SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – I senatori Elena Testor, Marco Dreosto e Stefania Pucciarelli (Lega) hanno presentato al ministro degli Esteri Antonio Tajani un’interrogazione sul riconoscimento della cittadinanza italiana ai discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell’Impero austro-ungarico che furono trasferiti al Regno d’Italia con il trattato di Saint-Germain-en-Laye alla fine della Prima guerra mondiale . L’interrogazione in particolare ricorda che una legge del 2000 aveva consentito a costoro di ottenere la cittadinanza italiana attraverso una dichiarazione resa entro 5 anni dalla data di entrata in vigore della legge, termine poi prorogato per altri 5 anni – fino al 2010. “Oggi pertanto – segnala l’interrogazione – ai discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell’Impero austro-ungarico che furono trasferiti al Regno d’Italia col trattato di Saint-Germain-en-Laye non è più possibile richiedere la cittadinanza italiana”, fatto che rende la loro condizione “diseguale rispetto a quella degli appartenenti a comunità di emigrati provenienti da varie zone d’Italia, in possesso della cittadinanza italiana iure sanguinis e senza limite di generazione”. In particolare l’interrogazione ricorda che in Brasile si stima potrebbero risiedere attualmente “oltre 2 milioni di discendenti trentini, dal momento che la migrazione che ha interessato quell’area alla fine dell’Ottocento ha coinvolto tra le 30.000 e le 64.000 persone” e che “ancora oggi il legame esistente tra il Trentino e i luoghi di emigrazione è molto forte come testimoniano: il riconoscimento in Brasile come co-patrona dello Stato e degli emigranti di Santa Paolina, al secolo Amabile Visintainer, emigrata dal Trentino; il riconoscimento del trentino come seconda lingua ufficiale del Comune di Laurentino; i numerosi gemellaggi e patti di amicizia esistenti tra i Comuni trentini e in particolare il Sud America; il numero degli iscritti alle sezioni delle associazioni Trentini nel mondo e Unione delle famiglie trentine e di discendenti che visitano il Trentino alla ricerca dei luoghi di nascita dei propri avi; i numerosi progetti in materia di turismo delle radici, gli interscambi e le iscrizioni alle università trentine”.
Per gli interroganti inoltre “l’istanza dei discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori austro-ungarici per il riconoscimento della cittadinanza italiana è ancora forte ed attuale e inspiegabile è il limite temporale imposto e ormai scaduto”.
Considerando anche che “il 2024 è stato dichiarato l’anno delle radici italiane e che nel 2025 ricorrerà il 150° anniversario dell’emigrazione trentino-tirolese verso il Brasile”, l’interrogazione chiede di sapere se “il Ministro in indirizzo intenda intraprendere iniziative al fine di sensibilizzare, promuovere, favorire e sostenere azioni volte ad equiparare i discendenti di coloro che, prima del 16 luglio 1920, erano emigrati dai territori dell’Impero austro-ungarico all’Italia, ai discendenti provenienti da qualsivoglia altro territorio italiano senza alcun limite temporale, ritenendo tale equiparazione una giusta e onorevole considerazione della realtà del nostro territorio e dell’immenso patrimonio umano e culturale rappresentato dall’emigrazione trentino-tirolese e degli altri territori ex asburgici”. (Inform)