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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione di Elisa Siragusa (Misto, ripartizione Europa) sulla necessità di una riforma dell’attuale normativa in materia di cittadinanza italiana che ne limiti la trasmissione iure sanguinis

CAMERA DEI DEPUTATI

 

 

ROMA – La deputata eletta nella ripartizione Europa Elisa Siragusa (Misto) ha presentato un’interrogazione al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere una riflessione sull’attuale legge in materia di cittadinanza italiana, al fine di giungere ad una riforma che ne limiti la trasmissione iure sanguinis.

Siragusa sottolinea come il tema dell’acquisizione della cittadinanza italiana sia spesso affrontato nella discussione pubblica indicando esclusivamente le due posizioni – favorevole e contraria – allo ius soli, polarizzazione che a suo avviso “non permette di affrontare il problema in tutta la sua complessità”.

“Nel 2018 le acquisizioni di cittadinanza avvenute sul suolo italiano sono state 112.523, di cui il 35,1 per cento per residenza, e il 21,5 per cento per matrimonio – rileva Siragusa, ricordando quindi che il 43,5% dei nuovi passaporti sono stati ottenuti “grazie alle altre modalità previste dalla legge vigente, tra cui la trasmissione della cittadinanza da parte dei genitori, e lo ius sanguinis”.

“Un fenomeno interessante emerso negli ultimi anni è quello concernente la mobilità dei nuovi cittadini italiani che, emigrando, entrano a far parte dell’eterogeneo mondo degli italiani all’estero – evidenzia la deputata, segnalando come dei circa 935 mila gli stranieri che sono divenuti italiani tra il 2012 e il 2018, 61 mila hanno trasferito la propria residenza all’estero, “il 34,5% di questi, quasi 21 mila, solo nel 2018”, una dinamica richiamata anche nel Rapporto italiani nel mondo 2020 della Fondazione Migrantes e che per Siragusa deve essere considerata dal legislatore “nella prospettiva di una riforma della normativa che regola l’acquisizione della cittadinanza”.

Siragusa cita quale esempio in proposito la comunità italo-bengalese che vive nel Regno Unito, e che “conta già 20 mila persone”, emigrate due volte, prima in Italia e poi in Inghilterra, e ricorda che “la legge attuale consente agli italiani residenti all’estero di trasmettere la cittadinanza a tutti i propri discendenti, senza limiti generazionali e senza alcuna verifica della conoscenza della lingua”; “un solo italiano residente all’estero – spiega la deputata – può rendere italiani coniugi, figli, coniugi dei figli; nipoti, coniugi dei nipoti, pronipoti e così via, senza alcun limite nel tempo”.

“Nel 2020 – prosegue Siragusa – il numero di iscritti all’Anagrafe degli italiani all’estero (Aire) è stato di circa 5,5 milioni: di questi, solo il 51,2 per cento sono emigrati; un numero destinato a crescere. Già ad oggi si stimano circa 60 milioni di oriundi: un numero pari ai cittadini residenti in Italia; è evidente come nei prossimi anni, senza una celere modifica normativa, si sarà costretti a fare fronte ad un aumento consistente di riconoscimenti della cittadinanza iure sanguinis e, non solo, per lontanissimi discendenti di italiani emigrati, ma anche per discendenti di «nuovi italiani» tornati ai propri Paesi di origine o emigrati in altri Paesi”.

Per queste ragioni la deputata chiede al Governo se “abbia avviato una riflessione sugli effetti nel lungo periodo dell’attuale legge sulla cittadinanza” e se “non abbia intenzione di promuoverne una riforma per i residenti all’estero, prevedendo una limitazione alla trasmissione della stessa iure sanguinis”. (Inform)

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