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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione del senatore Fabio Porta (Pd, ripartizione America meridionale) sul riconoscimento della cittadinanza italiana dei discendenti di italiani emigrati in Brasile nella seconda metà del XIX secolo: è il Parlamento a dover intervenire sulla materia

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – Il senatore eletto nella ripartizione America meridionale Fabio Porta (Pd) segnala di aver presentato, a seguito dell’impegno preso con i rappresentanti della collettività italiana in Brasile, un’interrogazione urgente rivolta al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e a quello dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere a entrambe le amministrazioni di “ritirare le indicazioni di accantonamento delle istanze di riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis, avanzate da discendenti di italiani emigrati in Brasile nella seconda metà del XIX secolo”.

Nella nota diffusa in proposito Porta segnala che a suo giudizio gli interventi su questa materia “sono di esclusiva competenza del legislatore e quindi del Parlamento italiano”.

Nella sua interrogazione il Senatore fa riferimento a una circolare del Ministero dell’Interno “sulle istanze di riconoscimento della cittadinanza italiana jure sanguinis avanzate da discendenti di italiani emigrati in Brasile nella seconda metà del XIX secolo” e a intendimenti tra il Ministero degli Esteri e l’Avvocatura dello Stato “nelle quali si dichiara la perdita tacita della cittadinanza italiana da parte di connazionali che risiedevano in Brasile nel periodo della così detta Grande Naturalizzazione Brasiliana del 1889-1891, con conseguente interruzione della linea di trasmissione della cittadinanza ai discendenti”

Porta si dice sorpreso che “in una fase di ancora iniziale formazione di un orientamento giurisprudenziale e ad appena qualche mese dall’emanazione di due sole sentenze si sia pensato di farne ricadere gli esiti sull’azione amministrativa, che dovrebbe avere come presupposto unicamente il dettato delle leggi vigenti e la prassi interpretativa consolidata per decenni”.

Al Senatore appare dunque prematuro il trasferimento sul piano amministrativo dei contenuti delle recenti sentenze della Corte d’Appello di Roma sul tema, in particolare “per la per la complessità della materia in discussione e per la solidità delle posizioni, emerse sia in dottrina che in altre sentenze”.

Richiamando le criticità già emerse nella tempistica per lo svolgimento delle pratiche di riconoscimento di cittadinanza nei Consolati sudamericani, Porta ritiene che l’indicazione di accantonamento sopra richiamata “potrebbe significare concretamente la vanificazione di una legittima attesa” e conclude chiedendo ai Ministri interpellati dal ritirare tali indicazioni, almeno fino a quando il Parlamento non deciderà di intervenire sulla materia. (Inform)

 

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