RETE DIPLOMATICA
OSLO – L’Islanda è l’unico paese europeo, insieme all’Italia, che sfrutta l’energia geotermica, pulita e rinnovabile. Un nuovo e-book dell’Ambasciata italiana a Oslo illustra la storia e l’utilizzo della geotermia in Islanda: dove sono e come funzionano i 10 impianti di energia geotermica esistenti, e i programmi di sviluppo futuri. Il testo è anche una guida alle imprese italiane interessate a esportare o investire nel settore.
L’Islanda – si legge nell’ e-book – ha un’abbondanza di energia pulita e rinnovabile grazie alla sua straordinaria geografia e geologia, che fornisce risorse sia idrotermiche che geotermiche. Nel corso del XX secolo gli islandesi hanno sfruttato queste risorse naturali, fattore che si è rivelato cruciale per trasformare il paese da una società povera e dipendente dal carbone a una società che attualmente gode di standard di vita molto elevati ed è un modello per molti altri paesi in materia di energie rinnovabili e progetti per combattere il cambiamento climatico. Con l’85% del suo fabbisogno di energia primaria soddisfatto con risorse rinnovabili autoctone, l’Islanda è in prima linea nella produzione di energia sostenibile. Quasi tutta l’elettricità in Islanda viene prodotta utilizzando fonti di energia rinnovabile, con il 73% dell’elettricità fornita da centrali idroelettriche e il 27% dall’energia geotermica. In totale oltre il 99% del consumo totale di elettricità in Islanda proviene da fonti rinnovabili. Per comprendere come l’energia geotermica sia arrivata a fornire quasi il 29% dell’elettricità utilizzata in Islanda è necessario concentrarsi sulla struttura geografica e geologica del Paese. L’Islanda è geologicamente un paese giovane che si trova a cavallo di una delle principali faglie del pianeta, la dorsale medio-atlantica. Come risultato della sua posizione, l’Islanda è uno dei luoghi tettonicamente più attivi sulla terra, con un elevato numero di vulcani e sorgenti termali. A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Agenzia Nazionale Energetica islandese ha iniziato ad investire in ricerca e sviluppo in materia geotermica: i piani per sviluppare l’energia elettrica geotermica in Islanda risalgono ai primi anni ’60 e la prima centrale elettrica geotermica (3 MW), Gufustödin í Bjarnarflagi (Bjarnarflag), è entrata in funzione nel 1969. Oggi, la centrale di Bjarnarflagè ancora in funzione dopo la recente ristrutturazione avvenuta nel 2019. Nel 1978 e 1979 poi ne sono state installate altre due e oggi, con una capacità totale di generazione di energia geotermica di 755 MW, l’Islanda è tra i primi dieci paesi al mondo quando si tratta di generazione di elettricità dalla geotermia. Il principale utilizzo dell’energia geotermica è per il riscaldamento degli ambienti, e storicamente il pioniere di questo utilizzo è considerato un contadino di Sudur-Reykir che nel 1908, grazie ad una conduttura lunga 500 metri, utilizzò l’acqua proveniente da una sorgente calda per riscaldare la propria abitazione: circa l’85% di tutte le case in Islanda è oggi riscaldato con energia geotermica. L’utilizzo della geotermia come fonte di energia porta con sé innumerevoli vantaggi. Primo importante aspetto da considerare è il fatto di poterla considerare un’energia rinnovabile e quindi attraverso una corretta gestione del serbatoio il tasso di estrazione dell’energia può essere bilanciato con il tasso di ricarica termica naturale, in modo da permettere una costante presenza della fonte di energia, che ricordiamo essere il calore generato dal nucleo della Terra. Secondariamente, le centrali geotermiche producono elettricità in modo costante, con un funzionamento 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana, indipendentemente quindi dalle condizioni meteorologiche che invece si dimostrano essere più impattanti per altri tipi di energie rinnovabili, come l’energia solare o eolica. Gli svantaggi legati all’utilizzo di questa forma di energia sono invece i seguenti: in primis è necessario ricordare la difficoltà di individuare i giacimenti. Il processo di ricerca e sviluppo richiede infatti ingenti investimenti che solo sulla base di un’accurata analisi costi-benefici potrebbero poi essere effettivamente fruttuosi. Inoltre, l’impatto sia estetico che l’odore che generano tali impianti non sono da sottovalutare, anche se notevoli risultati sono stati raggiunti grazie a progetti di bio-architettura e alla creazione di efficaci sistemi di abbattimento dell’odore. (Inform)