direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione di Ricardo Merlo (Maie, ripartizione America meridionale) sulle richieste di cittadinanza italiana dei discendenti di emigrati italiani interessati dalla “grande naturalizzazione” brasiliana di fine Ottocento

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese si chiedono delucidazioni sulla Circolare emanata dal dicastero in proposito

 

ROMA – Il senatore eletto nella ripartizione America meridionale Ricardo Merlo (Maie) ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in merito alle richieste di cittadinanza italiana per ius sanguinis dei discendenti di emigrati italiani interessati dalla “grande naturalizzazione” brasiliana di fine Ottocento.

Merlo chiede chiarimenti in particolare sulla Circolare del Ministero dell’Interno che a suo avviso stabilisce che, in base alla “grande naturalizzazione” brasiliana del 1889, nel caso di un cittadino italiano emigrato in Brasile a fine del XIX secolo, si configuri “inequivocabilmente l’accettazione tacita dell’avvenuto acquisto della cittadinanza brasiliana e la contestuale rinuncia tacita a quella italiana”. “Nella sostanza viene richiesto agli ufficiali di stato civile dei Comuni italiani di stabilire un ordine di trattazione nelle domande di cittadinanza – spiega il senatore, rilevando la priorità assegnata alla pratiche non interessate dalla “grande naturalizzazione”, che vengono lasciate per il momento “in sospeso”.

“La grande naturalizzazione del 1889-1891, introdotta dal Governo provvisorio brasiliano e successivamente confermata dalla Costituzione brasiliana del 1891, prevedeva che tutti gli stranieri di qualsiasi parte del mondo, presenti in territorio brasiliano alla data del 15 novembre 1889, giorno di proclamazione della Repubblica, avrebbero ottenuto la naturalizzazione automatica brasiliana a meno che non avessero manifestato entro 6 mesi, dinanzi ai propri consolati, la volontà di permanere cittadini della nazione di origine – ricorda Merlo, sottolineando come questo meccanismo di “presunzione tacita del consenso” è stato ritenuto “del tutto privo di fondamento giuridico dalla dottrina e dalla comunità internazionale poiché contrario ai principi internazionali di libertà individuale”. Inoltre – aggiunge, – “la giurisprudenza italiana, con riferimento alla grande naturalizzazione brasiliana, ha ribadito che il diritto soggettivo permanente ed imprescrittibile dello status di cittadino non si può perdere automaticamente in caso di mancato esercizio di una rinuncia espressa ad una cittadinanza imposta per naturalizzazione di massa da uno Stato estero”.

Merlo sottolinea quindi che “l’orientamento giurisprudenziale italiano è quasi del tutto univoco in senso opposto alle sentenze menzionate nella Circolare” sopra richiamata, e che “non è possibile provare che sia stata garantita la conoscibilità del decreto” relativo a questa naturalizzazione “di massa”. Per questo motivo chiede con quali motivazioni il Ministro abbia scelto linee interpretative meno favorevoli con riguardo alla trattazione delle pratiche di cittadinanza per ius sanguinis che riguardano i discendenti di emigrati italiani interessati dalla “grande naturalizzazione” brasiliana del 1889 e “se intenda riconsiderare la propria posizione” con riferimento all’ordine di trattazione di queste ultime. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform