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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Interrogazione del deputato Fabio Porta (Pd): chiesta al Ministro Calderone la modifica dei requisiti di residenza per l’Assegno di inclusione per garantire l’accesso a tale diritto anche ai connazionali che rimpatriamo

PARLAMENTARI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – “Dallo scorso anno è stato istituito l’Assegno di inclusione (ADI) come misura nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso la concessione di un assegno economico e l’avviamento di un percorso di inclusione sociale professionale che teoricamente avrebbe potuto rappresentare un iniziale strumento di inserimento socio-economico e poi lavorativo per un numero consistente di nostri connazionali rientrati dall’estero dopo aver perso il posto di lavoro”.  Tuttavia “i nostri connazionali iscritti all’AIRE i quali rientrano definitivamente in Italia non possono usufruire dell’ADI perché il richiedente (e i suoi familiari) al momento della presentazione della domanda, in base al disposto della legge istitutiva, deve essere residente in Italia da almeno cinque anni di cui gli ultimi due in modo continuativo prima della presentazione della domanda”. Lo segnala il deputato del Pd Fabio Porta (circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale) che ha presentato in proposito una interrogazione al Ministro del Lavoro Elvira Calderone nella quale evidenzia che “sono decine di migliaia i lavoratori italiani iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) i quali rientrano in Italia dopo un periodo di permanenza all’estero e si trovano in una situazione di disoccupazione e di disagio socio-economico” . L’on. Porta è contrario alla non erogazione dell’Assegno di inclusione ( e quindi anche del Supporto per la formazione e il lavoro)  ai connazionali che rientrano in Italia,  per ragioni legate  a requisiti residenziali,  che si va ad aggiungere  alla  cancellazione a partire da quest’anno dell’indennità di disoccupazione che veniva erogata dal 1975. Il deputato ha chiesto anche al Ministro “se non ritenga ingiusto e penalizzante per i nostri connazionali che rimpatriano, e ai quali è stato recentemente abrogato il diritto all’indennità di disoccupazione, precludere l’accesso all’ADI anche e soprattutto in considerazione del fatto che subordinare le prestazioni di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale come prima il Reddito di cittadinanza e ora l’Assegno di inclusione (e il Supporto per la formazione ed il lavoro) a specifici requisiti di residenza viola i principi dei Trattati europei e dei relativi regolamenti” e se il Ministro non ritenga necessario “modificare i requisiti di residenza per l’accesso all’ADI in modo da garantire anche ai nostri connazionali che rimpatriamo e alle loro famiglie il diritto a tale sostegno economico e occupazionale”.(Inform)

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