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940, aveva combattuto come alpino al confine con la Francia e in seguito sul fronte greco-albanese e in Russia. Dopo la firma dell’armistizio di Cassibile, il 3 settembre 1943, era stato fatto prigioniero dai tedeschi. Rifiutatosi di aderire alla Repubblica sociale di Mussolini, era stato deportato in un campo di concentramento a Hohenstein, nell’allora Prussia orientale. Solo nel maggio 1945 era riuscito finalmente a tornare a casa, attraversando le Alpi a piedi fino a raggiungere Asiago, da dove aveva deciso di non allontanarsi mai più.

L’esperienza della guerra e la montagna avevano impartito a Mario Rigoni Stern alcune lezioni fondamentali, valide ancora oggi, che aveva deciso di affidare ai suoi libri, tra cui “Quota Albania” (1971), cronaca della breve campagna di Francia e della guerra di posizione sui monti al confine tra Albania e Grecia, e “Sergente della neve” (1953), autobiografia della ritirata di Russia.

Attraverso le sue opere, Mario Rigoni Stern ci ha mostrato come gli uomini possano restare uomini dimenticando di essere soldati e non ascoltando le volontà imposte dall’alto che ordinano di essere nemici, ma soprattutto ci ha insegnato ad ascoltare i nostri cuori, che ci suggeriscono sempre di essere fratelli.

Paolo Cognetti è nato a Milano nel 1978. Ha esordito con alcune raccolte di racconti pubblicate da minimum fax. Ha scritto Il ragazzo selvatico (Terre di Mezzo, 2013), Le otto montagne (Einaudi, 2016), Senza mai arrivare in cima (Einaudi, 2018) e La felicità del lupo (Einaudi, 2021). Nel 2021 ha curato L’Antonia su Antonia Pozzi (Ponte alle Grazie). Sempre nel 2021 è uscito, sia come film-documentario sia in forma di podcast, Paolo Cognetti. Sogni di Grande Nord. Con Le otto montagne (Einaudi, 2016), che è stato tradotto in oltre 40 Paesi e dal quale è stato tratto un film vincitore del Premio della giuria a Cannes 2022, ha vinto nel 2017 il Premio Strega, il Premio Strega Giovani e il Prix Médicis étranger. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform