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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Intervista a Marco Montecchi, rappresentante delle Camere di Commercio Italiane all’Estero dell’Area Europa

CCIE

A cura di Francesca Palombo (Camera di Commercio Belgo-Italiana)

A Bruxelles, il laboratorio di idee delle Camere di Commercio Italiane all’Estero per la promozione del Made in Italy

 

BRUXELLES – Le Camere di Commercio Italiane all’Estero dell’Area Europa si riuniranno a Bruxelles il 22 e 23 febbraio. Saranno sessanta i delegati delle Camere, tra Presidenti e Segretari Generali, che parteciperanno alla riunione, durante la quale verranno impegnati in una fitta agenda di lavori interni e di incontri professionali e istituzionali. Ne parliamo con Marco Montecchi, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria e Rappresentante delle Camere di Commercio Italiane all’Estero dell’Area Europa.

Presidente Montecchi, per quale ragione avete scelto di riunirvi proprio a Bruxelles?

Alla luce dei più recenti sviluppi della politica italiana nell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, riunirci a Bruxelles rappresenta sicuramente una scelta chiave per un riposizionamento strategico della nostra Area; a questo si aggiunga l’opportunità di presentare ad un pubblico internazionale la nostra rete, fatta da 30 Camere dinamiche e proattive, le quali lavorano da anni al servizio delle PMI e si adoperano costantemente per adattarsi ai differenti scenari economici europei e internazionali.

Ho scelto Bruxelles come sede di questa riunione anche per sensibilizzare il pubblico riguardo l’attività di europrogettazione in cui le Camere di Commercio Italiane all’Estero sono particolarmente impegnate. La nostra rete gestisce, infatti, progetti europei in differenti settori di attività: dalla promozione dell’agroalimentare, alla valorizzazione del turismo e alle applicazioni delle nuove tecnologie per il business. Inoltre, operiamo una ricerca costante di partenariati strategici a supporto delle PMI italiane.

Le riunioni delle Camere di Commercio sono molto importanti per rafforzare le relazioni Istituzionali reciproche e quelle con gli enti locali. Quali sono i punti principali sui quali vi confronterete?

Indubbiamente il confronto porta notevoli vantaggi a tutta la rete delle Camere di Commercio ed è proprio grazie a periodiche riunioni che nascono progetti vincenti a sostegno della promozione del Made in Italy in tutto il mondo. In questa occasione ci confronteremo sui rapporti e le collaborazioni che intercorrono tra le Camere dell’Area Europa e i partner istituzionali in Italia e all’estero, analizzeremo lo stato dell’arte delle progettualità che attualmente coinvolgono le Camere e ci consulteremo in merito ai risultati finora raggiunti, ma soprattutto avanzeremo proposte concrete per la valorizzazione delle Camere di Commercio dell’Area, la quale costituisce una rete capillare performante in Europa, unico presidio italiano su 23 mercati europei, in grado di favorire la crescita delle imprese e sostenere l’internazionalizzazione in maniera efficiente e professionale.

Martedì 23 febbraio organizzerete una conferenza al Parlamento europeo. Una vetrina o un laboratorio di idee?

Senza dubbio un laboratorio di idee! E aggiungo: lo spirito con cui ho intrapreso il ruolo di Rappresentante d’Area è esattamente quello di costruire insieme ai colleghi un nuovo modo di dialogare con Enti e Istituzioni, di evidenziare le capacità professionalizzanti delle Camere italiane all’Estero e di avviare una diversa politica di comunicazione, affiancata da una forte azione commerciale condivisa a beneficio delle PMI italiane. La conferenza organizzata in Parlamento sarà anche un’occasione per presentare i progetti che abbiamo avviato nel 2016 a favore della promozione dei prodotti italiani, tra cui il Marchio di Qualità “Ospitalità Italiana-Ristoranti Italiani nel Mondo”, il “Temporary Export Manager”, “Signa Maris” e tanti altri progetti europei nei settori dell’imprenditorialità, del turismo, dell’agroalimentare e della formazione.

Con la nuova Legge di Stabilità approvata lo scorso dicembre il processo di internazionalizzazione delle PMI italiane è cambiato: che ruolo svolgeranno le Camere di Commercio Italiane in questo contesto? Quali nuove prospettive si sono aperte?

Per rispondere a questa domanda è necessario innanzitutto fare una premessa: le Camere di Commercio Italiane all’Estero sono 79. Si tratta di Associazioni bilaterali di diritto privato locale riconosciute dal Governo Italiano, e pertanto pubblico-private, le quali fanno parte integrante di Assocamerestero, l’Associazione che le rappresenta in Italia. Esse rendono servizio ogni anno a oltre 70.000 aziende, realizzano oltre 300.000 contatti d’affari, organizzando, sul versante fieristico, un volume di 300 missioni a fiere nazionali e 200 a fiere internazionali. Sono finanziate dal Ministero dello Sviluppo economico su specifici progetti e per un ammontare di circa il 10% dei costi rendicontabili. Costiamo dunque molto poco allo Stato Italiano. La nuova Legge di Stabilità, indubbiamente, ci induce a ripensare i rapporti con il Sistema camerale italiano e a ripensare il nostro modo di amministrare le strutture estere. Siamo consapevoli di un’ulteriore riduzione del cofinanziamento alle nostre Camere all’Estero da parte dell’Italia, ma sappiamo anche riconoscere che si tratta per noi di una grande opportunità in quanto ci consente di mettere in evidenza l’esperienza acquisita e la grande forza di agire come “portale di accesso”, facilitatore verso i mercati europei per tutte quelle imprese che hanno la voglia e la potenzialità di crescere.( Francesca Palombo  europa@ccitabel.com /Inform)

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