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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione di Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi, ripartizione America settentrionale e centrale) sul tema della tassazione delle borse di studio erogate negli Stati Uniti a studenti italiani

CAMERA DEI DEPUTATI

 

ROMA – La deputata eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale Fucsia FitzGerald Nissoli (Fi) ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio e a quello dell’Economia, Daniele Franco sulla tassazione delle borse di studio erogate negli Stati Uniti a studenti italiani.

Nell’interrogazione, Nissoli ricorda che “le borse di studio percepite da soggetti fiscalmente residenti in Italia sono imponibili, in quanto assimilabili ai redditi da lavoro dipendente”; “tuttavia, per alcune ipotesi previste dalle norme vigenti, alcune borse di studio sono esenti dall’Irpef”, tra cui “le borse di studio corrisposte da università e istituti di istruzione universitaria per la frequenza dei corsi di perfezionamento, delle scuole di specializzazione, per i dottorati di ricerca, per attività di ricerca post-dottorato, per i corsi di perfezionamento all’estero, e le borse di studio del programma «Erasmus Plus»”.

“Qualora la borsa di studio sia percepita all’estero, la disciplina convenzionale Ocse prevede generalmente l’imponibilità esclusiva nel Paese di residenza del percettore della borsa, a patto che l’ente erogante non abbia sede nello Stato estero di «provvisoria permanenza». Nel caso in cui l’ente erogante abbia sede nello Stato estero di «provvisoria permanenza» del soggetto percettore della borsa di studio, è possibile che le somme erogate debbano essere dichiarate e tassate nello Stato di «provvisoria permanenza», con la possibilità per il borsista di ottenere, a precise condizioni, l’attribuzione di un credito d’imposta in Italia – segnala Nissoli.

La deputata ricorda anche che la borsa di studio destinata ad uno studente italiano di dottorato negli Stati Uniti, e che copre le spese di sostentamento, è esente da Irpef in Italia ma generalmente soggetta negli Stati Uniti all’aliquota standard, sia federale che statale o cittadina, dell’imposta sui redditi. “Inoltre lo studente, essendo inquadrato ai fini fiscali come «non resident alien», non usufruisce, come i cittadini americani, della «standard deduction» – rileva Nissoli, richiamando che “in generale, la normativa statunitense prevede che gli studenti provenienti da Paesi che hanno un trattato fiscale con gli Usa che includa un articolo sulle borse di studio possono richiedere l’esenzione dalle tasse sui redditi o una riduzione della trattenuta, se sono rispettati i requisiti previsti dal trattato”.

Fra questi Paesi – segnala Nissoli nella sua interrogazione – vi sono Germania e Francia. In base alla Convenzione tra Stati Uniti e Germania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, “le somme, diverse dai compensi per servizi personali, che una persona riceve in uno Stato contraente e che sia residente nell’altro Stato contraente a titolo di sovvenzione, assegno o borsa di studio da un’organizzazione privata senza scopo di lucro di carattere religioso, caritativo, scientifico, letterario o educativo o da un’istituzione pubblica analoga, non sono imponibili nel primo Stato – ricorda Nissoli, segnalando che trattamento analogo avviene anche nel caso della Francia, mentre non è previsto nella vigente Convenzione Italia-Stati Uniti contro la doppia imposizione.

Per questo motivo, la deputata chiede quali iniziative il Governo intenda intraprendere al fine di giungere con la controparte statunitense alla stipula di una clausola aggiuntiva della Convenzione tra Italia e Stati Uniti per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, “al fine di adeguarne il contenuto a quello delle analoghe convezioni sottoscritte dagli Stati Uniti con i due maggiori Paesi europei”. (Inform)

 

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